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le ricerche proseguono

Rahel, il mistero del biglietto ritrovato dalla Polizia. L’Unical annuncia un milione per rafforzare la sicurezza

La notizia appresa nel corso di Chi l’ha Visto?La giovane etiope è scomparsa lo scorso 19 ottobre dall’Unical

Pubblicato il: 05/11/2026 – 17:24
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RENDE Un biglietto ritrovato dagli in servizio alla Questura di Cosenza, il cui contenuto è sconosciuto e al momento è riservato così procedono, nello stretto riserbo, le ricerche di Rahel Gebrezgi Mengesha: la 28enne studentessa etiope scomparsa lo scorso 19 ottobre dall’Università della Calabria. Le telecamere di Chi l’ha Visto? hanno avuto accesso all’appartamento nella zona della Maisonettes che la giovane condivide con altre coinquiline. La porta della sua stanza è chiusa a chiave. Il cellulare risulta spento, mentre il pc è nelle mani della polizia.
Il fratello di Rahel, Jonas, nel corso del programma “Scomparsi” – al quale ha partecipato anche il giornalista del Corriere della Calabria Fabio Benincasa – ha rivelato un particolare inedito. «Rahel aveva chiuso i pacchi, era pronta a tornare in Germania». La famiglia di Rahel vive in Germania e da quanto raccontato da Jonas la giovane aveva manifestato la voglia di lasciare la Calabria. Un altro elemento da valutare riguarda l’accesso in pronto soccorso all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, Rahel si sarebbe rivolta ai sanitari per una «riferita violenza», ma – da come sostenuto dal fratello – sarebbe stata sottoposta ad «una visita con un dermatologo». Un’amica, invece, avrebbe raccontato a Chi l’ha Visto? di aver accolto la richiesta della 28enne di sottoporsi ad una visita ginecologica. Racconti differenti che non sono serviti ad allontanare i dubbi sulle ultime ore e sui giorni precedenti la scomparsa della studentessa.

La sicurezza all’Unical

Un sistema di protezione già operativo e un nuovo pacchetto di interventi per renderlo ancora più capillare: all’Università della Calabria proseguono a ritmo serrato le azioni dedicate alla sicurezza, dando riscontro concreto alle istanze emerse negli ultimi giorni nell’area urbana. Il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, ribadisce la priorità della tutela della sicurezza delle studentesse e degli studenti, sottolineando la necessità di un approccio improntato all’ascolto responsabile e, al contempo, alla rigorosa verifica dei fatti. «Questo Campus è una vera e propria comunità, un luogo in cui studiano e vivono i nostri figli», sottolinea il rettore Gianluigi Greco. «La sicurezza e la serenità di chi lo frequenta ci stanno pertanto profondamente a cuore. E quando una comunità manifesta un disagio, il dovere di chi la guida non è minimizzare, ma fermarsi, comprendere quel segnale e dare risposte tangibili. La sicurezza, del resto, è prima di tutto un sentimento collettivo che va alimentato e difeso ogni giorno con la presenza costante e la cura delle istituzioni. Al contempo, un’istituzione accademica ha il dovere etico di non farsi trascinare dal clamore – sottolinea il Rettore –. La nostra guida devono restare il metodo critico e la capacità di analisi e di progettazione, soprattutto in un’epoca che tende ad accelerare le reazioni emotive, con il rischio di alimentare letture errate o parziali, generalizzazioni e ingiustificati allarmismi». La tutela all’interno del Campus si fonda su una rete di presidi già operativi, frutto di una strategia consolidata nel tempo e su cui nell’ultimo anno si è investito con ancora più determinazione. L’area dispone di un apparato di protezione e monitoraggio che è oggi tra i più strutturati e capillari dell’intero territorio regionale. Il circuito di videosorveglianza conta 478 telecamere, tutte funzionanti e collegate a una moderna centrale operativa h24, capace di segnalare tempestivamente criticità, in costante sinergia con le Forze dell’Ordine, alle quali viene garantito l’accesso immediato alle registrazioni, tenendo sempre il più rigoroso riserbo per consentire la maggiore efficacia possibile alle indagini. A questa cintura tecnologica si aggiungono 1.400 punti luce distribuiti lungo tutta l’area universitaria, la presenza fisica e rassicurante, in ogni singolo quartiere residenziale, di un custode e di almeno un altro portiere – due nei quartieri più popolosi – e un servizio di vigilanza armata ispettiva attivo 24 ore su 24 con autopattuglie. Nelle ore notturne, dalle 20:00 alle 8:00, il dispositivo è ulteriormente intensificato da ronde a piedi dedicate in modo specifico alle residenze e all’intero perimetro del Campus.
«Le preoccupazioni espresse dalla comunità meritano attenzione e risposte concrete – rimarca il Rettore –, anche in presenza di un sistema di sicurezza altamente strutturato come quello del nostro Campus. È per questa ragione che ritengo prioritario lavorare con le autorità competenti per accelerare l’attivazione del posto fisso della Polizia di Stato all’interno del Campus. Si tratta di un’iniziativa già avviata da mesi, per la quale l’Ateneo ha individuato, riqualificato e messo a disposizione gli spazi dedicati proprio a ridosso del cuore residenziale: vogliamo che questo presidio diventi operativo al più presto, come segno tangibile e costante della presenza dello Stato e della vicinanza delle istituzioni ai nostri ragazzi». Avrà inoltre massima priorità, nel lavoro della struttura tecnica e amministrativa, l’implementazione di un piano per la sicurezza da oltre un milione di euro. Gli interventi prevedono un ulteriore ampliamento della videosorveglianza nelle aree residenziali, valutando l’introduzione di tecnologie di intelligenza artificiale a supporto della rilevazione delle emergenze in tempo reale, l’estensione dell’illuminazione esterna nelle strutture del Campus e il rafforzamento dei presidi di vigilanza. Fondamentale sarà inoltre estendere il dispositivo di tutela anche alle aree di collegamento con la città, grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale di Rende.
«Molte delle aree del Campus – conclude il rettore Greco – si integrano direttamente con spazi e infrastrutture di competenza comunale, come le vie d’accesso, le arterie di collegamento e l’illuminazione pubblica. Consapevole di questo snodo cruciale, l’Ateneo sta operando in stretto e sinergico rapporto con l’Amministrazione del Comune di Rende, che desidero ringraziare per la costante disponibilità e sensibilità dimostrate. L’Amministrazione ha, infatti, confermato il proprio impegno a rendere sempre più sicura l’area universitaria, ribadendo che gli interventi per il potenziamento dell’illuminazione su via Rosario Salerno e via Tito Flavio sono già inseriti nella programmazione delle opere pubbliche e che sono allo studio nuovi progetti anche per via P. Bucci; contestualmente, la Polizia Municipale potenzierà le attività di controllo e presidio lungo le strade a ridosso dell’Ateneo, operando in stretto raccordo con le Forze dell’Ordine, che garantiscono la propria preziosa presenza nella fascia notturna dopo le ore 20:00». Il Rettore ha annunciato l’organizzazione di incontri per la comunità studentesca e per il personale universitario, che saranno calendarizzati a partire dalla prossima settimana. (redazione@corrierecal.it)

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