Inchiesta “Ginestra”, Stasi attende tra il ricorso al Riesame e la decisione del gip
Nei suoi confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a seguito del blitz della Dda nella Sibaritide
CORIGLIANO ROSSANO Il tempo, l’attesa. Il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi conta i giorni prima di conoscere la decisione della gip Fabiana Giacchetti che ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a seguito del blitz della Dda nella Sibaritide. I legali del primo cittadino, gli avvocati Mauro Mitidieri e Maurizio Minnicelli, hanno chiesto l’annullamento della misura cautelare e allo stesso tempo hanno depositato anche una memoria difensiva per respingere le accuse di presunti accordi elettorali con soggetti ritenuti dall’accusa vicini alla criminalità organizzata. Il ricorso è stato presentato al Tribunale del Riesame, che valuterà in merito alla misura cautelare.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il primo cittadino ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari senza avvalersi della facoltà non di non rispondere. Il sindaco ha risposto punto su punto alle accuse mosse nei suoi confronti, e negato qualsiasi “promessa” in cambio di sostegno elettorale. «Ha avuto modo di chiarire tanti aspetti, ora attendiamo la decisione della magistrarura, è stato bravo e lucido e fatto ricorso a atti amministrativi esplicativi», ha commentato il legale al termine dell’interrogatorio.
Le accuse
A finire nel mirino della Dda di Catanzaro sono le elezioni amministrative del giugno 2024, nel comune di Corigliano-Rossano. Nella vicenda ricostruita dall’accusa sono coinvolti Annibale Matalone, Vincenzo Curia e appunto Flavio Stasi, risultato vincitore delle elezioni oggetto di indagine. Matalone – secondo l’accusa – tramite Curia «si sarebbe impegnato ad effettuare la campagna elettorale in favore di Stasi in cambio della promessa, da parte di quest’ultimo, dell’assunzione di Matalone e dei familiari in comune, nel cimitero o comunque presso enti collegati vall’istituzione comunale». Le indagini della Dda avrebbero permesso di ottenere un riscontro anche in merito alla presunta attività di procacciamento dei voti di Matalone nei confronti di Stasi.
Il 16 maggio 2024, a poche settimane dal voto, viene registrato un contatto telefonico tra Matalone e Curia, il primo commenta la campagna elettorale ammettendo il sostegno al candidato. «Si io lo voto, io lo voto e lo faccio votare a Stasi… una ventina di voti glieli ho arrangiati… non è malvagio…». (f.b.)
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