Ultimo aggiornamento alle 23:09
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

Le Province a rischio e gli ostacoli alla metropoli

E se invece di Crotone e Vibo Valentia venissero abolite tutte le Province? La domanda inizia a circolare con una certa insistenza ai piani alti del Pdl. E al tema pare interessato pure il premier …

Pubblicato il: 25/08/2011 – 15:58
Le Province a rischio e gli ostacoli alla metropoli

E se invece di Crotone e Vibo Valentia venissero abolite tutte le Province? La domanda inizia a circolare con una certa insistenza ai piani alti del Pdl. E al tema pare interessato pure il premier Silvio Berlusconi (che ieri ha avuto un confronto con il segretario nazionale del Pri Francesco Nucara) favorevole ad accogliere i suggerimenti arrivati dal Quirinale. «O tutto o niente» è il senso delle riflessioni del Colle girate al Cavaliere. C`è da superare l`ostacolo della Lega e la trattativa (c`è da ricordare che  l`abolizione di tutte le Province era nel programma elettorale del Pdl) che da poco si è aperta sull`argomento presenta degli esiti ancora tutti da decifrare.
In ogni caso, in Calabria si guarda con grande interesse a quanto accade sull`asse Roma-Arcore. A queste latitudini, per il momento, il rischio taglio riguarda solo Crotone e Vibo Valentia entrambe Province con meno di 300mila abitanti ed entrambe destinate, in caso di cancellazione, a scegliere se ritornare con Catanzaro o invece optare per un`altra situazione.
È ovvio che il discorso cambia nel caso in cui dovesse passare la linea del premier e dei vertici del Pdl favorevoli alla cancellazione di tutte le Province. A questo punto sparirebbero non solo Crotone e Vibo Valentia ma anche Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.
E fin qui, giustamente, uno potrebbe chiedersi dove sia il fatto nuovo. Il discorso cambia se si considera che Reggio Calabria è stata riconosciuta (grazie a un impegno bipartisan nel 2009) città metropolitana. All`ente sono attribuite le funzioni della Provincia parte delle funzioni di interesse sovracomunale proprie dei singoli Comuni. Con l`istituzione della città metropolitana la Provincia di riferimento cesserà di esistere. La materia, nel maggio del 2009, è stata oggetto di delega al governo il quale dovrà emanare i relativi provvedimenti normativi. L’articolo 23 della legge 42/2009 (legge delega sul federalismo fiscale), approvata dalle Camere nella primavera 2009, ha introdotto una disciplina transitoria che consente, in via facoltativa, una prima istituzione delle città metropolitane situate nelle Regioni a statuto ordinario. La proposta di istituzione spetta al Comune capoluogo e alla Provincia, congiuntamente tra loro o separatamente (in questo caso è assicurato il coinvolgimento dei Comuni della provincia interessata). Successivamente si svolge un referendum confermativo, indetto tra tutti i cittadini della provincia interessata, previo parere della regione. Dopo il referendum, l`istituzione di ciascuna città metropolitana è rimessa a decreti legislativi del governo, da adottare entro il 21 maggio 2012, che detteranno una disciplina di carattere provvisorio. I decreti prevederanno, tra l’altro, l’istituzione del Consiglio provvisorio della città metropolitana, composto dai sindaci dei Comuni e dal presidente della Provincia, e l’individuazione, quali funzioni fondamentali della città metropolitana, della pianificazione del territorio e delle reti infrastrutturali; del coordinamento della gestione dei servizi pubblici; della promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale.
Messa in questo modo, ci sarebbero tutte le basi per costruire una grossa area urbana dello Stretto includendo Messina che ha da tempo acquisito lo status di città metropolitana. In realtà tra il dire e il fare c`è di mezzo il mare e non solo quello del canale di Sicilia. Basta guardare alla decisione del consiglio provinciale di Messina di uscire dalla Sogas (è la società che ha in gestione l`aeroporto “Tito Minniti” di Reggio) per rendersi conto di quanto sia complessa l`operazione di unificazione delle due realtà. E poi ancora: su trasporti, sanità e formazione, tanto per fare qualche esempio, non esiste la minima sinergia tra le due città che affacciano sullo Stretto. Potremmo continuare così ancora per molto ma preferiamo fermarci e attendere le decisioni che saranno adottate a Roma. Non è esagerato affermare che dalla manovra finanziaria all`esame del Parlamento dipendono gli equilibri (territoriali e non solo) di tutta la Calabria.

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.c.a.r.l. ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb