Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 9:50
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

le indagini

Inchiesta “Social Card”, Davide Riga passa dal carcere ai domiciliari

Arrestato lo scorso 14 ottobre nell’ambito dell’indagine su una rete di spaccio nel Catanzarese, il gip ha disposto l’attenuazione della misura

Pubblicato il: 21/10/2026 – 9:06
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

CATANZARO Si alleggerisce la posizione cautelare di Davide Riga, uno dei soggetti coinvolti nell’operazione antimafia denominata “Social Card”, scattata all’alba dello scorso 14 ottobre su richiesta della Dda di Catanzaro. All’esito dell’interrogatorio di garanzia svoltosi il 15 ottobre dinanzi al gip del Tribunale, è stata infatti revocata la custodia cautelare in carcere con concessione degli arresti domiciliari. Per l’indagato, difeso dall’avvocato Massimiliano Carnovale del Foro di Lamezia Terme, nel corso dell’interrogatorio la difesa ha evidenziato elementi tali da far ritenere al gip un’attenuazione delle esigenze cautelari e della pericolosità sociale, consentendo così l’applicazione di una misura meno gravosa rispetto al carcere.

Le accuse e l’inchiesta “Social Card”

Davide Riga è accusato di violazioni degli articoli 73 e 74 del D.P.R. 309/1990, contestazioni che riguardano sia la partecipazione all’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, sia episodi di cessione di droga. L’imponente operazione, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato complessivamente all’esecuzione di 24 misure cautelari (12 in carcere, 9 ai domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria). Gli indagati sono ritenuti a vario titolo responsabili di traffico e spaccio di stupefacenti, oltre che di detenzione illegale di armi e munizioni.

Un market della droga sulla costa ionica: la genesi dell’indagine

L’inchiesta ha messo in luce una complessa e capillare rete dello spaccio radicata lungo l’intera fascia della Costa ionica catanzarese. Le attività illecite documentate dagli investigatori toccano diversi centri strategici della provincia: dai comuni di Girifalco e Amaroni al capoluogo Catanzaro, passando per Vallefiorita, Squillace, Botricello e l’area del Soveratese (con coinvolgimento di Badolato, Davoli e Sant’Andrea Apostolo dello Ionio). A dare l’impulso decisivo alle indagini è stata l’analisi informatica dello smartphone sequestrato a un uomo arrestato per spaccio nel comune di Amaroni. Da quel dispositivo gli inquirenti sono riusciti a ricostruire la fitta trama dei contatti e i canali di approvvigionamento. Particolare ed emblematico il nome scelto per il blitz, “Social Card”: l’attività investigativa ha infatti accertato come spingitori e clienti facessero sistematicamente uso di carte prepagate, spesso collegate al Reddito di cittadinanza, per regolare i pagamenti e le transazioni legate alla compravendita della sostanza stupefacente. (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x