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Dall`orto in cucina

I salumi di Acri, il vino biologico di Cirò, il tonno crotonese  direttamente sulla tavola dei calabresi, spendendo solo pochi euro. In che modo? Basta rivolgersi ai Gas (Gruppi d’acquisto solidale…

Pubblicato il: 02/07/2011 – 18:56
Dall`orto in cucina

I salumi di Acri, il vino biologico di Cirò, il tonno crotonese  direttamente sulla tavola dei calabresi, spendendo solo pochi euro. In che modo? Basta rivolgersi ai Gas (Gruppi d’acquisto solidale) che hanno  una mission ben precisa: un’alimentazione sana attraverso la valorizzazione delle produzioni locali. Si tratta di una tendenza sempre più diffusa nella nostra regione, in particolare tra giovani coppie e famiglie che partecipano ai Gruppi d’acquisto per comprare esclusivamente prodotti agricoli biologici.
«Il Gruppo “Fratello Sole” di Lamezia Terme – spiega il referente Domenico Fragiacomo – è uno dei primi istituiti in Calabria, nato dieci anni fa, creato inizialmente come punto vendita del biologico e poi trasformato da alcuni produttori locali in un vero e proprio Gruppo d’acquisto. Si può aderire all’associazione con una quota di partecipazione di 5 euro all’anno, oppure ci si può recare direttamente al nostro punto vendita».
In realtà si mette in moto la cosiddetta filiera corta: i pomodori, le zucchine biologiche dall’orto del contadino arrivano direttamente nelle case dei calabresi, saltando la fase della distribuzione. Dal produttore al consumatore.
«In Calabria – racconta Fragiacomo – i produttori di agricoltura biologica sono ancora molto pochi. La nostra merce è certificata e controllata dall’Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) della Calabria. Esiste una rete di ispezioni e controlli per garantire la sicurezza. Noi evitiamo di far partecipare ai mercatini persone non certificate. La filiera corta permette innanzitutto di abbattere i costi: una marmellata biologica ha infatti un prezzo medio di 2,50 euro, quanto quella venduta in un supermercato, che però ha una qualità di gran lunga inferiore. Inoltre – aggiunge il referente del Gas di Lamezia – si ha la possibilità di acquistare anche prodotti di nicchia come il cardo o le verdurine selvatiche, che spesso non si trovano nella grande distribuzione. Ad esempio, noi lametini soltanto attraverso il Gas riusciamo a comprare i salumi di Acri che non sono presenti nei negozi o nelle macellerie. È molto richiesto anche il vino biologico di Cirò perché si tratta di un prodotto di nicchia, difficile da trovare nei supermercati o nelle enoteche. Ogni bottiglia costa 4–4,50 euro ed è di assoluta qualità. Il Gas di Lamezia ha circa 50–60 soci, ma settimanalmente ci sono 30–40 famiglie che acquistano con continuità e poi per una fascia di consumatori che si allontana periodicamente ce n’è una che si avvicina».
Il cliente–tipo? «Si rivolgono a noi principalmente famiglie di fascia medio–alta, non la massaia, ma giovani coppie laureate, che non seguono la “moda” del biologico bensì del mangiare sano. I nostri interlocutori privilegiati sono le famiglie. Collaboriamo con gli altri Gruppi presenti nella regione, spesso un nostro produttore diventa produttore del Gas di Reggio o di Cosenza e viceversa. Noi non esportiamo i prodotti biologici, ma d’estate siamo contattati da turisti che chiedono generi alimentari biologici per consumarli durante le vacanze».
A Cosenza, invece, da circa 7 anni il Gas “Utopie sorridenti” ogni settimana propone la “cassetta biologica”, una riserva di verdure genuine al prezzo di 5 euro.
«Ogni volta – spiega Rossella Le Piane del Gruppo cosentino – vengono selezionati, ad esempio, ortaggi come fave, zucchine, piselli e fiori di zucca e venduti al mercatino nella zona ferroviaria di Cosenza. È possibile acquistare al momento anche altri prodotti, oltre a quelli già preparati. Abbiamo dato vita anche al Gas Unical, un Gruppo d’acquisto all’Università, al quale si rivolgono studenti e docenti. Il nostro obiettivo è quello di sostenere i produttori locali e promuovere un’alimentazione sana. Negli ultimi anni abbiamo incrementato il paniere, ma il numero dei clienti è aumentato di poco. Anni fa – racconta Le Piane – capitò che un consumatore si sentì male perché allergico ad alcune sostanze chimiche presenti nei prodotti acquistati. Un nostro contadino vendeva per biologici prodotti che non lo erano: fu subito escluso dal Gas. Abbiamo un agronomo che va a controllare personalmente gli orti e gli agricoltori, dallo scorso anno, devono sottoscrivere anche una carta dei principi».
Nessun dubbio: la qualità non ha prezzo.

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