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San Giovanni in Fiore, Ambrogio: «Il sindaco Antonio Barile vuole portare di nuovo il comune al dissesto, ma non lo permetteremo»

È uno dei passaggi più forti della conferenza stampa tenuta dal già candidato sindaco del centrodestra unito

Pubblicato il: 09/10/2026 – 21:11
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SAN GIOVANNI IN FIORE «Il sindaco Antonio Barile vuole portare di nuovo il Comune al dissesto, ma questa volta non glielo permetteremo. La maggioranza consiliare ha il dovere di tutelare la città, i cittadini, i lavoratori e i fornitori». È uno dei passaggi più forti della conferenza stampa tenuta dall’avvocato Marco Ambrogio, già candidato sindaco del centrodestra unito, nella sede politica della coalizione a San Giovanni in Fiore. Al centro dell’incontro, le condizioni finanziarie dell’ente, le contestazioni rivolte dal sindaco Antonio Barile alla precedente amministrazione guidata da Rosaria Succurro e una serie di vicende sulle quali Ambrogio ha invitato la stampa a esaminare gli atti messi a disposizione. «Barile – ha detto Ambrogio – parla di debiti milionari e di un Comune sull’orlo del dissesto, ma confonde il risultato economico d’esercizio con la situazione debitoria e l’anticipazione di cassa. Il risultato negativo indicato nel conto economico è di circa 5 milioni e 482mila euro. L’anticipazione di cassa, pari a circa 9 milioni e 27mila euro, è legata anche ai pagamenti anticipati per le opere pubbliche, che vengono successivamente rimborsati dagli enti finanziatori. Sono grandezze diverse e il sindaco dovrebbe conoscerne la differenza».
Ambrogio ha quindi contestato la ricostruzione dei debiti attribuiti alla precedente amministrazione. «Dalla documentazione contabile – ha chiarito Ambrogio – risulta che le passività riconducibili alla gestione Succurro sono inferiori a 900mila euro e riguardano soprattutto fatture per l’energia elettrica. Nel quadro complessivo figurano invece vecchie posizioni relative a Sorical, al piano di rientro sui rifiuti e a contenziosi che risalgono addirittura al lontano passato». Particolare attenzione è stata riservata alla controversia con gli eredi Milano, per circa 1,2 milioni di euro. Ambrogio ha richiamato una comunicazione dell’ingegnere Pino Secreti, secondo la quale sussisterebbero elementi per contestare la pretesa economica. «Per quale ragione – ha chiesto Ambrogio – Barile ha tanta fretta di inserire questa somma tra i debiti del Comune, senza approfondire le ragioni che potrebbero escluderne la debenza?».
Sul rendiconto 2025, Ambrogio ha ricordato che l’esercizio finanziario si è concluso il 31 dicembre scorso, durante l’amministrazione Succurro, e ha contestato le modifiche apportate successivamente. Ha inoltre riferito che i revisori dei conti hanno richiesto ulteriori chiarimenti sulla documentazione trasmessa dalla giunta. «Aspettiamo il loro parere e leggeremo tutti gli atti. Il Consiglio comunale – ha assicurato – assumerà le proprie determinazioni con responsabilità. Barile deve sapere che la maggioranza consiliare non accetterà un dissesto costruito su rappresentazioni contabili necessitano di approfondimenti».

L’affondo

Durissimo anche l’attacco sulla gestione patrimoniale e tributaria del sindaco attuale. «Noi non abbiamo venduto le case delle nostre famiglie al Comune, tanto meno a prezzi sette volte superiori. Barile – ha sottolineato Ambrogio – dovrebbe spiegare ai cittadini le operazioni immobiliari che lo hanno riguardato», con riferimento a vicende risalenti ai precedenti mandati amministrativi dell’attuale primo cittadino. Ambrogio ha poi affrontato il caso di un immobile di via Roma, già sede di un istituto bancario e di proprietà di Barile, che, secondo quanto esposto durante la conferenza stampa, sarebbe stato classificato come unità collabente. «Un edificio in pieno centro, con caratteristiche che chiunque può osservare, risulterebbe dichiarato come un rudere. Abbiamo messo a disposizione fotografie e documentazione. Barile – ha detto Ambrogio – deve spiegare questa classificazione e la propria posizione rispetto ai tributi comunali». Ambrogio ha parlato di presunte irregolarità tributarie del sindaco per oltre 70mila euro e ha richiamato le iniziative intraprese presso le autorità competenti. Ha inoltre fatto riferimento a una denuncia che, secondo quanto da lui riferito, sarebbe stata presentata dal comandante della Polizia locale in relazione alla vicenda dell’immobile.
Ampio spazio è stato dedicato all’attività della precedente amministrazione. «Rosaria Succurro – ha evidenziato Ambrogio – ha cambiato San Giovanni in Fiore. Ha realizzato scuole, asili, impianti sportivi, interventi di riqualificazione e opere pubbliche che Barile aveva contestato e che oggi tenta di attribuirsi. Abbiamo portato avanti circa il 95 per cento degli interventi del Pnrr, secondo i dati che abbiamo illustrato, e per le opere ancora incomplete esistono possibilità di finanziamento e completamento». Ambrogio ha denunciato inoltre i ritardi nell’apertura degli asili nido, le difficoltà nei servizi scolastici, l’interruzione dell’assistenza domiciliare ad anziani e persone con disabilità e la chiusura di strutture sportive. Sul Palazzetto dello sport ha ricordato che la precedente amministrazione aveva predisposto procedure di affidamento con l’obbligo, per le associazioni partecipanti, di regolarizzare eventuali debiti verso il Comune.
Un capitolo centrale della conferenza ha riguardato la lotta al precariato. Ambrogio ha rivendicato il ruolo dell’ex sindaca Rosaria Succurro, oggi consigliera regionale della Calabria, nella vertenza dei tirocinanti in deroga e degli altri precari di lungo corso. «Rosaria Succurro, da presidente della Provincia di Cosenza e dell’Anci Calabria, ha lavorato – ha ricordato Ambrogio – con il presidente Roberto Occhiuto e con gli assessori regionali competenti per ottenere risorse adeguate alla stabilizzazione dei lavoratori. Si partiva da una disponibilità di 20mila euro per ciascun tirocinante. Dopo una lunga trattativa si è arrivati a 54mila euro, con circa 2.900 stabilizzazioni. È un risultato straordinario, che riguarda migliaia di famiglie calabresi e che, se i sindaci si attivano, ne può riguardare altri». Ambrogio ha ricordato anche l’impegno della precedente amministrazione per i lavoratori cosiddetti «Invisibili» di San Giovanni in Fiore e per il superamento di situazioni di precariato che si trascinano da molti anni.
Infine, il presidente del consiglio comunale ha respinto le insinuazioni circolate in relazione alle recenti acquisizioni documentali da parte delle forze dell’ordine. «Siamo a completa disposizione della magistratura e delle forze di polizia. Abbiamo sempre aperto le porte del Comune a ogni controllo e continueremo a farlo. Chi tenta di trasformare una richiesta di documenti in una condanna mediatica dovrebbe sapere che la verità – ha ribadito Ambrogio – non c’entra niente con la propaganda politica». Ambrogio ha annunciato iniziative legali contro alcune pubblicazioni che ritiene diffamatorie e ha ribadito la propria fiducia nel lavoro degli organi investigativi. «Abbiamo messo le carte sul tavolo, a disposizione della stampa e dei cittadini. Chiediamo che vengano lette. San Giovanni in Fiore ha bisogno di verità e rispetto. Il Consiglio comunale – ha concluso – farà fino in fondo la propria parte».

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