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la vertenza

«I lavoratori del ministero della Cultura in Calabria attendono risposte»

Alecci e Tallarico sollecitano la Regione

Pubblicato il: 05/11/2026 – 15:04
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LAMEZIA TERME «Manca pochissimo alla scadenza dei contratti a tempo determinato dei 321 precari ex tirocinanti calabresi del Ministero della Cultura, fissata per il 24 novembre. Contratti per cui ad oggi non risulta alcuna proroga con la sempre più probabile conseguenza di lasciare a casa madri e padri di famiglia che per tanto tempo hanno dato un contributo importante all’interno dei nostri siti culturali in tutte le province calabresi». Lo afferma in una nota il capogruppo regionale del Pd Ernesto Alecci. «Perché – dice Alecci – il grave rovescio della medaglia di questa scadenza è, appunto, il rischio paralisi per tanti musei e siti archeologici calabresi che dovrebbero essere necessariamente quel “tesoro” da valorizzare per riuscire finalmente a destagionalizzare il nostro turismo ancora troppo legato al mare e alla bella stagione. E anche il turismo estivo, senza una vera e propria proposta culturale, rischia di rimanere delimitato nelle zone più strettamente costiere. E’ importante comprendere fino in fondo l’apporto di queste figure e battere tutte le strade possibili per provare a dar loro un futuro dignitoso e sicuro, in modo che possano contribuire allo sviluppo di questo ambito importante per la Calabria. Il Governo regionale deve fare tutto il possibile, qui e a Roma, per salvaguardare il suo patrimonio culturale e le persone che ogni giorno con il loro servizio lo rendono accessibile e lo valorizzano. Una Regione che non investe in cultura, ha perso in partenza».

L’intervento di Avs

«L’efficacia dell’azione politica e amministrativa di un’istituzione pubblica si misura soprattutto dalla sua capacità di ascoltare i cittadini, comprendere i bisogni del territorio e individuare soluzioni concrete alle problematiche. Solo attraverso il confronto con i portatori di interesse, le associazioni e i cittadini è possibile costruire politiche territoriali efficaci, capaci di rispondere alle esigenze reali delle comunità. Con rammarico dobbiamo constatare che, in Calabria, le istanze avanzate da gruppi di cittadini e lavoratori continuano troppo spesso a rimanere senza risposte. È il caso dei 321 lavoratori del Ministero della Cultura, di cui 270 impiegati in Calabria, che si trovano oggi ad affrontare una grave situazione di incertezza occupazionale». Lo afferma in una nota il coordinatore della segreteria regionale Sinistra Italiana – Avs Francesco Tallarico. «Si tratta – prosegue Tallarico – di personale assunto nel 2023, attraverso una specifica selezione prevista da un decreto-legge (n* 23 del 2021). Questi lavoratori prestano servizio con contratti a tempo parziale di 18 ore settimanali, la cui scadenza è fissata al prossimo 24 novembre 2026. In Calabria sono impegnati in numerosi istituti culturali, tra cui il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, le Soprintendenze di Cosenza, Catanzaro e Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia, nonché i parchi archeologici di Roccelletta di Borgia, Sibari e Locri. Parliamo di persone che, da anni, contribuiscono concretamente alla tutela, alla fruizione e alla valorizzazione del patrimonio culturale pubblico, garantendo servizi essenziali all’interno di musei, parchi archeologici e uffici del Ministero. Inoltre, nonostante un contratto formalmente articolato su sole 18 ore settimanali, le testimonianze dei lavoratori riferiscono di carichi di lavoro e responsabilità spesso comparabili a quelli del personale impiegato a tempo pieno. Nonostante le rassicurazioni e gli impegni pubblicamente manifestati da esponenti della maggioranza del Consiglio regionale e da rappresentanti dei partiti di maggioranza, a oggi non risultano individuate soluzioni definitive capaci di garantire la continuità occupazionale di questi lavoratori. Questo silenzio istituzionale alimenta ulteriori preoccupazioni. Adesso – sostiene ancora Tallarico – la priorità è evitare che 321 persone perdano il proprio posto di lavoro e che le istituzioni culturali si trovino private di professionalità ed esperienze ormai consolidate. Alla luce di questa situazione, chiediamo al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di attivarsi con tempestività e promuovere un confronto con il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, affinché vengano individuate le necessarie soluzioni amministrative e normative per garantire la continuità lavorativa e avviare un percorso concreto verso la stabilizzazione a tempo indeterminato. È indispensabile che la Regione Calabria si faccia carico delle legittime esigenze di un gruppo così numeroso di lavoratori, che in questi anni ha contribuito al funzionamento e alla valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Non è più il tempo delle promesse né degli annunci frutto della più becera propaganda politica. Occorrono atti concreti, responsabilità istituzionale e determinazione politica. Il Presidente Occhiuto intervenga, facendosi promotore di un’iniziativa risolutiva presso il Governo nazionale. Come Alleanza Verdi e Sinistra saremo al fianco dei lavoratori del Ministero della Cultura, seguendo con attenzione tutti gli sviluppi della vicenda e garantendo il sostegno e il coinvolgimento della nostra delegazione parlamentare nelle iniziative necessarie a tutelare il loro futuro occupazionale». (redazione@corrierecal.it)

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