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Alla politica degli insulti rispondiamo con i fatti

di Paolo Pollichieni

Pubblicato il: 18/11/2011 – 22:30
Alla politica degli insulti rispondiamo con i fatti

Qualcuno più che innervosirsi e tentare la carta, disperata, del corpo a corpo mediatico, farebbe bene ad aggiornare il suo orologio politico. Stanno cambiando molte cose e stanno saltando tutte le coperture.
Non si accettano provocazioni, si resta ancorati al proprio mestiere: raccontare i fatti. Quei fatti che nessuno contesta, neanche chi insulta; quei fatti che ogni giorno riempiono pagine giudiziarie ed indagini amministrative; quei fatti che si incaricano di dare ragione alla sintesi del “politologo” Roberto Moio, pentito di rango e nipote dei boss Tegano: «A Reggio ‘ndrangheta e politica sono la stessa cosa; ogni tanto decide la politica ed ogni tanto decide la ‘ndrangheta».
Fatti:
La ‘ndrangheta è azionista di riferimento delle società miste ed è socia del Comune di Reggio Calabria.
L’amministrazione comunale non poteva non saperlo perché chi oggi è sindaco fino a ieri era consulente della Multiservizi ed ha assistito al passaggio delle quote dalle mani di una Spa internazionale al 100% targata Fiat a quelle dei Tegano, del loro parentume, dei loro sottopancia e dei loro prestanome in odore di servizi segreti deviati.
Fatti:
Schegge della polizia di stato e schegge del sottobosco politico tenevano in piedi una centrale di ricatto e confezionamento di falsi dossier. Arrestati. Con grave e colpevole ritardo ma arrestati.
Fatti:
Ci sono tre interrogazioni parlamentari che aspettano risposte sulla voragine che ha inghiottito oltre trecento milioni di euro delle casse comunali di Reggio Calabria.  E c’è una ispezione ministeriale che chiede di sancire il default del Comune di Reggio Calabria. Non deciderà più il professor Tremonti ma il professor Monti.
Fatti:
C’è un ex sindaco indagato per queste cose che non si presenta ai magistrati che vogliono interrogarlo. Ci sono tre componenti del collegio sindacale che si presentano ma non intendono rispondere.
Fatti:
C’è una Commissione parlamentare antimafia che ha inviato al Ministro dell’Interno le sue carte sul nodo mafia-politica in riva allo Stretto. Al Viminale leggerà tutte queste cose non il politico Maroni ma la “tecnica” Cancellieri, che in precedenza è stato Commissario straordinario al comune di Bologna. Insomma una del mestiere che al suo ex collega Varratta avrà molti chiarimenti da chiedere. Poi deciderà. Cosa non sappiamo. Sappiamo, invece, che per molto meno sono stati sciolti consigli comunali e che per moltissimo meno sono state insediate Commissioni d’accesso. E’ il minimo che capiterà. Ma forse capiterà anche di più ed anche di peggio.
Comprensibile il nervosismo di chi ha perso l’orologio e l’orientamento politico. Sarebbe incomprensibile seguirlo sulla strada degli insulti. Preferiamo continuare a raccontare i fatti.

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