«Progetto di impianto eolico a San Vito sullo Jonio: la Regione fa ricorso al Consiglio di Stato»
Le associazioni “resistenti”: la mobilitazione civile e seria paga
CATANZARO «La notizia sul distruttivo progetto dell’impianto eolico sulla montagna di San Vito sullo Jonio che cittadini, associazioni e tanti amministratori auspicavano è arrivata: la Regione Calabria ha impugnato al Consiglio di Stato la sentenza del Tar, che aveva, lo scorso primo aprile, determinato l’annullamento di un decreto della stessa Regione, con cui era stata giustamente dichiarata la decadenza della vecchia autorizzazione concessa alla società costruttrice. Questo ricorso – che naturalmente non segna la parola fine sul progetto – rappresenta una boccata d’ossigeno per tutti coloro i quali si sono attivati per salvare il territorio montano di San Vito, impreziosito da boschi e faggete a ridosso dal Parco regionale delle Serre: in primo luogo il Movimento Terra e Libertà Calabria, Controvento e Italia Nostra Calabria che oramai da anni si battono contro questo sciagurato progetto, presentato nel 2006 e interessato persino da un’inchiesta della magistratura. Momentaneo sospiro di sollievo anche per cooperative ed operatori economici che gravitano attorno al trekking “Coast to coast”, ideato da Kalabria Trekking: un cammino da Soverato a Pizzo che attrae migliaia di turisti all’anno e che fa vivere e lavorare decine di famiglie con la bellezza, la storia e la spiritualità sedimentate nei paesaggi della montagna e della collina. Un sentiero che sarebbe irrimediabilmente cancellato se dovessero essere issate le enormi pale eoliche di acciaio proprio nel cuore del cammino, con tutto ciò che comporta anche in termini di conseguenze ambientali, ecologiche, sociali ed economiche. La notizia del ricorso della Regione Calabria rappresenta in ogni caso un segnale importantissimo: la mobilitazione all’insegna della gioia, della creatività, della serietà e della corretta informazione – come le manifestazioni del 2 agosto al Lago Acero e del 9 ottobre alla Cittadella regionale o le tante assemblee con cittadini ed amministratori – può ancora avere la capacità di far remare governanti e cittadini nella stessa direzione. Nel caso specifico, l’opposizione a progetti speculativi che, in nome di una bugiarda ed ipocrita lotta al cambiamento climatico, vorrebbero far diventare la nostra terra una zona di sacrificio a vantaggio di pochi affaristi privati senza alcun beneficio per il territorio». Lo scrivono in una nota congiunta Movimento Terra e Libertà Calabria, Italia Nostra Calabria, Italia Nostra Soverato/Guardavalle e Coordinamento regionale Controvento. (redazione@corrierecal.it)
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