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«LA RIAPERTURA»

Lamezia, il Museo archeologico riapre dopo sette mesi. Nuovi investimenti, ma preoccupano i tagli alla cultura

Spazi rinnovati e maggiore accessibilità grazie ai fondi Pnrr. Bruni annuncia altri 470mila euro per il 2027. Sudano: «Brutte notizie per la cultura, risorse a rischio con la legge di Bilancio»

Pubblicato il: 24/10/2026 – 15:17
di Gi. Cu.
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LAMEZIA TERME Sette mesi di chiusura, lavori di riqualificazione e un nuovo percorso che punta a rendere il patrimonio archeologico sempre più accessibile. Il Museo archeologico lametino riapre le sue porte alla città, restituendo alla comunità uno dei suoi principali presidi culturali. Un ritorno accompagnato da nuovi investimenti, dal rinnovamento degli spazi espositivi e da una prospettiva che guarda già al 2027. Ma sul futuro della rete museale calabrese si allunga anche l’ombra dei possibili tagli previsti dalla prossima legge di Bilancio, come sottolineato dal direttore regionale dei Musei nazionali della Calabria, Fabrizio Sudano. La riapertura, celebrata questa mattina nel Complesso monumentale di San Domenico, rappresenta il punto di arrivo degli interventi finanziati attraverso il Pnrr, finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento dell’accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale. Ma è soprattutto l’inizio di una nuova fase, con l’obiettivo di trasformare il museo in un luogo sempre più aperto alla partecipazione e al coinvolgimento della cittadinanza.

Bruni: «Il museo è comunità». Altri 470mila euro per il 2027

A illustrare le prospettive della struttura è stata Simona Bruni, direttrice del Museo archeologico lametino, che ha sottolineato come la riapertura non rappresenti il completamento definitivo del percorso di valorizzazione. «Noi riapriamo di nuovo alla cittadinanza dopo sette mesi», ha spiegato, ricordando gli interventi realizzati attraverso i finanziamenti del Pnrr per l’abbattimento delle barriere e l’efficientamento della struttura. Il museo si presenta oggi con contenuti rinnovati, nuovi supporti didattici e soluzioni pensate per migliorare l’accoglienza e la fruizione da parte di tutte le categorie di visitatori. Un percorso che punta a rafforzare l’identità del Museo archeologico lametino come luogo capace di raccontare la storia del territorio, dalla preistoria alle epoche successive, collocandola nel più ampio contesto calabrese e mediterraneo. Ma la novità più significativa riguarda il futuro. Per il 2027 è già stato confermato un nuovo finanziamento da 470mila euro, destinato al miglioramento della fruizione e al completamento degli allestimenti. Bruni ha parlato di un progetto ancora in evoluzione, un work in progress che consentirà di integrare ulteriormente il percorso espositivo, arricchendo gli strumenti di conoscenza e valorizzazione dei reperti. «Il museo è comunità, il patrimonio è comunità», ha sottolineato la direttrice, richiamando l’importanza di una partecipazione collettiva alla conoscenza e alla tutela della storia locale.

Sudano: «Lamezia snodo culturale fondamentale per la Calabria»

A evidenziare il valore strategico della riapertura è stato Fabrizio Sudano, direttore regionale dei Musei nazionali della Calabria, che ha posto l’accento sulla posizione geografica e culturale della città all’interno della rete museale regionale. «La Calabria è una regione straordinaria ma molto grande, e Lamezia è il centro», ha spiegato Sudano, sottolineando l’importanza di poter contare su uno snodo culturale lungo il percorso che attraversa la regione da Reggio Calabria fino a Cosenza. La riapertura, dunque, non rappresenta soltanto un risultato per il territorio lametino, ma contribuisce a rafforzare l’intero sistema dei musei calabresi. «Finalmente riapriamo un museo che fa bene alla rete museale calabrese, quella regionale. Fa bene però soprattutto anche al territorio perché restituisce un presidio di cultura fondamentale e, devo dire, anche strategico». Sudano ha poi ricordato il lavoro svolto per adeguare la struttura ai nuovi standard di accessibilità, ringraziando la direttrice Simona Bruni e gli uffici della Direzione regionale che hanno contribuito alla realizzazione degli interventi. Un percorso che, nelle intenzioni della Direzione, porta il Museo archeologico lametino verso una concezione contemporanea degli spazi culturali, aperti a pubblici differenti e capaci di superare le barriere che tradizionalmente possono limitarne la fruizione.

L’allarme sui tagli: «Brutte notizie per la cultura»

Accanto alla soddisfazione per la riapertura, Sudano ha però evidenziato le preoccupazioni che accompagnano la programmazione economica della rete museale calabrese. «Abbiamo brutte notizie per la cultura, purtroppo, perché ci sono dei tagli in arrivo con la legge di Bilancio e che arriveranno pure alla cultura», ha dichiarato il direttore regionale. Una prospettiva che rischia di incidere sulla disponibilità delle risorse destinate alla valorizzazione delle collezioni e al funzionamento delle strutture. «Siamo in fase di redazione del bilancio dell’anno prossimo. Avevamo previsto, in modo preliminare, delle risorse importanti, come è avvenuto quest’anno. Dobbiamo vedere, fare un pochettino di nuovi conti», ha spiegato. L’obiettivo rimane quello di garantire finanziamenti ai musei della rete regionale, salvaguardando anzitutto le attività di manutenzione e la continuità delle aperture. A preoccupare è anche il tema del personale, con il rischio di una riduzione degli organici legata al mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato. Sudano auspica che la situazione possa sbloccarsi nel corso del prossimo anno, evitando ripercussioni sull’operatività delle strutture.

Un museo aperto alla città, tra cultura e inclusione

La giornata inaugurale, intitolata «Il Museo patrimonio di comunità», ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo culturale e delle realtà impegnate nella valorizzazione del patrimonio storico e archeologico. Il programma prosegue nel pomeriggio, alle 18, con l’incontro «Prescrivere un museo», dedicato al tema del welfare culturale e al ruolo degli spazi museali come luoghi capaci di contribuire al benessere psicofisico e all’inclusione sociale. L’iniziativa, promossa in collaborazione con il Comune di Lamezia Terme e «Tratto design days», intende approfondire una concezione del museo che vada oltre la semplice conservazione dei reperti, trasformandolo in uno spazio attivo nella vita della comunità. Per tutta la giornata di sabato 24 ottobre, dalle 11 alle 23, l’ingresso al Museo archeologico lametino è gratuito, con la possibilità di partecipare a visite accompagnate e momenti di approfondimento nei rinnovati spazi espositivi. Una riapertura che guarda dunque in due direzioni: da una parte la restituzione alla città di un patrimonio storico finalmente nuovamente accessibile, dall’altra la necessità di garantire risorse, personale e nuovi investimenti perché il museo possa continuare a crescere e consolidare il proprio ruolo nella vita culturale del territorio. (g.curcio@corrierecal.it)

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