Equalize, maxi richiesta di processo per 74 imputati
Sono 832 le persone offese, presunte vittime di spionaggi
MILANO Maxi richiesta di processo della Procura di Milano nel filone “clienti” di Equalize sul caso dei dossieraggi e accessi abusivi alle banche dati delle forze dell’ordine. Tra i 74 imputati, dopo la chiusura indagini di aprile, figurano Enrico Pazzali, ex titolare dell’agenzia investigativa, l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, ma anche Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, il banchiere Matteo Arpe e Stefano Speroni, direttore affari legali Eni. Sono 832 le persone offese, presunte vittime di spionaggi, tra cui Ricky Tognazzi, Alex Britti, Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, Marcell Jacobs, Stefano Boeri, Paolo Scaroni.
Tra gli 81 indagati della chiusura indagini di aprile la posizione del generale Gdf Cosimo di Gesù che, da imputazione, avrebbe acquisito, su “richiesta” di Pazzali, dalla “Banca dati Serpico” dati riservati su più società, è stata trasmessa già a Roma per competenza territoriale. Mentre in sei hanno raggiunto accordi con i pm per chiedere patteggiamenti. Tra questi Pierfrancesco Barletta, ex socio di minoranza di Equalize e ex del cda di Leonardo, ma anche alcune posizioni relative al caso Number1. Dall’inchiesta, condotta dal Ros dei carabinieri e coordinata dai pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi della Procura diretta da Marcello Viola, e pure da colleghi della Dna, con la chiusura di questo secondo filone era emerso non solo il focus su Equalize, agenzia investigativa a due passi dal Duomo e creatura di Pazzali venuta a galla con gli arresti dell’ottobre 2024, ma anche su una “molteplicità di società” in tutta Italia che si passavano informazioni riservate, “esfiltrate” da banche dati, in un mercato parallelo di dossieraggi illegali. Poi, casi già noti, come lo spionaggio ai danni del velocista Jacobs, che sarebbe stato commissionato dal fratello del compagno di staffetta Tortu, e quello che sarebbe stato richiesto, secondo i pm, dal capo ufficio legale di Eni. In pratica, un “mare magnum” di contestazioni, tra accessi abusivi, intercettazioni illegali e corruzioni per l’acquisizione di dati segreti. I pm, sempre ad aprile, avevano già chiesto il processo per 13 persone, tra cui Pazzali, ormai ex presidente di Fondazione Fiera Milano e che sarebbe stato il “capo” dell’associazione per delinquere con richieste “a manetta” di report illeciti. Anche la seconda richiesta di rinvio a giudizio per 74, tra cui anche, sempre come presunto “cliente” di Equalize, Leonardo Maria Del Vecchio, sarà valutata da un gup, dopo che sarà riunita con la prima tranche. L’inizio dell’udienza preliminare dovrebbe essere a ottobre. Tra gli imputati anche manager Erg, Heineken e Barilla e poi ancora il caso di chat manipolate dell’archistar Boeri. Poi, ancora lunghi elenchi di accessi abusivi a banche dati che avevano già fatto saltar fuori i nomi di nuove “vittime”, come Tognazzi, Lucarelli, Corona e ad aprile pure Bobo Vieri, che non figura ora, però, tra le parti offese.
