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SCENARI politici ed elettorali

Renzi, Calenda e gli altri. Tra big e “oggetti misteriosi” partono in Calabria le “manovre” al centro

Nei prossimi giorni tappe dei leader di Iv e Azione nella regione. Anche altri “cespugli” fanno capolino. I “messaggi” di Occhiuto

Pubblicato il: 22/10/2026 – 10:39
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LAMEZIA TERME “Manovre” al centro con vista sulle Politiche e le Amministrative. Anche la Calabria, anzi forse la Calabria più di altre regioni, sarà il “laboratorio” della politica nazionale per il posizionamento delle tante sigle moderate, riformiste e liberal alla perenne ricerca di una precisa identità e, in alcuni casi, anche di una collocazione sicura. Sulla scena si muovono in tanti, da Matteo Renzi con la sua Casa Riformista-Italia Viva a Carlo Calenda con la sua Azione, le “punte avanzate” del folto e composito schieramento centrista nel quale ognuno cerca di accreditarsi a scapito degli altri accapigliandosi per lo “0,” percentuale che però può fare la differenza. Con la nuova legge elettorale peraltro il peso di questi partiti che tanti analisti definiscono “cespugli” paradossalmente può essere persino decisivo per far pendere l’ago della bilancia a favore si questa o quella coalizione. In generale, la collocazione di alcune forze è ormai abbastanza chiara, a esempio Italia Viva-Casa Riformista di Renzi è dichiaratamente nel centrosinistra e Noi Moderati di Maurizio Lupi è dichiaratamente nel centrodestra, ma sia Iv che Nm fanno fatica ad emergere nei rispettivi schieramenti, schiacciati dalla forza degli alleati, in alcuni casi – come per Iv con il M5S – addirittura invisi ai potenziali alleati. Ma il centro – grande nel senso solo numerico delle sigle e non in quello elettorale – resta comunque il “terminale” delle attenzioni generali dei partiti più grossi. E in questo senso il destino dei centristi proprio in Calabria si incrocia con il destino complessivo del centrodestra e del centrosinistra.

Le “manovre” in Calabria

Di sicuro la Calabria è già “terreno” di conquista. A esempio, nella regione è atteso Carlo Calenda, leader di Azione, con tappe domani a Vibo e sabato Crotone per presentare il suo ultimo libro, di rimando a sua volta Matteo Renzi, sia pure in videoconferenza, sabato presiederà l’assemblea regionale di Italia Viva Casa Riformista a Rende. Insomma, ci si comincia a muovere, nella variegata area moderata, sia pure con dinamiche ancora diverse. Perché a esempio Azione al momento è assolutamente equidistante dai poli: sul piano teorico i calendiani sarebbero più vicini al centrosinistra ma il leader si è da tempo attestato su una linea non conflittuale pregiudizialmente rispetto al governo Meloni. In Calabria Azione è un po’ in mezzo al guado: nella passata legislatura regionale i suoi due consiglieri, Francesco De Nisi e Guseppe Graziano, erano in maggioranza con il centrodestra di Roberto Occhiuto, ma poi Calenda litigò con il governatore e i due consiglieri si candidarono nel centrosinistra proprio con Casa Riformista, senza il simbolo di Azione e senza peraltro essere eletti. Insomma, un bel “pasticcio”. E oggi? C’è un po’ di mistero. E’ anche vero che il presidente della Regione Roberto Occhiuto, leader di Forza Italia, non perde occasione per corteggiare Calenda, ma al momento Calenda non scopre le carte. Italia Viva-Casa Riformista, per esternazioni dello stesso Renzi, invece considera la Calabria come una sorta di regione aprpisita per il suo lancio e ha anche un buon canale di dialogo con i “riformisti” guidati da Sandro Principe e con i socialisti del Psi, ma nell’ambito del centrosinistra anche qui restano ancora un po’ all’angolino. Certo, con una visibilità e un peso maggiore rispetto ad altre forze centriste che sono ancora “oggetti misteriosi” in Calabria, anche se qualche movimento lo registrano: come +Europa di Riccardo Magi, che ha nel sindaco di Jonadi Fabio Signoretta il suo referente regionale, e Più Uno di Ernesto Maria Ruffini, che ha nell’ex parlamentare M5S Massimo Misiti il suo principale rappresentante, e Progetto Civico di Alessandro Onorato, che ha in Fabio Guerriero uno dei suoi punti di riferimento. Sono sigle che orbitano nel centrosinistra ma che sono ancora “work in progress”. Del resto, il centro è quasi per definizione un “cantiere” permanente, con forze continuamente oscillanti e “sensibili” alle sirene esterne. Come quelle che da settimane proprio Occhiuto sta accendendo rivolgendosi – con toni un po’ diversi – a Renzi, Calenda e Luigi Marattin del Partito Liberaldemocratico, invitandoli ad andare nel centrodestra perché “reietti” dal centrosinistra. Abboccamenti e corteggiamenti. E siano solo agli inizi. (a. cant.)

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