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Province, dall`Aula un documento per Monti

REGGIO CALABRIA Dopo ore di discussione in conferenza dei capigruppo, il consiglio regionale ha trovato la quadra sulle Province. La montagna ha però partorito un topolino: un documento da presenta…

Pubblicato il: 24/10/2012 – 19:48
Province, dall`Aula un documento per Monti

REGGIO CALABRIA Dopo ore di discussione in conferenza dei capigruppo, il consiglio regionale ha trovato la quadra sulle Province. La montagna ha però partorito un topolino: un documento da presentare al governo Monti che verosimilmente non intaccherà di una virgola la legge sul riordino degli enti intermedi, che prevede l’abolizione delle Province di Vibo Valentia e Crotone. L’atto approvato all’unanimità dal parlamentino regionale (con il voto contrario del consigliere Idv Giuseppe Giordano) indica «quale priorità assoluta il mantenimento dell’attuale assetto politico-amministrativo e istituzionale con la conseguente conferma delle quattro Province oltre che della Città metropolitana di Reggio Calabria».
Il provvedimento sostiene inoltre la decisione della giunta regionale di impugnare di fronte alla Corte costituzionale le norme che prevedono l’abolizione dei due enti, in quanto «volte a violare l’ordinamento costituzionale» e la «divisione di poteri e funzioni».
L’Aula ha mostrato compattezza. Ma nelle ore precedenti alla votazione finale era stata bagarre tra schieramenti opposti, interni alla stessa maggioranza di centrodestra. A capitanare le due “fazioni” – entrambe sostanzialmente contrarie all’abolizione delle Province -, l’assessore al Personale Domenico Tallini e il capogruppo Udc Alfonso Dattolo. Motivo del contendere: il futuro riassetto dei territori già ricadenti nelle province di Vibo e Crotone. Tallini, alla testa del gruppo dei consiglieri catanzaresi, ha perorato fino all’ultimo la causa della grande Provincia di Catanzaro-Vibo-Crotone. Diversa la posizione rappresentata dal crotonese Dattolo,  convinto della necessità di far decidere ai territori interessati gli eventuali accorpamenti alle Province rimaste in vita.
Su queste due posizioni si è discusso a lungo, in un confronto durato più di cinque ore che ha fatto slittare l’inizio della seduta. Alla fine è arrivato il sì a un documento che in sostanza non propone alcuna alternativa concreta se non la richiesta di mantenimento dell’attuale assetto politico e amministrativo.
Il governatore Peppe Scopelliti ha definito il documento unitario «un segnale della capacità di ricercare soluzioni funzionali al territorio». L’unità dopo le polemiche ottiene l’applauso del presidente della giunta, secondo il quale le dispute campanilistiche di scena negli ultimi giorni rischiano «di sgretolare ulteriormente il tessuto sociale». Ecumenico, Scopelliti, che spiega come la Calabria non sia un caso isolato nell’opposizione alle scelte del governo Monti: «La stragrande maggioranza delle Regioni ha chiesto deroghe e impugnato il provvedimento. Un ente intermedio o c’è o non c’è, non possiamo dire che tre rimangono e due verranno accorpati. Servono scelte nette o corriamo il rischio di far apparire questa soluzione utile solo per tutelare qualche realtà».
Poi il governatore ha ribadito l’importanza della presenza delle Province: «Il territorio calabrese oggi è sempre più sguarnito, verranno meno i comandi provinciali, le prefetture, tutti presidi di legalità, che in un momento come questo significherebbe un ulteriore indebolimento dello Stato sul nostro territorio». «Quando mancano le istituzioni – ha aggiunto, facendo un chiaro riferimento alla situazione di Reggio Calabria – chiunque può infiltrarsi e impadronirsi delle istituzioni. Noi ci siamo sforzati di aggregare la Regione, ma scelte di questo tipo non agevolano questi propositi. Questa è la nostra posizione, speriamo che il governo cambi la sua, perché gli sperperi ci sono e probabilmente sono altrove».
Scopelliti ha anche aperto alla possibilità di un ritorno al passato – e cioè agli assetti precedenti all’istituzione delle Province di Vibo e Crotone – nel caso in cui dovessero andare male sia il ricorso alla Consulta sia la deroga al provvedimento governativo.
Dichiarazione che non è sfuggita allo stesso Tallini, che ha subito colto al balzo l’occasione: «Prendo atto della posizione di Scopelliti, che non potrà rimangiarsela…».
Il documento è stato sottoscritto con«grande responsabilità da parte di tutti», ha affermato il presidente del Consiglio Franco Talarico. Molto soddisfatto dell’accordo finale anche Alfonso Dattolo, per il quale «la situazione politica e sociale calabrese è diversa da quella di altre realtà. Le Province hanno raggiunto risultati rilevanti dal punto di vista sociale. Il codice delle autonomie non può essere scritto a colpi di decreti legge. Un provvedimento che lascia in vita alcuni enti e ne elimina altri non può non suscitare perplessità».
«Se le Province di Sondrio e Belluno possono chiedere una deroga, questo vale a maggior ragione per quelle calabresi, in una terra fatta di isolamento e solitudine. Il documento unitario è stato stilato nella consapevolezza che alcuni equilibri territoriali sono ormai ampiamente consolidati», ha concluso l’ex governatore Agazio Loiero.

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