Banda della minicar, la mamma di uno dei ragazzi: «Mio figlio non è un mostro»
«Siamo state noi a farli ammettere»
Una madre che chiede perdono, un figlio chiamato a rispondere delle proprie azioni e un uomo ancora ricoverato in gravi condizioni. Si aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda della cosiddetta banda della minicar, i due minorenni di 16 e 17 anni denunciati per le aggressioni avvenute a Roma tra il 4 e il 5 ottobre. A rompere il silenzio è la madre di uno dei ragazzi, quello che viaggiava sul sedile del passeggero. In un’intervista rilasciata a Repubblica, la donna racconta i giorni della paura e della confessione, rivolgendo un pensiero soprattutto all’attore Davide Iacopini e alla sua famiglia.
Il racconto della madre e le scuse alla famiglia
La donna non cerca di sottrarre il figlio alle proprie responsabilità. Racconta di aver inizialmente creduto alle sue smentite, prima di accorgersi che qualcosa nel suo comportamento era cambiato. Il ragazzo appariva turbato, piangeva e manifestava un malessere crescente. A quel punto avrebbe contattato la madre dell’altro minorenne, proprietario della minicar. Le due donne avrebbero iniziato a seguire più attentamente i movimenti dei figli, fino alla notte della confessione. Secondo il suo racconto, sarebbero state proprio loro a convincere i ragazzi ad ammettere le proprie responsabilità. Il figlio le avrebbe spiegato che quelle aggressioni erano nate come un gioco, con l’intenzione di spaventare le persone incontrate per strada. Una ricostruzione che la madre riferisce senza pretendere di stabilire l’esatta dinamica dei fatti, ancora al vaglio degli investigatori. Ora il suo pensiero è rivolto soprattutto alla famiglia dell’attore. Vorrebbe incontrare la madre di Iacopini per chiederle perdono e spera che il figlio possa tornare a confrontarsi con la vittima, assumendosi le conseguenze delle proprie azioni.
Le aggressioni e la confessione dei minorenni
I due ragazzi sono accusati di aver compiuto sei aggressioni nella Capitale, tra Monteverde e Testaccio, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre. L’episodio più grave riguarda Davide Iacopini, colpito mentre viaggiava su un monopattino e finito violentemente a terra. L’attore è stato ricoverato all’ospedale San Camillo, dove ha subito due interventi neurochirurgici. Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi, resta in terapia intensiva e la prognosi è riservata. I minorenni, identificati grazie alle indagini dei carabinieri e della polizia locale, hanno ammesso il proprio coinvolgimento. Fondamentali per risalire alla minicar sono stati i filmati delle telecamere e alcuni particolari del veicolo, tra cui un adesivo raffigurante un serpente. Il fascicolo è destinato alla Procura per i minorenni. Tra le ipotesi di reato figura il tentato omicidio per l’aggressione all’attore.
Il confine tra uno scherzo e la violenza
La testimonianza della madre aggiunge alla vicenda un elemento umano, senza cancellare la gravità delle accuse. La donna racconta le difficoltà affrontate per crescere i propri figli e respinge l’idea che ogni loro errore rappresenti necessariamente il fallimento dei genitori. Ma riconosce anche che quanto accaduto non possa essere liquidato come una semplice bravata. Il figlio, sostiene, dovrà affrontarne le conseguenze. Intanto, resta l’attesa per le condizioni di Davide Iacopini, la cui guarigione è oggi la speranza principale anche della famiglia di uno dei ragazzi coinvolti.
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