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l’intervista

Occhiuto: «Vannacci? Voleva in Calabria la sua Sassonia, ha preso sassate. Ho sentito Marina Berlusconi molto soddisfatta»

Il governatore al Corriere della Sera: «Bisogna attualizzare il messaggio di Berlusconi e la sua idea di centrodestra, liberale, moderna, aperta»

Pubblicato il: 29/09/2026 – 8:48
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ROMA «Vannacci voleva in Calabria la sua Sassonia, ha avuto sassate elettorali. Non solo non abbiamo bisogno di lui, ma i suoi voti sottrarrebbero consensi a Lega e FdI. Lasciamo che gli italiani lo conoscano: si sgonfierà». È un attacco frontale quello lanciato dal presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera all’indomani del risultato delle elezioni suppletive di Reggio Calabria vinte dal candidato di centrodestra Fabio Roscioli
Occhiuto analizza l’esito delle urne rivendicando la bontà del lavoro svolto dalla coalizione di governo locale e traccia la rotta per il futuro di Forza Italia e del centrodestra nazionale.

Il voto in Calabria e le elezioni nazionali

Commentando la vittoria in Calabria e le prestazioni della lista del generale Roberto Vannacci, Occhiuto dichiara: «Rotonda e attesa. Anche se, nelle proporzioni, superiore a quanto ci aspettassimo. Vannacci aveva schierato come candidato un consigliere regionale eletto solo un anno fa con undicimila preferenze e questa volta non ha raggiunto i settemila voli. Senza Mimmo Giannetta, che ha tradito Forza Italia, Futuro nazionale non sarebbe andato oltre il 3%. Il generale ha sbagliato il terreno su cui misurarsi. Voleva in Calabria la sua Sassonia, ha avuto sassate elettorali. Non doveva recuperare astensione? Mi pare abbia fallito anche in quello». E ancora: «Il risultato calabrese dimostra che quando il centrodestra non teme il populismo, quando propone argomenti e dati a consuntivo del proprio lavoro, come abbiamo fatto qui in Calabria con l’attività che svolgo in Regione e con quella eccellente del sindaco Cannizzaro, vince. E non ce n’è per nessuno». A chi gli chiede se il voto dimostri l’inutilità di Vannacci per vincere le Politiche, risponde: «Di più. Non solo non abbiamo bisogno di lui, e lo dico da tempo anche agli alleati, ma siccome la politica non è aritmetica, i voti di Vannacci non si sommerebbero a quelli del centrodestra: li sottrarrebbe a Lega e FdI. Per crescere, invece, dobbiamo aprire sempre più ai riformisti e ai liberali, tenendo Vannacci fuori dalla coalizione. Non bisogna temerlo».

Il futuro di Forza Italia

Alla domanda se avesse sentito Tajani dopo lo spoglio, Occhiuto afferma: «Certo, era molto contento, L’ha detto pubblicamente». E Marina Berlusconi? «Ho sentito anche lei molto soddisfatta», prosegue Occhiuto. A proposito delle prospettive e del riposizionamento del partito azzurro, Occhiuto osserva: «Forza Italia deve dimostrarsi capace di catalizzare il consenso degli elettori avanzando proposte di governo serie e realizzandole. Certo, poi deve saperle comunicare efficacemente. Dobbiamo essere più smart. A volte sembriamo fermi a 20-30 anni fa. Non bastano le buone idee, se non si comunicano bene. La ricetta della nostra vittoria in Calabria è stata questa: far fare cose buone e comunicarle bene. Così si può vincere. Berlusconi non va semplicemente evocato, ma bisogna attualizzarne il messaggio e la sua idea di centrodestra, liberale, moderna, aperta. I risultati arriveranno così». Interpellato sui contatti avuti dopo la vittoria, rivela di aver sentito Antonio Tajani: «Certo. Era molto contento. Lo ha detto pubblicamente». Su Marina Berlusconi aggiunge: «Ho sentito anche lei molto soddisfatta».
Inoltre, sul ruolo del segretario e sul rilancio del partito riconosce: «Tajani ha il gran merito di aver fatto sopravvivere il nostro partito quando nessuno ci credeva. Ora il compito di ciascuno di noi è attualizzare ciò che FI è stata. Un movimento aperto, capace di proporre riforme coraggiose e di accogliere le migliori intelligenze del Paese. Tanto più in questo momento: liberali e riformisti sono smarriti, non sanno per chi votare ora che il Campo largo li marginalizza. Poi bisogna attrarre i giovani».
Infine, su come avvicinare le nuove generazioni conclude: «Servono misure, anche misure bandiera, pensate per loro, come per esempio una no tax area per gli under 35. Bisogna avere il coraggio di parlare di diritti civili, di fine vita. Agli occhi dei giovani sembriamo un po’ ingialliti. Secondo lei a Berlusconi piacerebbe il suo movimento ingiallito?».
Mentre sulla premier Giorgia Meloni riferisce: «Ci siamo scambiati dei messaggi, si è congratulata». Su un’ipotesi di elezioni anticipate, Occhiuto osserva: «Non lo so. Ma se dovessi rivolgere a Giorgia Meloni un consiglio non richiesto, le direi che non è utile precipitare la fine della legislatura. Lasciamo che gli italiani conoscano Vannacci: si sgonfierà».

L’uscita del libro “Il coraggio di governare“

In merito all’uscita del suo libro «Il coraggio di governare», chiarisce: «No, è il libro di un presidente di Regione che si è misurato coi problemi concreti e con la necessità di fare riforme. Con un approccio liberale. FI non può concentrarsi solo sui congressi e discutere solo di leadership: dobbiamo tornare a essere innovativi. Chiunque lo faccia, va bene. Rilanciamo l’azione dell’intera coalizione guardando al futuro».

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