Una casa per i tifosi giallorossi a Bologna, inaugurata la sede del Catanzaro Club Massimo Palanca
Oltre cento tifosi e tifose per il taglio del nastro in via Ranzani, con ‘O Rey e le vecchie glorie giallorosse: una giornata di ricordi, emozioni e appartenenza
BOLOGNA C’erano ‘O Rey e alcune delle mai dimenticate vecchie glorie che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia giallorossa, sabato scorso, a Bologna a battezzare la nuova sede del Catanzaro Club Massimo Palanca di Bologna, in Via Ranzani. Oltre un centinaio di tifosi e tifose hanno fatto da cornice al taglio del nastro di quella che da ora in avanti vuole essere una vera casa per la comunità catanzarese e per tutti gli appassionati delle Aquile presenti a Bologna e dintorni. Un incontro tra generazioni che ha permesso di rivivere momenti indimenticabili del passato, senza però perdere di vista il presente e il futuro del Catanzaro. A dare ufficialmente il via alla giornata è stato Massimo Palanca, presidente onorario del Club e idolo indiscusso della tifoseria catanzarese salutato dagli applausi e dall’entusiasmo dei tantissimi presenti. Dopo il saluto del presidente del Club Giuseppe Severino, il pomeriggio è entrato nel vivo con il talk dedicato alle (vecchie) glorie, moderato da Gennaro Maria Amoruso. Un confronto ricco di ricordi, aneddoti e riflessioni sul calcio di ieri e di oggi. Particolarmente intenso l’intervento di Massimo Palanca, che ha raccontato ancora una volta il rapporto speciale che lo lega a Catanzaro e alla sua gente: «Ogni anno torno a Catanzaro – ha detto l’idolo della tifoseria giallorossa – e ogni volta ricevo manifestazioni di affetto incredibili. Al di là dell’essere ricordato come il calciatore, ciò che mi rende più orgoglioso è essere ricordato e stimato come persona». Con la consueta ironia, Palanca ha poi scherzato anche sulla statua a lui dedicata: «Le statue di solito si fanno ai trapassati: io l’ho presa come un augurio di lunga vita». Non è mancato uno sguardo anche sul Catanzaro di oggi e sulla figura del suo capitano: «Pietro Iemmello è un simbolo del Catanzaro e ha contribuito enormemente al grande affetto che si è creato attorno alla squadra in questi anni».
Adriano Banelli ha invece riportato tutti agli anni della prima storica promozione in Serie A: «Il Catanzaro – ha detto – ha avuto una storia invidiabile, a partire dalla stagione del ’71. Eravamo un gruppo che non era considerato destinato alla promozione, ma riuscimmo a dare qualcosa in più di quanto tutti si aspettassero. Fondamentale fu l’apporto straordinario del pubblico: in casa e in trasferta avevamo sempre il pienone. Fu un’annata straordinaria. Auguro al Catanzaro tempi ancora migliori». Gianni Improta ha ricordato il profondo legame costruito negli anni con la città e con la tifoseria: «Quando il Catanzaro mi chiama, io dico subito sì. Ho sempre amato questa gente, perché dal primo momento sono stato accolto con affetto, rispetto ed entusiasmo che hanno ricambiato il mio impegno in campo». Improta ha poi sottolineato l’importanza del gruppo, senza dimenticare il peso che può avere il talento del singolo: «Il collettivo è fondamentale, ma a volte – ha aggiunto – un calciatore, come fu Massimo Palanca con le sue giocate straordinarie, può determinare una partita».
E oggi? «La stagione del Catanzaro è partita male – ha rilevato – ma dobbiamo essere tutti compatti intorno alla squadra. È importante che i ragazzi sentano il calore del pubblico. Se sanno che il popolo giallorosso è al loro fianco, daranno tutto e torneranno a regalare ai tifosi le soddisfazioni che meritano». Sul presente si è soffermato anche Antonio Soda, che ha richiamato l’importanza della continuità tecnica: «Quello che ha fatto il Catanzaro negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti: ha raggiunto per tre volte i playoff. Quando si riesce a creare un’identità di squadra, è importante provare a mantenerla, perché dà continuità al lavoro. A un nuovo allenatore serve tempo per conoscere bene le caratteristiche dei giocatori. Con Gorgone e con tutti i cambiamenti che ci sono stati, adesso è importante che il Catanzaro ritrovi la propria identità».
Il talk si è concluso con un momento musicale particolarmente coinvolgente: l’esecuzione dal vivo di un brano dedicato al calcio degli anni ’80, scritto e interpretato dal bolognese Ciski. Grande emozione anche per la proiezione di un video realizzato dal tesserato Piero, l’affettuoso messaggio di auguri del presidente dell’Us Catanzaro Floriano Noto e della squadra, seguito dal collegamento in videochiamata con Giacomo Zunico, che ha voluto portare il proprio saluto ai tanti tifosi presenti. La festa si è poi trasformata in un vero e proprio bagno di folla per Massimo Palanca, circondato dall’affetto dei tifosi per fotografie, autografi e ricordi. Grande curiosità anche per la t-shirt in edizione limitata dedicata a Palanca, realizzata da Enrico Focarelli, “Frelly”, artista e illustratore catanzarese. L’inaugurazione della sede rappresenta per il Catanzaro Club Massimo Palanca di Bologna non semplicemente l’apertura di uno spazio fisico, ma l’inizio di un nuovo capitolo: un luogo di incontro, memoria, aggregazione e appartenenza, capace di tenere vivo anche a centinaia di chilometri di distanza il legame con Catanzaro e con i colori giallorossi. Una giornata che resterà a lungo nella memoria del Club e dei suoi tesserati, nel segno di una passione che continua ad attraversare generazioni, città e chilometri.
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