Catanzaro, con Vanessa Zinzi il Pd ha (finalmente) il segretario cittadino. Prove di unità ma restano tensioni e contraddizioni
La dirigente eletta con il sostegno dei “maggiorenti” del partito. Lo sfidante Ionà polemico: «Il partito oggi ha due posture contrapposte»
CATANZARO Finisce con un appello all’unità della neo eletta segretaria Vanessa Zinzi ma anche con qualche scoria polemica il congresso del Pd cittadino di Catanzaro. I dem del capoluogo dopo un anno tornano a dotarsi di una propria guida al fondo di un’assemblea non priva di tensioni e di scene che hanno ricordato i tempi delle “vacche” di Amintore Fanfani, con le solite “truppe cammellate” ad affollare il seggio elettorale, tra l’altro aperto in contemporanea al dibattito congressuale e poi opportunamente spostato una volta che ci si è resi conto che il dibattito era praticamente impossibile. Le solite “manfrine” democrat, a pensarci bene.

L’esito del congresso
Alla fine comunque il congresso è arrivato fino in fondo con l’esito – abbastanza scontato alla vigilia – dell’elezione di Vanessa Zinzi (nella foto in copertina), votata da 2/3 della platea congressuale presente (poco più ella metà degli iscritti, a quanto pare) nella competizione con Antonio Ionà (nella foto in alto). A sostegno della Zinzi, del resto, c’erano i “maggiorenti” del Pd sul territorio, dalla dirigente nazionale Jasmine Cristallo al capogruppo regionale Ernesto Alecci, dalla vicesindaco Giusy Iemma al dirigente Francesco Pitaro, fresco di annuncio di candidatura a sindaco (ma da civico, e senza l’avallo del Pd “ufficiale”), per finire al capogruppo comunale e provinciale Gregorio Buccolieri. La coda finale è al solito anche polemica. A renderla tale è Ionà, che sottolinea una contraddizione che in realtà c’è: «Uno dei vincitori di questo congresso – afferma Ionà – è il Pd, che ha dimostrato finalmente di essere democratico con una battaglia basata su regole condivise, a parte qualche piccola tensione che ci sta. Riconosco poi l’ottimo risultato di Vanessa Zinzi. Un altro vincitore è Pitaro, la cui azione lancia un segnale forte ma rischia di creare una delle più pericolose spaccature per il capoluogo, con due diverse posture del Pd: da un lato quella amministrativa con il sostegno del partito al sindaco Nicola Fiorita, dall’altro quella politica, con un partito controllato, chiaramente, da Pitaro. Il compito della dirigenza – aggiunge Ionà – sarà ora fare una sintesi costruttiva a tutela del Pd. Da parte nostra garantiamo l’impegno totale, senza logiche di corrente o interessi personali, ma con un solo obiettivo: la tutela della nostra comunità politica e di Catanzaro». Tende la mano la Zinzi, che anzitutto ringrazia i suoi “grandi elettori”, citandoli uno ad uno (Iemma, Alecci, Pitaro e soprattutto Cristallo) e poi osserva: «Ora lavoreremo insieme con i circoli per costruire un’unità forte e mai vista prima. Con Antonio c’è la volontà di trovare un accordo per collaborare serenamente all’interno dello stesso partito: vogliamo lavorare in pace, senza più guerre. Mi dispiacciono solo le sue parole su Pitaro, che ritengo ingiuste, ma il nostro obiettivo resta l’unità». Che, per l’appunto, è un obiettivo, non essendoci ancora, evidentemente. (a. c.)
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