Fibrillazioni in Forza Italia a Catanzaro. «Senza buoni rappresentanti Occhiuto come avrebbe potuto vincere nel capoluogo?»
I consiglieri comunali di Fi Costanzo e Talerico commentano criticamente le dichiarazioni del governatore e vicesegretario forzista
CATANZARO «Presidente Occhiuto, ci permettiamo una domanda, con il rispetto dovuto al ruolo istituzionale che ricopre, ma anche con la franchezza che la politica richiede: se a Catanzaro non ci fossero stati rappresentanti politici capaci di interpretare il territorio, costruire consenso e sostenere il suo progetto, come avrebbe fatto a vincere nel capoluogo di regione? Leggiamo con interesse le sue parole sulla mancanza, in passato, di rappresentanti politici in grado di raccontare l’impegno profuso per Catanzaro. Ma proprio questa affermazione merita una riflessione: i risultati politici non si costruiscono nel vuoto, né il consenso nasce per caso. Dietro ogni risultato elettorale ci sono persone, relazioni, presenza sul territorio, lavoro politico e capacità di farsi interpreti delle istanze della comunità». Lo afferma in una nota il consigliere comunale di Catanzaro, Sergio Costanzo, di Forza Italia. Sarebbe dunque ingeneroso – prosegue Costanzo – non riconoscere il contributo di chi, a Catanzaro, ha lavorato per consolidare il rapporto con i cittadini e sostenere un percorso politico che ha trovato nel capoluogo una parte importante del proprio consenso. Naturalmente, il merito dell’azione di governo va riconosciuto a chi l’ha realizzata. Ma altrettanto doveroso è riconoscere il ruolo di chi ha saputo comunicarla, sostenerla e renderla credibile sul territorio. La politica è fatta di leadership, ma anche di una classe dirigente che quella leadership la accompagna e la rende concreta. E quando si parla di Catanzaro, questo principio non può valere soltanto per i risultati amministrativi, ma deve valere anche per quelli elettorali. Presidente, dunque, una domanda resta: se oggi è possibile rivendicare il lavoro svolto per il capoluogo, non è giusto riconoscere anche a chi ha rappresentato politicamente questa città una parte del merito del risultato raggiunto? Perché – conclude Costanzo – i risultati si possono rivendicare individualmente, ma le vittorie politiche, quelle vere, sono sempre il frutto di un lavoro collettivo».
Le critiche di Talerico
«Occhiuto processa i rappresentanti di Catanzaro, ma nell’area centrale ha lasciato solo le briciole Lunedì scorso, alla Cittadella regionale, presentando gli interventi sul sistema idrico di Catanzaro, Roberto Occhiuto si è lasciato andare a una dichiarazione che ha reso perplessa l’intera platea: “Forse a Catanzaro non ho avuto finora grandi rappresentanti della comunità politica capaci di rappresentare quello che abbiamo fatto in questi anni”. Quella frase merita una risposta, perché non riguarda una persona sola. Riguarda chi in questi anni ha fatto politica con Forza Italia, ma anche chi ha svolto comunque il ruolo di rappresentante politico anche di altri partiti». Lo scrive in una nota Antonello Talerico, Componente della Segreteria regionale (Coordinamento) di Forza Italia Calabria e consigliere comunale di Forza Italia a Catanzaro. «Partiamo da un equivoco. I rappresentanti politici, che siano consiglieri regionali o dirigenti di partito, non sono redattori di comunicati stampa incaricati di lodare il presidente e di sbrodolarlo di complimenti, come si vorrebbe. Sono figure politiche scelte dai cittadini per rappresentare un territorio. Se il presidente ha bisogno di qualcuno che racconti «quello che abbiamo fatto», ha già uno staff della comunicazione pagato per questo. E anche molto bene. Il secondo equivoco – aggiunge Talerico – è più grave. Occhiuto parla di Catanzaro e basta. Dimentica Crotone e Vibo Valentia, come se l’area centrale finisse al capoluogo. Ed è proprio qui il punto. In questi anni i rappresentanti di Cosenza e di Reggio Calabria hanno avuto assessorati, incarichi di prestigio nel partito e ruoli istituzionali. Gli altri, da Crotone a Catanzaro, sono stati messi all’angolo ed hanno dovuto operare facendo miracoli. Proporre o chiedere interventi e progettazioni serie per il nostro territorio era impossibile e complicato (alla fine Occhiuto decideva(e decide) tutto da solo). I numeri parlano da soli. Alle regionali dello scorso anno Forza Italia nell’area centrale ha raccolto una valanga di voti. Nonostante ciò all’area centrale non è stato riconosciuto alcun ruolo o funzione. Nessun assessorato, nessun ruolo politico, nessun incarico istituzionale, nessun posto nelle società partecipate. Neanche la semplice presidenza del gruppo consiliare, prima andata a Reggio Calabria e ora al consigliere Pierluigi Caputo, eletto nella lista Forza Azzurri e non in quella di Forza Italia. Succede a tutti quelli che non sono di Cosenza o di Reggio Calabria e succede in particolare a chi milita in Forza Italia nel centro della Regione. L’impressione, ormai difficile da smentire, è che per Occhiuto l’area centrale vada impoverita anche nell’autorevolezza e nei ruoli dei suoi rappresentanti, così da evitare qualsiasi “fastidio”. Lo stesso metodo lo abbiamo visto sabato scorso a Lamezia, quando si è riunito quello che i comunicati chiamano coordinamento regionale senza che fossero convocati i componenti della Segreteria regionale eletti al congresso del 17 maggio. Si decide in pochi, si comunica a cose fatte e poi ci si lamenta che i rappresentanti non rappresentano, anzi si chiede a costoro di fare qualche comunicato o al massimo di mettere un like sui post presidenziali. Il presidente, del resto, non sa cosa abbiano fatto i suoi consiglieri. Faccio un esempio che conosco bene. Da consigliere regionale – tra le tante proposte di legge – ho proposto e fatto approvare la legge sul turismo open air, la legge regionale 18 marzo 2025 n. 14, che ha riscritto le regole per campeggi e villaggi turistici ferme a una legge del 1986 e sbloccato potenzialmente milioni di euro, mai utilizzati. Trentotto anni di attesa! Una legge costruita con gli operatori del settore, ripresa a livello nazionale, che apriva alle imprese la strada a investimenti e incentivi per milioni di euro. Il presidente non l’ha mai citata, eppure con i reel è bravo. Questa Legge sul turismo a distanza di oltre un anno e mezzo attende ancora gli atti necessari a renderla pienamente operativa, per l’inerzia o meglio per la mancata volontà del presidente di attuarla. Le cose fatte dagli altri non vengono nemmeno citate. Secondo esempio. Nel luglio 2025 ho depositato la proposta di legge n. 411 per vietare nell’area del SIN di Crotone l’ingresso, lo stoccaggio e lo smaltimento di rifiuti radioattivi e pericolosi non prodotti in Calabria. Una battaglia per Crotone, che di veleni ne ha già subiti abbastanza. Occhiuto non l’ha mai sostenuta. Nessuno dei vertici ne ha parlato». Talerico aggiunge: «La verità è che a Occhiuto di quello che fanno consiglieri e assessori non interessa. Lui governa solo con i Direttori generali e con i vari commissari e «nominati» romani. Glielo scrissi pochi giorni prima del voto per le regionali 2025, dopo aver letto una sua intervista. Riporto quel messaggio che gli inviai: “Trovo questa intervista surreale. Si vede che non hai letto le mie uscite pubbliche e comprendo la scarsa considerazione che hai dei tuoi consiglieri ma non per demerito loro. Una intervista che offende e mortifica chi ha dovuto stare tutto il mandato a difenderti. Mi verrebbe la voglia di uscire pubblicamente e chiedere di non farmi votare. Mi sono davvero scocciato […]. Abbiamo sopportato tanto e troppo senza un minimo confronto […]. Si esalta il nulla e si svaluta il resto. Abbiamo nominato assessori e dato ruoli a gente priva di competenze […]. Tutte le cose che tu addebiti ai consiglieri regionali non sono reali. Il problema è che hai scarsa considerazione di quello che fanno gli altri. Io i piedi in testa non me li faccio mettere da nessuno. Non sono come i tanti lecchini che ti ruotano intorno”. Non ho cambiato idea. Le parole pronunciate lunedì alla Cittadella ne sono la conferma. Questa non è una polemica di cortile. Scrivo perché arrivi a Roma, al segretario nazionale Antonio Tajani e ai vertici del partito, un fatto semplice: A Roma Occhiuto invoca il pluralismo ed il liberismo, in Calabria ha costruito un modello di partito chiuso dove a decidere sono in due. Chi ha difeso il presidente per un intero mandato, chi ha scritto leggi, chi ha portato migliaia di voti merita rispetto. Gli applausi non li abbiamo mai chiesti. Chiediamo di non essere processati in pubblico da chi ci ha lasciato senza strumenti e senza ruoli, volutamente. Altro che coraggio di governare. Si dovrebbe avere il coraggio di dire la verità. Ma questa è un’altra storia». (c. a.)
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