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Ostensione degli atti, il Consiglio di Stato respinge il ricorso cautelare di un comune del Cosentino

I giudici di Palazzo Spada hanno confermato l’obbligo per l’ente locale di consentire l’accesso ai documenti richiesti

Pubblicato il: 22/10/2026 – 8:00
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COSENZA La Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha rigettato l’istanza cautelare presentata dal Comune di Spezzano della Sila, volta a sospendere l’esecutività della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria che aveva dato ragione al ricorrente Marco Spizzirri, rappresentanto dall’avvocato Enrico Morcavallo. Con l’ordinanza, i giudici di Palazzo Spada hanno confermato l’obbligo per l’ente locale di consentire l’accesso ai documenti richiesti.
La vicenda giudiziaria affonda le radici nell’impugnazione, da parte dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco pro tempore, della decisione di primo grado favorevole al cittadino. Il Comune, rappresentato e difeso dall’avvocato Andrea Borsani, si è rivolto al Consiglio di Stato chiedendo la riforma della sentenza e, in via incidentale, la sospensione della sua efficacia prima della trattazione del merito.
Il Collegio giudicante ha stabilito la mancanza dei presupposti fondamentali per concedere la misura cautelare richiesta dal Comune. Nello specifico, i magistrati hanno evidenziato il difetto del requisito del rischio di un danno grave e irreparabile nelle more del giudizio. L’amministrazione locale si è infatti limitata a rappresentare le ordinarie conseguenze derivanti dall’esecuzione della sentenza di primo grado, ossia il dovere di esibire la documentazione amministrativa. Secondo il Consiglio di Stato, il rischio paventato dal Comune circa l’immediata ostensione e l’eventuale avvio di ulteriori iniziative da parte del cittadino non costituisce un pregiudizio di gravità tale da paralizzare l’efficacia della decisione del TAR.
A seguito del rigetto della domanda cautelare, il Comune di Spezzano della Sila rimane obbligato a garantire la trasparenza e l’accesso agli atti. Inoltre, l’ente pubblico è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare in favore del cittadino, con la liquidazione degli oneri di difesa e degli accessori di legge. (redazione@corrierecal.it)

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