«Preoccupanti i dati che emergono dal Rendiconto di gestione 2025 dell’Aterp»
La pentastellata Scutellà presenta una interrogazione alla Regione
REGGIO CALABRIA «E’ davvero preoccupante quello che emerge dal rendiconto della gestione 2025 dell’Aterp e lo è ancora di più perché dietro quei numeri ci sono storie di sofferenza sociale». E quanto dichiara in una nota la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà che ha presentato un apposita interrogazione sull’ente deputato a gestire l’edilizia popolare. «Dal bilancio – spiega la capogruppo – emerge che i canoni non riscossi ammontano ad oltre 80 milioni di euro. 16,83 milioni sono i crediti non riscossi. Già il Revisore unico, nel parere sul rendiconto 2024, aveva sollecitato l’ente a verificare la reale esigibilità di crediti di “abnorme ammontare”. Ci sono poi 12,1 milioni nel Fondo rischi: risorse che non sono destinate a costruire case ma a fronteggiare vertenze giudiziarie, in particolare sull’IMU, che a nostro avviso una gestione più attenta avrebbe dovuto prevenire. Sullo sfondo resta un patrimonio immobiliare da recuperare ed in profonda sofferenza». Il quadro è aggravato dalla carenza di personale: «L’organico prevede 245 unità, ma i dipendenti in servizio sono 110, scesi dai 113 di inizio 2025. Senza trasferimenti per il funzionamento e senza certezze sui tempi di rafforzamento, come può ATERP garantire manutenzioni, controlli, riscossioni e un patrimonio di quasi 381 milioni di euro?». Per questo la consigliera ha depositato un’interrogazione: «Vogliamo sapere come la Regione intenda risolvere la grave e strutturale carenza dell’organico e ottenere dati chiari, distretto per distretto, su alloggi sfitti e occupati senza titolo. Ogni alloggio inutilizzato sottrae una risposta a una famiglia in graduatoria e priva l’ente di entrate: un danno sociale e finanziario che pagano i calabresi». «Su un tema così delicato serve serietà – prosegue Scutellà – Chi ha perso la casa e occupa per vera necessità merita una risposta sociale. Chi approfitta del bisogno altrui e agisce nell’illegalità va fermato. L’Azienda deve essere messa in condizione di distinguere le due realtà: servono anagrafi e banche dati catastali aggiornate, controlli capillari e personale adeguato». Sulla sfondo resta il tema delle nuove costruzioni. «Il Piano Casa è stato approvato in Consiglio dei Ministri il 30 aprile, ma non sappiamo quali risorse spettino alla Calabria. E ci chiediamo soprattutto se ATERP, con un organico così sottodimensionato, sia in condizione di gestirle». (redazione@corrierecal.it)
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