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Firmato il protocollo

Reggio, laboratorio d’Italia: Tajani lancia la diplomazia scientifica e guarda alla Luna

Si è svolta al Teatro Cilea la giornata conclusiva della Conferenza degli Addetti scientifici e spaziali e degli Esperti agricoli

Pubblicato il: 05/11/2026 – 16:14
di Paola Suraci
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REGGIO CALABRIA È da Reggio Calabria che l’Italia ha lanciato la sua nuova strategia per la diplomazia scientifica. L’ha annunciata, dal palco del Teatro Cilea, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nella giornata conclusiva della Conferenza degli Addetti scientifici e spaziali e degli Esperti agricoli. Nei prossimi mesi il documento sarà discusso con amministrazioni, enti di ricerca, università e imprese, per arrivare a «una nuova visione comune, con obiettivi chiari e strumenti efficaci». La Conferenza, che la Farnesina organizza ogni anno per i 67 addetti all’estero (47 scientifici, 6 spaziali, 14 esperti agricoli) e che quest’anno ha avuto per tema «Dal Laboratorio al Mercato. Tecnologie di frontiera per la prosperità dell’Italia», era cominciata il 3 novembre. Il senso politico, per il ministro, è netto: la diplomazia scientifica «è, in definitiva, politica estera, politica industriale e politica per i giovani». Investire nella conoscenza significa rafforzare «la libertà di scelta dell’Italia, la sua sicurezza e la sua capacità di competere». Non una vetrina per la ricerca italiana, dunque, ma uno strumento di potere. Sei le linee indicate: scienza come fattore di cooperazione e sicurezza, approccio umanistico alle tecnologie, valorizzazione della ricerca italiana nel mondo, mobilità della conoscenza, passaggio dal laboratorio al mercato, formazione delle nuove generazioni. In uno scenario internazionale instabile, ha detto, la diplomazia scientifica «è una bussola»: serve a costruire partenariati con Paesi che condividono i valori italiani, proteggere le catene del valore, attrarre talenti e sostenere le imprese. Le grandi collaborazioni, ha ricordato, «nascono da negoziati diplomatici e da accordi multilaterali».

Ricercatori e grandi infrastrutture

Tajani ha annunciato la nascita della Confederazione delle associazioni dei ricercatori italiani nel mondo, nata dalla prima riunione dei loro rappresentanti. L’obiettivo è «superare il paradigma della “fuga dei cervelli”» e creare «una circolazione permanente di competenze, progetti e opportunità», non solo favorire i rientri. Accanto, la firma del protocollo tra Farnesina e Cnr, alla presenza del presidente Lenzi, per «rafforzare sempre di più la grande squadra della internazionalizzazione della ricerca italiana». Un capitolo è dedicato al Sud globale: la cooperazione scientifica dovrà diventare una componente sempre più importante del Piano Mattei, con partenariati fondati su formazione, innovazione e crescita condivisa. Rivendicato anche il ruolo italiano nelle grandi infrastrutture, dall’Extremely Large Telescope in Cile all’Einstein Telescope, fino alle aree polari, con Artico e Antartide al centro di sfide su clima, sicurezza e accesso alle risorse. Perché Reggio. La scelta della città, ha spiegato il ministro, «ha un significato preciso»: raccontare il contributo del Mezzogiorno a ricerca, innovazione e crescita. Ha citato l’Università Mediterranea e il dialogo tra atenei e imprese, poi ha allargato lo sguardo alla Calabria. L’Università della Calabria partecipa alla missione Plasma Observatory dell’Agenzia spaziale europea, dedicata allo studio dello scudo magnetico terrestre, «un vanto per l’intera Regione e per l’Italia». Soprattutto, Asi e Regione Calabria lavorano con la Nasa per realizzare sul territorio una delle antenne per le comunicazioni del programma Artemis, la missione che riporterà l’uomo sulla Luna. L’obiettivo finale, ha detto, è «un grande polo spaziale calabrese» fra Asi, università, centri di ricerca e industria: «La Calabria può diventare sul serio una regione all’avanguardia nello spazio».

I videomessaggi dei ministri

Dal grande palco del Cilea arrivano anche le testimonianze video dei ministri Bernini, Urso e Lollobrigida. Quest’ultimo ha rivendicato i risultati dell’agricoltura: oltre 17 miliardi investiti, l’Italia prima in Europa per valore aggiunto in agricoltura davanti a Francia e Germania, export agroalimentare a oltre 72,6 miliardi con l’obiettivo di arrivare a 100. Ha citato il G7 di Ortigia sulla pesca e il riconoscimento Unesco alla cucina italiana, definendo le «ambasciate ristorative» un complemento della diplomazia classica.

Ecosistema dei saperi

Per il governatore Roberto Occhiuto progresso scientifico e crescita sono «due parole estremamente connesse», ed è per questo che la Regione sta puntando su «un ecosistema dei saperi» capace di attrarre investimenti come quelli della Nasa e, ha aggiunto, dell’Istituto nazionale di astrofisica, il cui presidente era in sala. I «porti del sapere», li ha chiamati, sono le università: «Non lo dice il presidente della Regione, lo dice il Censis: le università della Calabria sono quelle che stanno crescendo di più nel Paese». Presenti i rettori di Mediterranea, Unical e Magna Graecia. La Regione, ha rivendicato, investe «decine e decine di milioni all’anno» nel diritto allo studio, con borse di studio per tutti gli aventi diritto, e da pochi mesi ha introdotto il reddito di merito per trattenere i giovani calabresi negli atenei della regione.

A rivendicare la scelta è stato poi il sindaco Francesco Cannizzaro, che ha ringraziato Tajani per aver dato seguito all’impegno preso «nel giorno del mio insediamento»: «La scelta di Reggio non solo è stata strategica, ma è anche motivo di orgoglio». Il primo cittadino ha letto nell’appuntamento il segno di un cambio di passo: «Siamo verso la direzione giusta, come territorio, come Calabria, come Reggio, come Sud», con «la messa a terra di tante risorse». Il Sud, ha sottolineato, «ha inciso parecchio nella crescita e negli investimenti, e la Calabria in particolar modo», una regione che «nel passato veniva raccontata come sottosviluppata» e che invece ha dimostrato grandi potenzialità. Poi la candidatura: «Più volte ho detto al ministro Tajani che Reggio si candida ad essere capitale del Piano Mattei». La città, ha aggiunto, è pronta a ospitare eventi di questo livello, come confermato da quanto già accaduto con il G7. Un saluto anche agli esperti, che hanno lavorato «con rispetto», avendo modo di apprezzare le bellezze del territorio. Ai giovani Tajani ha lasciato un invito: «Se ve la sentite, rischiate. Create una start-up, datevi da fare», con la promessa del sostegno del Governo. E ha chiuso il passaggio sul territorio con un messaggio politico: «La Calabria non è soltanto la regione Calabria. È una parte fondamentale del nostro Paese». Export e materie prime. La diplomazia scientifica, ha sostenuto Tajani, deve camminare insieme alla «diplomazia della crescita» del made in Italy: gli addetti scientifici, spaziali e agricoli sono «la punta di diamante» di una strategia che pesa su export e investimenti. Per questo la riforma della Farnesina, in vigore dal primo gennaio, ha introdotto una direzione generale della crescita. La linea è la diversificazione: restano centrali i mercati europeo e statunitense, ma lo sguardo va anche all’India. Il 18 novembre ci sarà un grande business forum con l’India, incentrato su scienza e innovazione, con il corridoio Imec tra le opportunità. L’obiettivo nazionale è portare l’export da circa 650 a 700 miliardi di euro. C’è poi il nodo delle materie prime, dove pesa il controllo «egemonico» della Cina: per Tajani servono accordi con i Paesi che dispongono di litio e altre risorse, per creare un mercato alternativo, abbassare i costi e rendere i prodotti italiani più competitivi.

Il Sud e Gioia Tauro

Sul Mezzogiorno, il ministro ha richiamato il ruolo del porto di Gioia Tauro nei collegamenti internazionali e la Zes unica. Con l’Africa, la partita dell’energia: dal porto potrebbe nascere «un grande hub energetico». Sulla stessa linea Occhiuto, che ha definito la Calabria «un hub naturale» per il Piano Mattei e per i Paesi del Mediterraneo, anche della sponda opposta. Il porto, ha ricordato, ha movimentato 4,5 milioni di container e secondo il gruppo Msc ne farà 7,2 milioni l’anno nei prossimi anni. Potrebbe diventare ancora più strategico, ha spiegato, con i corridoi allo studio per aggirare Hormuz, dal porto saudita di King Abdullah fino a Gioia Tauro. Con un limite che il governatore non ha nascosto: essendo un porto di transhipment, «ancora non genera ricchezza» per la Calabria.

La firma del protocollo

A chiudere la giornata, la firma del protocollo di collaborazione tra la Farnesina e il Cnr. Sul palco sono saliti il ministro Tajani e il presidente del Cnr Lenzi, che hanno sottoscritto l’intesa con l’obiettivo, aveva spiegato il ministro, di «rafforzare sempre di più la grande squadra della internazionalizzazione della ricerca italiana». (p.suraci@corrierecal.it)


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