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Guccione mette in guardia: «No alle furbate su Cardiochirurgia»

COSENZA «Il commissario per il rientro dal debito sanitario nella nostra regione, Giuseppe Scopelliti, nella riunione del “Tavolo Massicci” del 23 luglio scorso è stato sorpreso con le mani nella m…

Pubblicato il: 06/08/2012 – 17:44
Guccione mette in guardia: «No alle furbate su Cardiochirurgia»

COSENZA «Il commissario per il rientro dal debito sanitario nella nostra regione, Giuseppe Scopelliti, nella riunione del “Tavolo Massicci” del 23 luglio scorso è stato sorpreso con le mani nella marmellata». È quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione. «Il decreto 110 del 5 luglio scorso – prosegue Guccione – stabiliva, infatti l`approvazione di un protocollo d`intesa tra la Regione e l`Università agli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro per la disciplina dell`integrazione tra le attività didattiche, scientifiche ed assistenziali che, al suo interno, prevedeva anche il trasferimento di 20 posti di Cardiochirurgia dalla stessa Università di Catanzaro all`Azienda ospedaliera Bianchi – Melacrino – Morelli di Reggio. Dopo un primo esame del protocollo, il Tavolo Massicci ha immediatamente espresso parere negativo, poiché il documento contiene elementi non condivisibili e criticità soprattutto per quanto riguarda l`assegnazione dei posti-letto all`interno delle varie strutture, la previsione di trasferimento dall`universita` alle aziende ospedaliere del personale tecnico, amministrativo, infermieristico, tecnico-sanitario e di riabilitazione, e sul relativo onere finanziario».
«La “furbata”, così come l`avevamo definita qualche giorno fa – aggiunge Guccione – è stata, quindi, definitivamente smascherata e il trasferimento dei 20 posti-letto di Cardiochirurgia a Reggio è stato tempestivamente bloccato dallo stesso “Tavolo Massicci”, poiché non trovava nessuna giustificazione alla luce dei criteri che riguardano sia il bacino di utenza sia il fatto che a Messina e, quindi, a pochi minuti dalla citta` dello Stretto, gia` esiste un reparto di cardiochirurgia, mentre l`area nord della Calabria e, in particolare la provincia di Cosenza, che conta una popolazione di 733.508 abitanti, rimane totalmente priva di questo importante servizio».
«È evidente – sostiene ancora Guccione – che quella operata dal commissario Scopelliti è stata una grossolana e ingiustificabile forzatura che non poteva non essere censurata e bloccata dai tecnici del Tavolo Massicci. Al di là di ogni discorso campanilistico la scelta di dotare la provincia di Cosenza, che è la più grande della Calabria, stabilita, peraltro, da una delibera di giunta regionale del 2009, va nella direzione di eliminare gli sprechi, di ridurre l`emigrazione sanitaria che ogni anno costa alla Calabria 247 milioni di euro e di assicurare ai cittadini di questa parte della nostra regione, che non possono essere considerati cittadini di serie B o figli di un dio minore, un sistema sanitario efficace ed efficiente. Scopelliti ne deve prendere rapidamente atto e agire di conseguenza, evitando sotterfugi e nuove, inammissibili “furbate”».

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