Nuovo ospedale di Catanzaro, mediazioni disperate e unità miraggio. Consiglio comunale ad alto rischio flop
Mercoledì in aula il tema della scelta dell’area ma la spaccatura – trasversale- della politica catanzarese al momento appare insanabile

CATANZARO Una full immersion nel senso letterale del termine attende la politica catanzarese, con due sedute del Consiglio comunale nel giro di due giorni, una dietro l’altra. Per essere l’ultimo scorcio di consiliatura – nel 2027 si rivoterà per le Amministrative – non c’è male, soprattutto dopo mesi di ritmo molto compassato a Palazzo De Nobili. Due sedute consecutive, però, dal peso specifico completamente diverso: domani l’Aula rossa si riunisce per il Rendiconto, mercoledì si riunirà sul tema della sanità e, in particolare, della localizzazione del nuovo ospedale (che ancora non è nemmeno un progetto…). Quasi superfluo evidenziare che i riflettori saranno tutti accesi sull’assemblea di mercoledì, trattandosi il Rendiconto di un adempimento essenzialmente di routine, per quanto importante. Quasi superfluo, poi, evidenziare che sul tema della sanità al momento c’è una situazione di estrema confusione politica, come descritto nei giorni scorsi dal Corriere della Calabria, tra alchimie politiche e strane alleanze, dettate dalla contingenza, da interessi più piccoli che grandi e da calcoli elettoralistici. Il rischio mercoledì è quello di un Consiglio comunale che si spacca trasversalmente e verticalmente sul tema di fondo relativo all’ubicazione dell’ipotetico nuovo ospedale, dibattuta tra quanti propendono per l’area che attualmente ospita lo storico Pugliese, che altrimenti rischierebbe la “morte civile ed economica”, e l‘area di Germaneto, che per la verità risponderebbe a un’esigenza di offerta sanitaria di dimensioni più ampie di quelle prettamente cittadine. La premessa unanimemente condivisa, comunque, è quella di garantire, in ogni caso, la sopravvivenza e il potenziamento del Pugliese. L’altra premessa da considerare è che si è in attesa di un parere del Politecnico di Milano, al quale il governatore Roberto Occhiuto ha commissionato uno studio sulla localizzazione dell’infrastruttura.
Mediatori in azione
Difficile fare conteggi, ma un dato sembra certo: al momento l’“aula rossa” non sembra in grado di esprimere una posizione unitaria, come invece avvenne nel 2016, quando il Consiglio comunale si orientò praticamente all’unanimità per il Pugliese. Da una parte – quella pro Pugliese – in perfetto stile bipartisan – ci sono Fratelli d’Italia di Wanda Ferro, il gruppo Misto che sostiene l’amministrazione del sindaco Nicola Fiorita, pezzi sparsi del movimento dello stesso sindaco e del centrosinistra, Azione e, fuori dal Consiglio, i vannacciani di Fn con Mimmo Tallini in testa, il Comitato “L’ospedale al Pugliese” e il candidato sindaco in pectore Francesco Pitaro (iscritto al Pd). Dall’altra parte – quella pro Germaneto – il Pd “ufficiale”, la Lega di Filippo Mancuso, Noi Moderati e Forza Italia, quest’ultima in linea con l’indicazione che arriva da Occhiuto, che ha sempre detto di privilegiare Germaneto, anche se ha anche affermato di volersi rimettere alle scelte del territorio (sempre che arrivino e sempre che non siano dettate solo da “logiche di quartiere”). Sul piano politico a scompaginare il quadro è stata l’uscita allo scoperto di Fratelli d’Italia, schierata senza se e senza ma. In tanti cercano di capire l’orientamento del sindaco Fiorita, che qualche settimana fa si era un po’ sbilanciato per Germaneto ma ora sembra essersi chiuso in un silenzio quasi impenetrabile. E poi le ultime indicazioni che rimbalzano da Palazzo De Nobili segnalano un momento di forte riflessione dentro Forza Italia, al cui interno non manca chi ha una posizione disallineata: come Antonello Talerico, che dice sì essenzialmente a due ospedali potenziati, quelli attuali (il Pugliese e il Policlinico, con il nuovo Pronto soccorso). Mentre qualche consigliere comunale di buona volontà si sarebbe calato nei panni classici – e in questo caso disperati – dello “sherpa” per elaborare un documento unitario che eviti la spaccatura del Consiglio comunale (magari gettando “la palla in tribuna”, aspettando le determinazioni del Politecnico di Milano). Documento che ancora – a quanto si dice – non c’è e non si sa se arriverà last minute. Il rischio di una seduta flop mercoledì, con una maggioranza risicata in un senso o nell’altro, è dunque altissimo e concretissimo. Come il rischio dell’ennesima occasione mancata da parte della politica di Catanzaro di gestire i grandi processi che riguardano il suo ruolo di capoluogo di regione. (a. c.)
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