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Pasquale Morisani e le cattive frequentazioni

di Paolo Pollichieni

Pubblicato il: 08/11/2011 – 13:41
Pasquale Morisani e le cattive frequentazioni

Pare proprio che Pasquale Morisani non riesca mai a concludere una campagna elettorale senza fare cattivi incontri.
E pare proprio che all`ex sindaco Giuseppe Scopelliti, oggi governatore della Calabria, non riesca mai di tenere i suoi uomini più fidati al riparo da cattive frequentazioni. Perché Morisani è stato consigliere comunale nel 2007 militando in una lista civica “Per Scopelliti sindaco” ed oggi è assessore ai Lavori pubblici al Comune di Reggio sempre militando nei ranghi dei supporters di Scopelliti.
Tutte deprecabili coincidenze, per carità, ma ormai non si può aprire una indagine sulla `ndrangheta, a Milano o Genova, a Catanzaro o Reggio Calabria senza imbattersi in un qualche esponente del nuovo corso della politica di centrodestra a caccia di voti nelle riserve controllate dalla `ndrangheta.
Era il 2007 quando Pasquale Morisani finiva intercettato con i boss di Pietrastorta con i quali esaminava le “intenzioni di voto” delle famiglie mafiose della periferia reggina. Lui era sceso in campo, come detto, in una lista civica a sostegno dell`elezione a sindaco di Giuseppe Scopelliti. Il rapporto di conoscenza tra Morisani ed i componenti della consorteria criminale veniva riportato pari pari nella misura cautelare emessa nei confronti degli esponenti della cosca Crucitti nell`ambito del procedimento denominato “Pietrastorta”. In particolare, era risultato il legame del consigliere Pasquale Morisani con Giuseppe Romeo, condannato in primo grado per associazione mafiosa. Con lui vennero condannate anche due “buone conoscenze” del consigliere Morisani, Santo Crucitti e Mario Chilà.
La vicenda non è costata nulla a Pasquale Morisani, né sul piano giudiziario e men che meno su quello politico, visto che è stato ricandidato, eletto ed imposto come assessore nella nuova giunta comunale di Reggio Calabria. Di più: a lui il sindaco del “cambiamento” Demetrio Arena, in accordo con il governatore del “cambiamento” Giuseppe Scopelliti, ha conferito la delega più importante ed ambita, quella dei Lavori pubblici.
Il gip, Domenico Santoro, nel mandare in carcere capi e gregari del clan Crucitti, con riferimento ai rapporti con questi intrattenuti dall`assessore Morisani, che li riceveva in ufficio e li andava a trovare sui cantieri, annota: «Evidente appare un ulteriore profilo dell’attività rientrante nel programma delinquenziale tipico della consorteria mafiosa, ovvero l’infiltrazione nella vita politica cittadina, mediante l’individuazione di un candidato di riferimento, cui garantire appoggio, evidentemente nell’ottica di poter ottenere, in futuro, agevolazioni».
Al sindaco Arena ed ai leader del “cambiamento” l`incarico di tranquillizzarci: le cosche non hanno ottenuto alcun vantaggio e nessuna agevolazione dai politici prescelti come punto di riferimento. Loro ci speravano ma i politici li hanno fatti fessi. Perché in fondo questi boss sono fessacchiotti, si fidano delle promesse, raccolgono i voti ma poi non ottengono nulla in cambio. È così?
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