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Estonia-Russia, scontro sul sabotaggio alla Milrem

Tallinn accusa i servizi di Mosca, il Cremlino respinge tutto

Pubblicato il: 29/09/2026 – 13:12
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TALLINN Un incendio doloso in una struttura della difesa, tre sospetti arrestati e, a distanza di poco più di un mese, un’accusa che arriva direttamente a Mosca. L’Estonia ha attribuito ufficialmente ai servizi di sicurezza russi il sabotaggio compiuto il 15 agosto contro un edificio utilizzato a Tallinn da Milrem Robotics, una delle aziende europee più importanti nel settore dei sistemi militari robotici e fornitrice dell’Ucraina. Il Cremlino respinge tutto: accuse «infondate» e «senza alcun rapporto con la realtà». È questo il nuovo terreno di scontro tra Tallinn e Mosca. Non più soltanto il sospetto di un’operazione riconducibile alla Russia, già emerso nelle ore successive all’incendio, ma un’attribuzione politica e di intelligence formalizzata dalle autorità estoni. Secondo il servizio di sicurezza interno Kapo, il rogo sarebbe stato un atto «deliberato e pianificato in anticipo», commissionato dai servizi russi. La valutazione, precisa l’intelligence estone, deriverebbe dall’analisi delle informazioni raccolte e dalla cooperazione con partner nazionali e internazionali.

Tallinn accusa Mosca

Il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha annunciato che, sulla base delle informazioni raccolte dal servizio di sicurezza, l’attacco contro Milrem Robotics viene considerato «un atto di sabotaggio ordinato dai servizi speciali della Federazione Russa». Tallinn ha quindi convocato l’incaricato d’affari russo.Per Tsahkna l’episodio non sarebbe isolato, ma rientrerebbe in una più ampia campagna di operazioni condotte in Europa con l’obiettivo, secondo il governo estone, di intimidire i Paesi che sostengono Kiev e indebolirne l’appoggio all’Ucraina. La risposta annunciata dall’Estonia va nella direzione opposta: aumentare il sostegno a Kiev e la pressione sulla Russia. La stessa Kapo sostiene che le modalità utilizzate nell’attacco alla Milrem siano compatibili con quelle riscontrate in altri sabotaggi compiuti in Europa per conto della Russia. L’intelligence estone afferma inoltre che, dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, insieme ai propri partner avrebbe identificato e fermato più di venti persone coinvolte in attacchi materiali compiuti per conto dei servizi russi. Si tratta, è bene sottolinearlo, della ricostruzione ufficiale fornita dalle autorità di Tallinn.

La replica del Cremlino: «Accuse infondate»

La risposta di Mosca è arrivata attraverso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha respinto nettamente l’attribuzione estone. «Dichiarazioni del genere sono infondate, sconsiderate, non hanno assolutamente alcun rapporto con la realtà e sono prive di qualsiasi argomentazione», ha dichiarato Peskov ai giornalisti. Per il Cremlino, quindi, non esisterebbero elementi tali da collegare la Russia all’incendio e le accuse di Tallinn non sarebbero neppure da prendere «seriamente». Le due versioni restano dunque frontalmente contrapposte. L’Estonia sostiene di avere raggiunto l’attribuzione sulla base delle proprie informazioni di intelligence e della cooperazione con Paesi partner; Mosca nega qualsiasi coinvolgimento e contesta l’esistenza stessa di prove sufficienti a sostegno dell’accusa.

Il rogo e i tre sospetti

L’incendio era scoppiato nella notte del 15 agosto in un edificio utilizzato da Milrem Robotics nella zona di Lasnamäe, a Tallinn. Nessuno era rimasto ferito. Già nelle prime ore gli investigatori avevano ritenuto possibile l’origine dolosa e avevano aperto un procedimento nel quale veniva considerata anche l’ipotesi del sabotaggio. Nei giorni successivi tre sospetti erano stati fermati in Lettonia. A settembre alcuni degli indagati sono stati consegnati all’Estonia e posti in custodia mentre l’indagine proseguiva. In agosto il primo ministro Kristen Michal aveva mantenuto ancora prudenza, parlando del possibile coinvolgimento russo come di una delle piste investigative. L’annuncio di oggi segna dunque un passaggio ulteriore: per Tallinn non si tratta più soltanto di un’ipotesi.

Perché Milrem è un obiettivo sensibile

La natura dell’azienda rende il caso particolarmente delicato. Milrem Robotics produce sistemi robotici e veicoli terrestri senza equipaggio, tra cui i THeMIS, utilizzati anche dalle forze ucraine. A giugno Milrem e la società olandese VDL Defentec hanno inaugurato nei Paesi Bassi una linea destinata alla produzione di oltre 100 THeMIS finanziati dal governo olandese e destinati all’Ucraina. L’incendio di Tallinn non ha comunque bloccato la produzione né le consegne. L’azienda aveva spiegato subito dopo l’attacco che i programmi destinati all’Ucraina sarebbero proseguiti e punta a consegnare più di 150 mezzi al Paese entro la fine del 2026. Ed è proprio il collegamento con il sostegno militare a Kiev che Tallinn pone al centro della propria accusa. Secondo le autorità estoni, aziende della difesa e organizzazioni impegnate nell’assistenza all’Ucraina sarebbero diventate bersagli privilegiati delle operazioni dei servizi russi in Europa. Mosca respinge questa ricostruzione. (redazione@corrierecal.it)

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