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Unical, scontro senza precedenti in Senato accademico

RENDE Dicono che Giovanni Latorre, ormai, tolleri a stento la vista dei suoi colleghi senatori accademici. Da quando ha perso la maggioranza nell`assemblea “politica” dell`ateneo, il rettore sa che…

Pubblicato il: 07/08/2012 – 17:18
Unical, scontro senza precedenti in Senato accademico

RENDE Dicono che Giovanni Latorre, ormai, tolleri a stento la vista dei suoi colleghi senatori accademici. Da quando ha perso la maggioranza nell`assemblea “politica” dell`ateneo, il rettore sa che ogni riunione sarà zeppa di ostacoli. Dato che non ha avuto il tempo per farci l`abitudine, reagisce con stizza. Ieri, addirittura, dopo uno scontro con i presidi, si è alzato e ha abbandonato l`aula. E dire che, negli ultimi giorni, la sua posizione si è rafforzata. Dopo che la spending review del governo gli ha “consegnato” un altro anno di mandato (fino al 2013), Latorre si aspettava una riunione più soft. Invece, dopo un inizio di discussione sul regolamento di ateneo, le cose si sono messe male.
È successo quando, verso la fine della riunione, Salvatore Ricchio, uno dei rappresentanti del personale tecnico dell`ateneo, ha chiesto di rivedere le date decise per rinnovare gli organi collegiali dell`Unical. Una richiesta dettata proprio dalla proroga concessa dal governo Monti a Latorre e agli altri rettori nella sua condizione (cioè in proroga).
La scelta ha una motivazione logica (quella che si voti tutti contemporaneamente) e una politica. Proprio su quella politica il preside della facoltà di Lettere, Raffaele Perrelli, si è schierato sulla linea dei dipendenti: «Non si può giustificare che il vecchio rettore scelga, dopo le elezioni, insieme al nuovo Senato accademico, i componenti del consiglio d`amministrazione (lo prevede il nuovo Statuto dell`università, ndr)».
Latorre non l`ha presa bene. Per niente: «Quanti presidi decaduti ci sono allora in quest`aula come senatori accademici? E poi è possibile che ogni riunione sia una scusa per attaccarmi?». A quel punto anche il preside di Farmacia, Sebastiano Andò, solitamente moderato, si è scaldato: «Adesso basta con questi toni. Se noi siamo qui è perché abbiamo sottoposto all`opinione delle nostre facoltà e dell`opinione pubblica progetti scientifici e culturali. Tu, invece, quando hai ottenuto il nostro appoggio per il terzo mandato, ti eri impegnato a rilanciare questo ateneo: bene, cosa hai fatto in questi ultimi anni?».
Uno scontro simile, nell`aula solitamente molto british, non si era mai sentito negli ultimi tredici anni. Gino Crisci, preside di Scienze naturali, ha contribuito: «Visto che ci siamo, e con la proroga della spending review arriverà a due anni di mandato oltre i dodici previsti, perché il rettore non ci spiega qual è il suo programma per questo altro mezzo quarto mandato?». A quel punto, il Magnifico non ci ha visto più. Si è arrabbiato e ha abbandonato la riunione. Poi è rientrato e ha chiarito un solo concetto: «Scordatevi che rinvii le elezioni del Senato accademico». Che tornerà a riunirsi il 30 agosto per parlare, ancora, del regolamento di ateneo. E non soltanto di quello. C`è da scommetterci.

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