Telemedicina e cure a casa, la “ricetta” di Butti: «Così il digitale può alleggerire gli ospedali»
Il sottosegretario all’Innovazione a Med Salute 2026: «Il Fascicolo sanitario elettronico è fondamentale». Alla Cittadella siglata anche l’intesa con Regione e Unical su IA, sanità digitale e nuove i…
LAMEZIA TERME Portare una parte sempre maggiore delle cure fuori dagli ospedali e più vicino ai cittadini, sfruttando telemedicina, telemonitoraggio e assistenza a distanza. È la strada indicata da Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, intervenuto in Calabria sui processi di digitalizzazione della sanità. Un passaggio che, secondo Butti, assume un peso ancora maggiore in territori come quello calabrese, dove anche le caratteristiche geografiche possono rendere più complessa l’organizzazione dei servizi sanitari. Nell’intervista il sottosegretario rivendica i risultati raggiunti dall’Italia sul fronte della connettività e dell’erogazione dei servizi sanitari digitali e indica nell’innovazione uno degli strumenti per garantire la sostenibilità di una medicina chiamata a fare i conti con nuovi bisogni assistenziali. «L’innovazione è fondamentale – spiega – perché consente, ad esempio attraverso telemonitoraggio, telemedicina e teleassistenza, di spostare sul territorio la cura». Una possibilità che, secondo Butti, incontra anche la volontà di molti cittadini di essere assistiti a casa e può contribuire «ad alleggerire il peso degli ospedali». Ma la tecnologia, avverte, deve procedere insieme a una revisione dell’organizzazione: «Bisogna rivedere certamente i processi» per riuscire poi, attraverso la digitalizzazione, «a migliorare sensibilmente il servizio per i cittadini».

Il Fascicolo sanitario elettronico
Altro passaggio centrale è quello relativo al Fascicolo sanitario elettronico. «È fondamentale», afferma Butti, ricordando il raggiungimento dei target e delle milestone europee previsti sul fronte della digitalizzazione. Il Fascicolo, sottolinea, raccoglie la storia clinica del cittadino e consente, ad esempio, a un paziente di essere seguito anche in una Regione diversa dalla propria mettendo a disposizione del medico le informazioni necessarie. Secondo i dati citati dal sottosegretario, «già oggi si nutre ed è popolato di documenti nativi digitali per il 90%» e più del 90% dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta utilizza il sistema. «C’è molto ancora da fare», riconosce Butti, indicando nella collaborazione con le Regioni uno dei passaggi necessari per completare il percorso.
Le dichiarazioni sono arrivate nell’ambito di Med Salute 2026 – “Economia e Salute. La sfida della sostenibilità nel Mezzogiorno”, la due giorni promossa da Fiaso – Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere e Regione Calabria, in programma il 24 e 25 settembre tra Gizzeria Lido e Lamezia Terme. Al confronto partecipano rappresentanti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, con al centro sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, medicina di prossimità, liste d’attesa, prevenzione e innovazione.

«L’intelligenza artificiale è già negli ospedali»
E proprio sul rapporto tra tecnologia e organizzazione sanitaria Butti richiama la necessità di evitare che la digitalizzazione finisca semplicemente per trasferire online procedure già troppo complesse. I processi organizzativi della sanità, osserva, devono essere semplificati, altrimenti il rischio è quello di produrre nuova burocrazia invece di eliminarla. Infine, l’intelligenza artificiale, che secondo il sottosegretario non appartiene più soltanto al futuro della sanità: «È già nei nostri ospedali». Una tecnologia che, aggiunge, deve essere migliorata e utilizzata con consapevolezza: «Va governata, va disciplinata», ma può avere un ruolo «fondamentale per migliorare la cura e la salute dei nostri cittadini».

L’accordo con Regione e Unical
La visita di Butti in Calabria è stata accompagnata anche dalla firma, alla Cittadella regionale, di un accordo di collaborazione tra Regione Calabria, Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio e Università della Calabria. A sottoscriverlo il presidente Roberto Occhiuto, lo stesso Butti e, digitalmente, il rettore dell’Unical Gianluigi Greco. L’intesa punta a sviluppare progetti che spaziano dall’intelligenza artificiale al quantum computing, fino alla sanità digitale e alle infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni. Sul fronte sanitario sono previste, in particolare, la sperimentazione del Fascicolo sanitario elettronico e la realizzazione di un Ospedale virtuale, con piattaforme per il monitoraggio e la gestione a distanza dei pazienti. Tra gli altri obiettivi figurano lo sviluppo della connettività satellitare nelle aree meno servite e la definizione di una strategia regionale per attrarre e sviluppare Data Center in Calabria, individuando i siti potenzialmente idonei e valutandone sostenibilità tecnica, energetica e infrastrutturale. Il quadro è coerente con altre iniziative già avviate dalla Regione sul fronte dell’intelligenza artificiale e del potenziamento delle infrastrutture digitali, compreso il rafforzamento del Data Center regionale.
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