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sibaritide sotto shock

Cassano dopo l’agguato mortale. «C’è voglia di reagire, il silenzio non coprirà quello che accade»

Il sindaco Iacobini sottolinea il senso e l’obiettivo dell’assemblea pubblica di oggi. Il fascicolo d’indagine alla Dda

Pubblicato il: 26/10/2026 – 9:41
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CASSANO «Siamo molto preoccupati perché sembra di vivere un ritorno al passato, a un tempo in cui l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura non aveva ancora consentito di raggiungere quell’equilibrio necessario a garantire il rispetto delle regole del vivere civile. C’è molta preoccupazione perché si teme che questi fatti possano moltiplicarsi, e l’iniziativa di oggi va inquadrata in questa cornice: dare un sostegno a chi indaga, a chi porta avanti le attività di controllo del territorio, ma anche dimostrare che c’è voglia di reagire e che il silenzio non coprirà quello che accade». Lo ha detto il sindaco di Cassano Ionio, Gianpaolo Iacobini, a “Buongiorno Regione” del Tg3 Calabria, con riferimento all’agguato mortale nel quale è rimasta uccisa la 60enne Silvana Sibarelli e gravemente ferito il marito, Damiano Pepe. Oggi a Cassano assemblea pubblica aperta alla cittadinanza organizzata dal Comune e dalla Diocesi guidata da monsignor Francesco Savino.

«Tenere alta l’attenzione»

«Ricordo a me stesso – prosegue Iacobini – ciò che Cassano e la Sibaritide vivevano agli inizi degli anni 2000, con morti quasi ogni giorno nelle strade. Quei tempi sono fortunatamente lontani, e lo si deve all’attività incessante delle forze dell’ordine e della magistratura, e anche a una capacità di reazione della società civile. Adesso, negli ultimi due mesi, a Cassano abbiamo avuto due morti ammazzati; negli ultimi otto anni sono stati quindici tra Cassano e la Sibaritide. Credo che siano numeri che segnalino una certa tendenza a una ridefinizione degli assetti criminali sul territorio. Naturalmente questo lo confermeranno o lo smentiranno le indagini in corso. Da parte nostra – prosegue il sindaco – c’è la necessità però di tenere sempre alto il livello di attenzione, di dare una testimonianza anche amministrativa che valga a scacciare questi fantasmi, e soprattutto di fare in modo che questa nostra comunità non si ripieghi su se stessa, non si richiuda in se stessa e resti sempre vigile, attenta e soprattutto dinamica». Secondo Iacobini «c’è la necessità di richiamare l’attenzione delle istituzioni di ogni ordine e grado su quello che accade. Io ho avuto già contatti sin dalle prime ore con la Prefettura, che nei prossimi giorni presiederà una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e di questo ringrazio il prefetto. A noi però spetta il dovere di tenere desta l’attenzione a livello sociale, culturale e soprattutto comunitario. Cassano ha un Dna che è diverso da quello che queste vicende raccontano, e noi vogliamo testimoniare quella diversità che vive la città, con la capacità di fare impresa anche pulita e, soprattutto, di tenere sempre alto il nome di questa città, che per storia e anche per il futuro non ha nulla da invidiare a nessun altro». Intanto, il fascicolo di indagine sull’agguato mortale oggi dovrebbe passare alla Dda di Catanzaro. Pepe resta ricoverato all’ospedale di Cosenza, in condizioni stabili e piantonato dalle forze dell’ordine: secondo quanto si è appreso da fonti investigative, l’uomo sarebbe già stato sentito agli inquirenti. (redazione@corrierecal.it)

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