Agguato mortale a Cassano, monsignor Savino: «Non lasciamo che la paura diventi rassegnazione»
Il vescovo e vicepresidente della Cei condanna l’omicidio di Silvana Sibarelli: «Nessuno può decidere della vita degli altri». Lunedì un incontro pubblico contro la violenza
CASSANO ALLO IONIO «L’uccisione di Silvana Sibarelli e il grave ferimento di Damiano Pepe, a Lattughelle, feriscono tutta la nostra comunità. Di fronte alla cinica barbarie delle armi, la condanna deve essere netta». Sono parole di ferma condanna quelle pronunciate da monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, all’indomani dell’agguato mortale che ha sconvolto la Sibaritide. Un appello alla responsabilità collettiva, ma anche un messaggio diretto agli autori dell’azione criminale. «A chi ha commesso questa violenza dico: convertitevi! Deponete le armi, assumetevi la responsabilità del male compiuto».
«Non si pensi che siano regolamenti di conti fra di loro»
Nella nota diffusa dopo l’omicidio, Savino richiama la comunità a non cedere alla paura e al silenzio, sottolineando come la violenza criminale rappresenti una ferita per l’intero territorio, indipendentemente dalle persone coinvolte. «Nessuno può arrogarsi il potere di decidere della vita degli altri. Non possiamo permettere che la paura diventi rassegnazione, che il silenzio lasci campo libero a chi pretende di imporsi con la forza e che si pensi che si tratta solo di regolamenti consumati “fra di loro”». Un passaggio significativo, che respinge qualsiasi tentativo di considerare la violenza mafiosa come una questione circoscritta agli ambienti criminali. «Questa terra appartiene a chi la abita, la cura e vi cresce i propri figli», aggiunge il vescovo, ribadendo la necessità di una risposta collettiva.
L’appello a denunciare e collaborare
Savino esprime inoltre piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, impegnate nelle indagini sull’agguato. «Al loro lavoro deve accompagnarsi il contributo di ciascuno: denunciare, collaborare, respingere ogni connivenza e non lasciare solo chi trova il coraggio di parlare». Il messaggio del vicepresidente della Cei è rivolto dunque anche alla società civile, chiamata a non lasciare che il timore e l’omertà condizionino la vita quotidiana della comunità.
Lunedì un incontro pubblico al Teatro comunale
Alle parole seguirà anche un’iniziativa pubblica. Di concerto con il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, monsignor Savino ha annunciato un incontro per lunedì 26 ottobre, alle ore 16, al Teatro comunale. L’appuntamento sarà dedicato alla denuncia della violenza e all’assunzione pubblica di responsabilità da parte della comunità. «Esserci significherà affermare che nessuno può tenere in ostaggio il nostro futuro», sottolinea il vescovo. L’obiettivo è quello di non limitare la risposta all’indignazione delle prime ore, ma costruire un impegno duraturo contro la criminalità. «Da questo incontro deve nascere un impegno che continui anche quando si spegneranno i riflettori: tradurre l’indignazione in scelte quotidiane, educare al rispetto della vita, rendere concreta e riconoscibile la presenza delle istituzioni accanto ai cittadini». (redazione@corrierecal.it)
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