Nel Parco delle Serre arrivano 17 nuovi esemplari di cervo italico
Un intervento che rafforza la popolazione della rara sottospecie già presente nell’area. Dal 2024 sono state documentate 12 nascite in natura
Un nuovo importante traguardo per la tutela della biodiversità italiana. Si è concluso il quarto intervento di traslocazione del cervo italico (Cervus elaphus italicus) nel Parco Naturale Regionale delle Serre, nell’ambito del programma di conservazione avviato nel 2023 per costituire una seconda popolazione stabile di questa rara e preziosa sottospecie. Con l’ultima operazione, 17 esemplari, di cui 11 femmine e 6 maschi, sono stati trasferiti dalla Riserva Naturale Statale Bosco della Mesola, in provincia di Ferrara, al Parco delle Serre, aggiungendosi al nucleo già presente, stimato in circa 33-34 individui prima del nuovo rilascio. L’intervento rientra nel progetto “Rafforzamento della popolazione di cervo italico presente nel Parco delle Serre”, realizzato dal WWF Italia grazie al finanziamento della Regione Calabria nell’ambito del Programma Regionale FESR FSE+ 2021-2027. L’iniziativa vede la collaborazione del Parco Naturale Regionale delle Serre, del WWF Italia, del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, dell’Università degli Studi di Siena e di D.R.E.Am. Italia, attraverso un percorso condiviso che unisce competenze scientifiche, capacità operative e gestione delle aree protette.
Il cervo italico rappresenta una delle componenti più preziose del patrimonio faunistico nazionale. Sopravvissuto nella Riserva Naturale Bosco della Mesola grazie anche all’impegno del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, costituisce una sottospecie particolarmente vulnerabile per la concentrazione della sua popolazione originaria in un unico territorio. La creazione di una seconda popolazione è quindi fondamentale per ridurre i rischi legati a epidemie, alterazioni ambientali e altri eventi che potrebbero comprometterne la sopravvivenza.
Il Parco delle Serre è stato individuato come area idonea sulla base di uno specifico studio di fattibilità realizzato dall’ISPRA, grazie alle caratteristiche ambientali, alla presenza di estesi complessi forestali e alla disponibilità di habitat favorevoli. Particolarmente incoraggianti sono i risultati del monitoraggio scientifico condotto dall’Università degli Studi di Siena, che ha documentato 12 nascite in natura: 2 nel 2024, 6 nel 2025 e 4 nel 2026. Un dato significativo che testimonia la capacità degli animali di adattarsi al nuovo ambiente e di riprodursi nei boschi delle Serre. La presenza di piccoli nati direttamente nell’area di rilascio rappresenta infatti uno degli indicatori più importanti per valutare l’efficacia degli interventi di reintroduzione e rafforzamento delle popolazioni selvatiche.
Tutti i 17 esemplari dell’ultimo rilascio sono stati dotati di radiocollari satellitari, che consentiranno di seguirne gli spostamenti e monitorarne la sopravvivenza, integrando le attività di osservazione e fototrappolaggio già in corso. Il monitoraggio proseguirà per verificare l’evoluzione della popolazione, le dinamiche di distribuzione sul territorio e la capacità degli animali di consolidare nel tempo la propria presenza, fornendo informazioni fondamentali per orientare le future attività di conservazione.
«Il Parco Naturale Regionale delle Serre si conferma protagonista di un progetto di straordinaria importanza per la tutela della biodiversità italiana», dichiara Francesco Costantino, Commissario Straordinario dell’Ente. «La quarta traslocazione rappresenta un ulteriore passo verso la costituzione di una popolazione stabile di cervo italico, contribuendo concretamente alla salvaguardia di una sottospecie unica del nostro Paese. Le nascite già registrate dimostrano il valore del percorso intrapreso. Ringrazio la Regione Calabria, il WWF Italia, il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, l’Università di Siena, D.R.E.Am. Italia e tutti coloro che stanno contribuendo a questa importante iniziativa. Continueremo a sostenere progetti capaci di coniugare ricerca scientifica, tutela della natura e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio ambientale». «Le dodici nascite documentate rappresentano un risultato particolarmente significativo e un segnale concreto del positivo adattamento del cervo italico agli habitat delle Serre», sottolinea Francesco Maria Pititto, Direttore del Parco. «Con l’arrivo di altri 17 esemplari rafforziamo il nucleo esistente. Il monitoraggio scientifico sarà fondamentale per verificare nel tempo il consolidamento della popolazione e garantire la continuità di questa importante azione di conservazione». La traslocazione rafforza il ruolo del Parco Naturale Regionale delle Serre nella conservazione attiva della biodiversità e conferma l’importanza della collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico e organizzazioni ambientaliste. L’iniziativa rappresenta anche un’opportunità per promuovere una maggiore consapevolezza del valore degli ecosistemi forestali e dell’importanza delle aree protette, coinvolgendo idealmente le comunità locali in un percorso di conoscenza e rispetto del patrimonio naturale. L’obiettivo è favorire la formazione di una popolazione di cervo italico autonoma e duratura, contribuendo alla salvaguardia di una sottospecie che rappresenta un patrimonio unico della fauna italiana.
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