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«Por da rifare, parliamone insieme»

LAMEZIA TERME Sandro Principe la prende larga: «La politica è diventata un prodotto di consumo giornaliero. Ognuno dice quello che vuole e, poi, nessuno controlla se dietro l`annuncio c`è un fatto»…

Pubblicato il: 18/10/2011 – 16:24
«Por da rifare, parliamone insieme»

LAMEZIA TERME Sandro Principe la prende larga: «La politica è diventata un prodotto di consumo giornaliero. Ognuno dice quello che vuole e, poi, nessuno controlla se dietro l`annuncio c`è un fatto». Poi stringe: «In questa pratica, la giunta regionale è all`avanguardia: dopo le enunciazioni non c`è nulla».
Si chiama propaganda, riempie di nulla gli occhi dei calabresi e un certo modo di fare comunicazione («Il Tg3, nonostante i validi professionisti che vi lavorano, è diventato l`emittente del presidente della Regione Calabria») la aiuta.
Il Pd, che ha avuto – ancora nelle parole del suo capogruppo in consiglio regionale – «una lunga fase difficile, dopo la sconfitta del 2010, e ancora cerca la coesione interna», vuole passare a una sorta di “fase due”. Farsi capire dai cittadini, raccontare i fallimenti del centrodestra in due anni di governo, presentare una proposta alternativa. Lo fa mentre è ancora un cantiere aperto, ma da qualche parte si deve pur iniziare.
Il punto di partenza si è intravisto nella conferenza stampa di Lamezia Terme. Le scorie del dibattito sui fondi Por sono ancora in circolo. Principe vuole chiarire qualche passaggio: «Una corretta gestione del Por è l`unica speranza che abbiamo per garantire un futuro alla regione. E la giunta Scopelliti sta facendo malissimo: gli impegni di spesa sono aumentati di un misero 6% in due anni. E, peggio ancora, il taglio di una parte delle risorse operato da Tremonti, rende necessaria una rimodulazione del Por». Il governo nazionale dispone e quello regionale «recepisce, senza alzare la voce, neppure educatamente». Per di più, «tutto viene deciso a Palazzo Alemanni, senza alcun confronto, anche se i confronti sono previsti dalla legge». Il “metodo Scopelliti”, applicato anche alla Sanità, fa dire a Principe che «siamo davanti a un preoccupante arretramento della democrazia». Da qui parte la sfida, che si direbbe da opposizione costruttiva: «Vogliamo un grande confronto sulla rimodulazione del Por, l`unico strumento che potrà aiutarci a invertire tutti gli indici che bocciano la Calabria. Non c`è alcuna crescita, nonostante l`immagine della Calabria felix evocata di recente da qualche sottosegretario». Poco felice e molto confuso, il centrodestra cosentino vive di contraddizioni: «Il sindaco Mario Occhiuto vorrebbe demolire il progetto della metro leggera, che non gli piace, contraddicendo in questo i suoi stessi colleghi di maggioranza. E, poi, vorrebbe costruire un ospedale fatto di torri: e sarà sua premura spiegarci dove vuole trasferire i malati mentre le “sue” torri verranno realizzate».
Franco Laratta, invece, dopo aver rivolto dieci domande (senza avere risposta) al governatore, rilancia una serie di questioni. Sono nuovi quesiti, tratti dalla cronaca di queste settimane, ma sono anche una radiografia implacabile dei mali che affliggono la Calabria, a prescindere dalla propaganda. «Il rapporto Svimez – spiega il deputato pd – racconta il disastro incipiente: Scopelliti cosa fa davanti a dati che dicono che la Calabria rischia uno tsunami demografico? Se ne preoccupa?». È solo il primo affondo. Il secondo investe il turismo, e su questo punto Laratta dà un`anticipazione: «I dati in nostro possesso, elaborati dalle associazioni di categoria, dicono che il turismo ha subito un crollo del 3-4% nell`ultima estate. Quelli dell`osservatorio regionale dicono il contrario: possibile che la giunta diffonda dati falsi? Possibile che faccia lo stesso sul nodo centrale del lavoro nero (di recente, la commissione per l`emersione del lavoro irregolare ha segnalato un miglioramento del dato calabrese, ndr)?».
Siamo alla riproposizione del teorema di Principe sulle enunciazioni senza seguito: «La vicepresidente della giunta, Antonella Stasi, aveva annunciato l`arrivo di 18 milioni per il porto di Gioia Tauro con il decreto milleproroghe: bene, ne arriveranno al massimo 5, che non servono a nulla. Cosa dice il viceministro Aurelio Misiti?». Il cahier de doléances è lungo: spazia dall`emigrazione sanitaria in aumento («spenderemo 15 milioni nel 2011, ed è la prova che il Piano di rientro, con le sue chiusure irrazionali di ospedali, è fallito») alle centinaia di posti di lavoro in bilico, da una burocrazia regionale insufficiente («nei dipartimenti hanno portato i dirigenti del modello Reggio, che ha causato un buco di quasi 200 milioni di euro in riva allo Stretto») alle iniziative balbettanti sulla lotta alla `ndrangheta.
Problemi che si moltiplicano e amplificano. Ricadendo sui territori. Un aneddoto di Piero Amato è esemplare di un certo atteggiamento: «In una clinica di Catanzaro che ha 45 dipendenti in cassa integrazione, ci è stato chiesto di non fare un documento a sostegno del loro caso perché avevano paura di essere “puniti” dall`amministrazione regionale». Incredibile. Quanto quello che dice Enzo Bruno, capogruppo del Pd nel consiglio provinciale di Catanzaro: «L`amministrazione di Wanda Ferro (Pdl) accantona ogni anno 7 milioni per debiti fuori bilancio: come faranno quest`anno, visto che ci risulta che siano alle soglie del dissesto?». Sono cifre e fatti che raccontano una Calabria in crisi profonda. Gli stessi che fanno dire al consigliere regionale democratico Antonio Scalzo che «la luna di miele per il governo regionale è finita». E inizia lo scontro con la realtà.

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