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L’ALLERTA

Paura sul volo Dubai-Tel Aviv, comandante accoltellato. «Possibile terrorismo»

Il Boeing ha perso quasi 14mila piedi in pochi secondi

Pubblicato il: 30/09/2026 – 14:21
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Un Boeing 737 che in pochi secondi perde quasi 14mila piedi di quota. Prima il codice di emergenza generale, poi quello utilizzato per segnalare una possibile «interferenza illecita» a bordo. Dal cockpit arrivano urla, uno dei piloti viene ferito e l’aereo, diretto a Tel Aviv, cambia rotta prima di atterrare in Arabia Saudita. Quella che nelle prime ore sembrava una violenta lite tra i due uomini ai comandi del volo Flydubai FZ1073 ha assunto, con il passare delle ore, contorni molto più inquietanti. Secondo due funzionari israeliani citati dalla Reuters, l’attuale valutazione delle autorità di Israele è che possa essersi trattato di un tentato attacco terroristico. Il volo era partito da Dubai ed era diretto all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Mentre attraversava lo spazio aereo giordano, qualcosa sarebbe accaduto all’interno della cabina di pilotaggio. Secondo la ricostruzione fornita a Reuters da fonti israeliane, il copilota avrebbe accoltellato il comandante. Il personale di cabina sarebbe quindi riuscito a entrare nel cockpit e a riprendere il controllo dell’aereo. Entrambi i piloti, una volta atterrati, sono stati ricoverati. Le autorità israeliane stanno ora cercando di stabilire se l’aggressione avesse come obiettivo il controllo dell’aereo e, più in generale, i cittadini israeliani presenti a bordo.

La picchiata e i segnali d’emergenza

A raccontare la drammaticità di quei minuti sono anche i dati di volo. Secondo Flightradar24, il Boeing 737 Max 8 avrebbe improvvisamente perso quasi 14mila piedi in meno di trenta secondi. Associated Press ricostruisce una discesa da circa 33mila a 17mila piedi nell’arco di un minuto, seguita da una traiettoria anomala vicino al confine giordano.

Alle 5.31 UTC il transponder dell’aereo avrebbe trasmesso il codice 7700, utilizzato per indicare un’emergenza generale. Sette minuti dopo sarebbe comparso il 7500, il codice internazionale riservato ai casi di «unlawful interference», l’interferenza illecita che può comprendere anche un tentativo di dirottamento. Successivamente il velivolo è tornato a trasmettere il 7700 e ha puntato verso Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita. L’emergenza ha fatto scattare immediatamente l’allarme in Israele. L’aviazione israeliana ha fatto decollare alcuni caccia mentre a Gerusalemme venivano avviate consultazioni di sicurezza ai massimi livelli. Il premier Benjamin Netanyahu è stato aggiornato sull’accaduto e il suo ufficio ha poi comunicato che la situazione era «sotto controllo» e che si stava lavorando per riportare i passeggeri in Israele.

Dal «litigio tra piloti» alla pista terroristica

Nelle prime ore dopo l’atterraggio era emersa una versione decisamente diversa. Fonti israeliane avevano parlato di una colluttazione tra i due piloti, mentre l’ufficio del primo ministro aveva fatto sapere che non si riteneva che l’aereo fosse stato dirottato. Flydubai, dal canto suo, si è limitata a confermare che il volo FZ1073 aveva avuto un non meglio precisato «incidente» durante il viaggio e che era atterrato in sicurezza a Tabuk, con tutti i passeggeri presenti e al sicuro. Poi il quadro è cambiato. Due funzionari israeliani hanno riferito a Reuters che la valutazione corrente di Israele è quella di un possibile tentato attacco terroristico compiuto da uno dei piloti. Le stesse fonti hanno escluso, allo stato delle informazioni in loro possesso, che l’episodio venga ricondotto a problemi di salute mentale. Un’altra fonte israeliana citata dall’Associated Press ha spiegato che si sta verificando l’ipotesi di un tentativo deliberato di colpire israeliani. L’indagine, però, resta aperta e né le autorità saudite né quelle degli Emirati Arabi Uniti hanno finora fornito una ricostruzione equivalente.

Le urla dal cockpit e il sangue a bordo

A rendere ancora più drammatico il racconto sono le testimonianze arrivate dai passeggeri. La madre di una donna che si trovava sul volo ha riferito che la figlia avrebbe sentito delle urla provenire dalla parte anteriore dell’aereo e avrebbe poi raccontato di un uomo armato di coltello, di un pilota costretto a terra e di sangue all’interno della cabina. Reuters sottolinea che alcune immagini circolate sui media israeliani non sono state ancora verificate in modo indipendente. Alcuni media israeliani hanno inoltre riferito che a bordo si trovavano altri piloti fuori servizio che avrebbero contribuito a riportare l’aereo sotto controllo dopo l’aggressione. Su questo punto non esiste ancora una conferma ufficiale di Flydubai o delle autorità saudite. Il Boeing è infine atterrato a Tabuk, dove entrambi i piloti feriti sono stati trasferiti in ospedale. Tutti i passeggeri risultano salvi. Resta invece da ricostruire fino in fondo quello che è accaduto nel cockpit e, soprattutto, quale fosse l’obiettivo dell’aggressore. È su questo interrogativo che si concentra adesso l’indagine: una violenza esplosa tra i due uomini ai comandi oppure un’azione pianificata contro un aereo pieno di passeggeri diretto in Israele. Le autorità israeliane, almeno per il momento, considerano concreta anche la seconda ipotesi.

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