Rutelli va a Catanzaro e Mirabelli lascia il partito
«La presenza di Francesco Rutelli ieri a Catanzaro sul palco a sostenere il candidato a sindaco del Pdl Sergio Abramo la trovo stucchevole». Lo dichiara in una nota il consigliere regionale Rosario M…
«La presenza di Francesco Rutelli ieri a Catanzaro sul palco a sostenere il candidato a sindaco del Pdl Sergio Abramo la trovo stucchevole». Lo dichiara in una nota il consigliere regionale Rosario Mirabelli, annunciando la sua uscita dal partito di cui è leader nazionale l`ex sindaco di Roma, l`Api. «Capisco che oggi la coerenza in politica è un optional – prosegue il politico rendese -, del resto se i partiti in questo momento storico godono di una scarsissima credibilità, è proprio per le scelte e comportamenti che leader, e presunti tali, compiono con superficialità e ipocrisia svendendo un patrimonio di valori e di idee. Mi chiedo qual è la linea di un partito come l’Api, nato per rompere il bipolarismo e creare un’alternativa politica di superamento dei due poli, visto che si trova a Milano con un suo autorevole rappresentante, l’onorevole Bruno Tabacci, al fianco del sindaco Giuliano Pisapia, esponente di primo piano della sinistra italiana, e a Catanzaro alleato di Sergio Abramo, esponente del Pdl e con un lungo trascorso in Forza Italia». Ancora si deve votare e già cominciano a notarsi i primi effetti destrutturanti della consultazione elettorale di Catanzaro, dove ai due candidati di destra e di sinistra se ne contrappone un terzo che ha formato uno schieramento di centro. «A Catanzaro – è l`analisi di Mirabelli – il Terzo Polo ha fatto una scelta di coerenza, presentarsi con un proprio candidato e l’Api avrebbe fatto bene a sostenerlo. Mi chiedo perché non lo ha fatto, non vorrei pensare che dietro tale scelta sciagurata non ci sia qualche richiesta speranzosa di un misero “posticino al sole” per qualche dirigente del partito. A questo punto farebbe bene Pierferdinando Casini, se veramente vuole creare una nuova formazione politica che sia punto di riferimento per l’area moderata italiana, a scegliersi partner affidabili e credibili. Per cui, alla luce di queste palesi contraddizioni e incoerente linea politica dell’Api in Italia e in Calabria soprattutto, è doveroso da parte mia, sentendomi idealmente tradito, rassegnare con serenità e intenso convincimento le dimissioni da questo partito».
