Mobilitazione nazionale (anche) a Catanzaro e Reggio Calabria, il timore dei violenti tra i manifestanti pacifici
In piazza non solo le grandi metropoli, attenzione massima a coloro in grado di confondersi e disperdersi nella folla
MILANO «Da soli ci prendono dopo 10 minuti, per questo seguiamo la manifestazione e poi facciamo casino». Le chat whatsapp si riempiono di messaggi con propositi di guerriglia, giovani promettono di fare «guerra dal 24 e 30 ottobre». Sono solo alcuni scambi di messaggi – riportati dal quotidiano La Verità – attenzionati dalle forze dell’ordine ed estrapolati nel gruppo di messaggistica analizzato dagli investigatori dopo gli scontri di Milano. Piazza Duomo diventa zona franca per le ordate di devastazione urbana organizzata da frange violente rappresentate in larga parte da giovanissimi. L’obiettivo è il caos organizzato non per rivendicazioni politiche o sociali, ma per saccheggi mirati a negozi e centri commerciali. Il gruppo di messaggistica analizzato chiamato «24 e 30 ottobre guerra» è composto da circa 300 membri. I partecipanti concordano sul fatto che agire isolatamente esponga a un immediato intervento delle forze dell’ordine e per questo i cortei di protesta diventano una copertura strategica per muoversi in massa, spaccare vetrine e fare bottino. Nelle conversazioni emerge una vera e propria classifica dei negozi da prendere d’assalto, tra cui figurano marchi e catene come Footlocker, JD, Snipes, Nike e altri. L’Apple Store, inizialmente preso in considerazione, viene spesso scartato non per scrupolo morale, ma per questioni pratiche: i dispositivi rubati vengono bloccati e tracciati non appena escono dal punto vendita. Tradotto il gioco non vale la candela. Di conseguenza, la strategia si sposta su obiettivi ritenuti più semplici e redditizi, con espliciti e violenti proclami tesi a colpire direttamente i beni di altre persone durante i disordini. Oltre ai negozi, nelle chat compaiono minacce e piani per vandalizzare istituti scolastici, come il Salesiano di Bologna, spingendo le autorità ad innalzare i livelli di sicurezza.
Da Aosta a Reggio Calabria, annunciate nuove mobilitazioni
Accanto ai piani logistici per i saccheggi, all’interno dei gruppi vengono condivisi contenuti di una violenza inaudita che mostrano torture e decapitazioni, utilizzati con modalità a tempo (apribili una sola volta, ndr) per attrarre contatti. Mentre le chat locali sono state bruscamente chiuse dagli amministratori dopo le prime fughe di notizie, tramite volantini e appelli social è stata lanciata una mobilitazione per il 24 ottobre che coinvolge non solo grandi metropoli come Roma, Milano, Napoli e Torino, ma anche numerosi centri in tutta Italia, dal Nord al Sud: la Calabria non fa eccezione con la l’invito a scendere in piazza che coinvolge anche Catanzaro e Reggio Calabria. Il timore è che i cani sciolti che hanno messo a ferro e fuoco la città della Madonnina possano confondersi con chi intende manifestare pacificamente. L’attenzione è altissima. (f.b.)

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