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Biologico: crescono i consumi e calano le superfici. L’allarme di Confagricoltura

I dati Ismea svelano la crisi delle aziende

Pubblicato il: 23/09/2026 – 21:02
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ROMA Crescono i consumi dei prodotti biologici, ma diminuiscono le superfici dedicate. Per le imprese del settore è sempre più difficile far quadrare i conti, tra le avversità climatiche che colpiscono seriamente le colture, l’aumento dei costi di produzione, il peso degli adempimenti amministrativi e un contesto internazionale sempre più incerto. In occasione della Giornata europea del biologico (European Organic Day) Confagricoltura si sofferma sui dati del comparto (2025) resi noti oggi da Ismea: l’Italia, con 2,37 milioni di ettari coltivati a biologico, perde il 5,4% delle superfici rispetto all’anno precedente. Le aziende agricole bio sono 85.443 e gli operatori biologici totali 95.386, in calo dell’1,8%.
Valori positivi, invece, per i consumi domestici dei prodotti bio, che aumentano del 9,2%. Il comparto rappresenta il 4% del valore complessivo dell’agroalimentare italiano. Il biologico rafforza quindi il rapporto di fiducia tra agricoltori e consumatori, tuttavia molte aziende agricole del settore, non riuscendo ad affrontare le difficoltà sempre più incalzanti, nell’ultimo periodo hanno dovuto abbandonare il sistema produttivo certificato. Per Gian Maria Cunial, presidente della Federazione nazionale Agricoltura Biologica di Confagricoltura, «l’attuale contesto normativo e le dinamiche di mercato gravano troppo sulle imprese agricole, minacciandone la redditività. Bisogna garantire una concorrenza leale, compresi standard uguali per le importazioni, e valorizzare laddove possibile le produzioni biologiche italiane. In questa direzione il nuovo marchio bio nazionale è il segnale che, come Paese, si sta cercando di salvaguardare le eccellenze agricole nostrane e di farle conoscere ai consumatori attraverso un logo dedicato».
Le preoccupazioni sono condivise a livello europeo. Secondo il recente sondaggio realizzato dal Copa Cogeca tra gli agricoltori UE, la priorità è infatti la sostenibilità economica delle imprese: «Per rafforzare il comparto – dichiara Emilio Fidora, presidente del Gruppo Agricoltura Biologica del Copa Cogeca – occorre promuovere i consumi, investire nell’informazione e nell’educazione delle nuove generazioni, aumentando la consapevolezza dei cittadini sul valore delle produzioni bio e sul significato del marchio europeo. In vista della prossima PAC – aggiunge – chiediamo misure specifiche per tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione, accompagnate dall’istituzione di una OCM specifica che affianchi concretamente il lavoro delle imprese agricole del comparto».

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