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`Ndrine a Pavia, arrestato anche un agente della polizia penitenziaria

MILANO Un appartenente alla polizia penitenziaria è stato arrestato, stamani, a Pavia, con l`accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, perché indiziato di aver garantito le comunicazioni …

Pubblicato il: 24/02/2012 – 12:41
`Ndrine a Pavia, arrestato anche un agente della polizia penitenziaria

MILANO Un appartenente alla polizia penitenziaria è stato arrestato, stamani, a Pavia, con l`accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, perché indiziato di aver garantito le comunicazioni tra alcuni appartenenti alla `ndrangheta rinchiusi nella casa circondariale di Pavia e i loro complici all`esterno del carcere. Secondo l`ordinanza di custodia cautelare, richiesta dal procuratore aggiunto di Milano, Ilda Bocassini, l`assistente della Penitenziaria, Claudio Gallo, di 45 anni, addetto alla sezione Alta sicurezza del carcere, residente a Pavia, avrebbe garantito «costanti rapporti» tra affiliati al locale di `ndrangheta di Legnano fuori e dentro il carcere. L`assistente era entrato nella Penitenziaria nel 1993 e sin da allora aveva sempre prestato servizio nella casa circondariale del capoluogo. Il suo contatto, secondo le indagini, era Alessandro Magaraci, di 30 anni, di Legnano, a sua volta arrestato con l`accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. Le indagini sono state eseguite dalla squadra mobile di Milano in collaborazione con il Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria. E, secondo quanto raccontato oggi in Questura, a Milano, proprio gli addetti alla sicurezza del carcere hanno fatto i primi accertamenti, tra maggio e giugno scorsi, dopo aver appreso di un ipotetico piano di evasione per far scappare due esponenti di spicco del locale di Legnano, gli uomini per cui la guardia carceraria e Magaraci tenevano i contatti. Si tratta di Luigi Mancuso (condannato in primo grado a seguito dell`operazione antimafia denominata Bad Boys), e Nicodemo Filippelli (condannato in primo grado dopo coinvolgimento in operazioni Bad Boys e Infinito). Sempre con riferimento al locale di Legnano gestito dalle note famiglie criminali originarie di Cirò Marina. L`uomo, formalmente, lavorava in un bar risultato nell`orbita del locale legnanese. Il “piano” prevedeva il passaggio nascosto attraverso i sotterranei per poi raggiungere gli alloggi del personale, per fuggire da lì verso l`esterno. Ma secondo gli investigatori non ha trovato riscontro nelle indagini. Che invece hanno scoperto il rapporto di commistione, ben più grave di una corruzione, tanto da configurare l`appoggio esterno alla `ndrina.

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