Più decisionismo e step politici ai massimi livelli. Così Fiorita prepara la ricandidatura a sindaco di Catanzaro
Il primo cittadino infittisce i contatti con i leader nazionali del centrosinistra. Ma sul suo cammino ci sono anche delle “incognite”: i lavori allo stadio, il Psc e le primarie
CATANZARO Per il momento ci sono solo “messaggi”, segnali peraltro da interpretare con particolare attenzione, anche se questi “messaggi” e questi segnali portano a a ritenere sempre più probabile, se non certa, una ricandidatura di Nicola Fiorita a sindaco di Catanzaro. Gli ultimi sono arrivarti nell’ultimo Consiglio comunale, l’ormai abituale ring della politica catanzarese condito di insulti, attacchi personali, veleni e parole fuori controllo (l’altro giorno nell’aula rossa è stata evocata persino la “Banda della Magliana”…). Al fondo dell’ennesima polemica scatenata contro l’amministrazione dal consigliere comunale di Forza Italia Sergio Costanzo, “papabile” candidato sindaco e mister preferenze in città, Fiorita a un certo punto ha affermato: «Di Costanzo non parlo, magari poi ci confrontiamo in campagna elettorale…». Parole che Fiorita ha del resto già pronunciato anche nei confronti di un altro “papabile” candidato sindaco, il suo predecessore Sergio Abramo, che da settimane chiede un confronto pubblico all’attuale sindaco del capoluogo (senza però al momento ricevere soddisfazione). Quel “magari” conferma tutta la cautela che – comprensibilmente – Fiorita usa in questa delicata fase politica a Catanzaro e non solo, ma il tema della sua ricandidatura è assolutamente in primo piano sul tavolo politico in città in vista delle Amministrative 2026, anche se sono diversi gli analisti che sostengono che il nome di Fiorita potrebbe diventare “papabile” anche per le Politiche. E sono diversi gli analisti che, studiando le ultime mosse di Fiorita, hanno intravisto da parte del sindaco tutto un percorso per preparare la sua ricandidatura, con un cambio di passo, e anche con toni diversi, rispetto a quelli che lo hanno accompagnato fin qui e che gli hanno anche attirato un mare di critiche e di attacchi.
I segnali
Anzitutto, a dispetto dell’accusa di aver avuto finora poco coraggio in tanti ora riscontrano un maggiore decisionismo di Fiorita, aspetto che si può esemplificare con l’apertura dell’isola pedonale su Corso Mazzini (anche se è più una “isoletta”). Progetto “bandiera” del programma e della campagna elettorale di 4 anni e mezzo fa, l’isola pedonale è finalmente diventata realtà – e a quanto sembra con positivi riscontri – dopo che Fiorita ha dismesso i panni del mediatore e del temporeggiatore nei quali si è calato anche a causa di un’intrinseca difficoltà politica (si ricordi che di fatto è un sindaco di minoranza). Lo stesso decisionismo ha poi caratterizzato altri progetti e altri traguardi, come quello sugli investimenti per affrontare la storica emergenza idrica di Catanzaro grazie anche alla sinergia con la Regione, con tanto di (significativo) “onore delle armi” che il governatore Occhiuto ha concesso a Fiorita, definito dal governatore un sindaco “illuminato” al di là delle appartenenze politiche (nella stessa occasione, per inciso, Occhiuto avrebbe poi bacchettato la sua parte politica catanzarese accusandoli di una certa disattenzione verso gli sforzi della Regione per Catanzaro).
I passaggi “romani”
In più, anche politicamente, sia pure sotto traccia, Fiorita nei giorni scorsi avrebbe riallacciato e infittito i contatti con i leader nazionali dei partiti di centrosinistra, segnatamente con Elly Schelin del Pd e Giuseppe Conte M5S: a quanti gli hanno chiesto conto Fiorita avrebbe risposto parlando di contatti e incontri non risolutivi ma comunque positivi. Ovviamente sul piano politico la situazione è ancora molto frastagliata, nel centrosinistra, e a livello locale le “resistenze” contro Fiorita abbondano, in alcuni settori del Pd e in Avs a esempio. Senza dimenticare il “fuoco amico” rappresentato da quanti si sono già schierati con Francesco Pitaro, dirigente apicale del Pd ma già baldanzosamente in campo per le elezioni con il suo movimento civico “Punto di Svolta”, per nulla tenero con l’amministrazione Fiorita. E c’è anche una frangia che invoca le primarie nel fronte progressista. Ma alcuni dati vanno comunque evidenziati: in particolare, soprattutto nel Pd si veicola il messaggio per cui se Fiorita dichiara pubblicamente di ricandidarsi è praticamente impossibile dirgli di no, essendo il sindaco uscente di un’amministrazione a trazione centrosinistra.
Le incognite
Ovviamente, non mancano le incognite, le trappole, variabili che potenzialmente possono rappresentare un freno per Fiorita. Quelle legate per così dire alla sua azione “domestica” alla guida del Comune: “scogli” come i ritardi – ammessi dallo stesso sindaco – nei lavori di adeguamento dello Stadio Ceravolo o come Piano strutturale, che dovrebbe avere l’ultimo passaggio in Consiglio comunale ma senza i numeri per approvarlo (a Catanzaro il pallone e il mattone dono due divinità quasi sacre…). E poi le dinamiche più squisitamente politiche. All’orizzonte nel campo del centrosinistra si stagliano le primarie per la leadership in vista delle Politiche: finora Fiorita abilmente è riuscito a non ingabbiarsi e a non farsi ingabbiare in un partito, ma alle primarie potrebbe essere costretto a schierarsi esplicitamente per l’una (Schlein) o l’altro (Conte), con tutto quello che ne può conseguire. Intanto, comunque, Fiorita – dicono i bene informati” – starebbe “arando” il terreno per arrivare a quella che sarebbe la sua terza discesa in campo a livello elettorale. Poi, non resta che attendere le prossime evoluzioni, anche quelle relative alle elezioni per il Parlamento. (a. cant.)
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