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Jimmy Ruggeri, l’ombra della ‘ndrangheta sull’omicidio del fratello dell’ex presidente dell’Atalanta

La storia del rampollo della famiglia industriale del Bergamasco al centro di “Cose Nostre” su Rai 1, tra piste calabresi mai confermate e un muro di silenzi

Pubblicato il: 27/09/2026 – 8:37
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ROMA Nella puntata di “Cose Nostre“, il programma ideato e condotto da Emilia Brandi, in onda lunedì 28 settembre alle 23.30 su Rai 1, intitolata “Il carosello della paura”, si racconta la storia di Gianmario Ruggeri, detto Jimmy, che il 28 settembre del 2013 viene assassinato in un piccolo centro in provincia di Bergamo. Una vera esecuzione in strada con tanto di colpo di grazia. Quel giorno era un sabato mattina come tanti, quando l’orologio segnava le 8:45. Gianmario Ruggeri stava per varcare la soglia della palestra Castelgym a Castelli Calepio, a due passi da casa sua, a Telgate, in quel lembo di terra bergamasca fatto di capannoni industriali e filari di vigne. Aveva fatto appena in tempo a tirare giù la borsa dalla sua Range Rover. Poi, l’agguato fulmineo: due persone in sella a una moto nera, con tute scure e con il casco integrale calato sul volto, gli sono piombate addosso. Il passeggero ha estratto un’arma e ha fatto fuoco con una lucidità agghiacciante: cinque colpi di calibro 9 esplosi con mano ferma. Il proiettile fatale lo ha centrato dritto alla nuca. Jimmy è morto nel giro di pochi secondi.


Nessuna sbavatura, zero tracce lasciate alle spalle. Un cold case impenetrabile che dura da anni. «È stata una delle più chiare esecuzioni in stile mafioso che si siano verificate a Bergamo e in Lombardia», ha dichiarato un anno fa al Corriere della Sera Benedetto Maria Bonomo, legale di Marizzia Ruggeri – per tutti Roberta – che da oltre un decennio continua a battere i pugni pretendendo che si indaghi in ogni direzione, senza sosta.

Jimmy Ruggeri era il rampollo di una delle più importanti famiglie bergamasche: i Ruggeri noti industriali nel campo della plastica ma conosciuti anche nel mondo del calcio. Il fratello più grande Ivan fu presidente dell’Atalanta dal 1994 fino al 2008. Una famiglia in vista quella dei Ruggeri, ma in cui Gianmario faticava a trovare il suo posto.
Un uomo sicuramente fragile, ma buono e generoso che alternava le serate in discoteca al lavoro nell’azienda di famiglia. Un mistero ancora oggi rimasto insoluto. Gli inquirenti hanno cercato la verità seguendo tutte le piste della vita sregolata di Jimmy, inclusa quella che portava fino in Calabria. Secondo alcuni pentiti, infatti, Jimmy è stato ucciso da sicari di ‘ndrangheta per fare un favore a qualcuno, parole però che non hanno mai trovato riscontro. Oggi l’omicidio di Jimmy sembra essere avvolto da ombre e silenzi, ma a chiedere che si faccia piena luce sulla sua morte è rimasta solo una donna, sua sorella Roberta Ruggeri. 

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