Camorra, droga ed estorsioni: blitz in sei province. C’è anche Cosenza
Gli indagati sono ritenuti vicini a sette clan
NAPOLI Un vasto blitz anticamorra è scattato alle prime luci dell’alba di oggi, martedì 20 ottobre, in sei province italiane, tra cui quella di Cosenza. I carabinieri del Nucleo operativo di Napoli Bagnoli, insieme al personale del Nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria, stanno dando esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, nei confronti di nove persone.
Droga, estorsioni e comunicazioni illecite dal carcere
Gli indagati, domiciliati o detenuti nelle province di Napoli, Siracusa, Catania, L’Aquila, Cosenza e Rovigo, sono gravemente indiziati, a vario titolo, di diversi reati, tra cui traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, lesioni personali, violenza privata e violenza per costringere qualcuno a commettere un reato. Tra le contestazioni figura anche l’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, un elemento che porta al centro dell’inchiesta anche l’utilizzo illecito di strumenti di comunicazione all’interno degli istituti penitenziari.
I sette clan coinvolti nell’inchiesta
Secondo quanto emerso dalle prime informazioni investigative, i reati contestati sarebbero aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare, a vario titolo, sette organizzazioni camorristiche: Mazzarella, D’Amico, Troncone, Ferrara-Cacciapuoti, Gionta, Avventurato e De Luca Bossa-Minichini. L’operazione, coordinata dalla Dda di Napoli, coinvolge dunque territori diversi, dalla Campania alla Calabria, fino alla Sicilia, all’Abruzzo e al Veneto. Al momento non sono stati resi noti i nominativi dei destinatari delle misure cautelari né i dettagli relativi al coinvolgimento della provincia di Cosenza. Ulteriori particolari saranno illustrati nel corso della conferenza stampa convocata alle 10 presso la Procura della Repubblica di Napoli. (redazione@corrierecal.it)
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