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Monopolio dei clan su sale giochi e scommesse, nuovi sequestri

L’operazione a Bari, 4 indagati

Pubblicato il: 24/09/2026 – 11:55
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BARI Fanno seguito alla maxi operazione del 13 luglio scorso quando furono eseguite ordinanze cautelari nei confronti di 22 persone e apposti i sigilli a beni per un valore di 60 milioni di euro, i nuovi sequestri effettuati oggi dalla Guardia di Finanza di Bari a carico di quattro persone indagate, a vario titolo, in relazione alle ipotesi di associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, aggravati dal metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e peculato. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta del pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, riguarda due rami d’azienda di una attività di sala slot/video slot e il canone d’affitto di un ramo d’azienda di un ristorante. A luglio sotto sequestro finirono 13 sale videolottery e due sale giochi, interessando complessivamente 79 persone. Dalle indagini del Gruppo investigazioni criminalità organizzata della Guardia di Finanza, con il supporto dello Scico (Servizio centrale di investigazione), emerse l’ingerenza e la penetrazione della criminalità organizzata barese nel tessuto economico locale attraverso l’assunzione del controllo, diretto o indiretto, di numerose imprese attive nel settore dei congegni elettronici da intrattenimento, successivamente utilizzate per il riciclaggio di proventi illeciti. In particolare, venne ricostruita l’operatività di un gruppo societario riconducibile a un imprenditore affiliato a uno storico clan barese che, sfruttando la sua fama criminale e godendo di corrispettivi mensili cospicui grazie alla compiacenza di altri clan, avrebbe instaurato un regime di sostanziale monopolio nel settore dei giochi e delle scommesse.

Nel corso delle operazioni precedenti e dei successivi approfondimenti è emersa l’esistenza di ulteriori beni e utilità economiche riconducibili a due strutture societarie, non colpite dalla prima misura cautelare ma ritenuti, secondo l’accusa, parte dello stesso assetto organizzativo e patrimoniale. Si tratta, in primo luogo, di due sale slot/video slot, di Bari, acquisite dalla prima delle due società in date immediatamente successive alla precedente richiesta di misura cautelare e destinate allo svolgimento della stessa attività economica delle sale già sequestrate. E poi di un canone di locazione derivante da un’attività di ristorazione, incassato dalla seconda società, attraverso cui quest’ultima ha conservato la disponibilità di risorse finanziarie riconducibili al compendio già sotto sequestro e alla stessa organizzazione imprenditoriale ritenuta strumentale allo svolgimento di attività illecite.

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