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Il Tavolo Massicci boccia, le tasse aumentano

LAMEZIA TERME Il Tavolo Massicci continua a riservare amarezze al governatore Peppe Scopelliti. Il processo di ricognizione del debito sanitario è ormai concluso, ma i numeri che saltano fuori sono t…

Pubblicato il: 10/05/2013 – 14:55
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Il Tavolo Massicci boccia, le tasse aumentano

LAMEZIA TERME Il Tavolo Massicci continua a riservare amarezze al governatore Peppe Scopelliti. Il processo di ricognizione del debito sanitario è ormai concluso, ma i numeri che saltano fuori sono tutt`altro che rassicuranti. Un passivo di 200 milioni di euro: a tanto ammonta il debito non coperto maturato negli anni da una Regione soggetta al Piano di rientro dal 2010. La riunione dell`8 aprile scorso del Tavolo Massicci ha messo nero su bianco cifre da capogiro, accompagnate da alcune sonore bocciature del lavoro svolto fin qui dalla struttura commissariale, guidata dal governatore Scopelliti e dai sub-commissari Luigi D`Elia e Luciano Pezzi. Ma quei 200 milioni di debiti non coperti potrebbero essere perfino superiori, senza i 578 milioni di euro garantiti dai fondi Fas. Risorse comunque al momento non disponibili in quanto vincolate alla riprogrammazione del “Piano Sud”, ancora non avvenuta. Resta in ogni caso il macigno di quelle somme scoperte. Che produrranno alcuni effetti ben precisi: cioè il mantenimento delle aliquote Irap e Irpef per l`anno in corso – maggiorate rispettivamente di 0,15 e 0,30 punti percentuali –, l`applicazione del blocco automatico del turnover del personale sanitario «fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in corso» e il divieto di effettuare spese non obbligatorie.

IL DEBITO AL 2007 Il debito accertato al 2007 ha un`esigenza di copertura di 688 milioni di euro. Il commissario ad acta Scopelliti ha però chiesto al ministero dello Sviluppo economico l`attivazione di un Tavolo per la riprogrammazione delle risorse Fas. «Pertanto – sottolinea l`organo interministeriale –, nel presupposto che le risorse Fas siano interamente disponibili nell`importo di 578 milioni di euro di cui alla riunione del 23 luglio 2012, residua un`esigenza di copertura per il debito al 31/12/2007 di 110 milioni di euro».

E QUELLO DEL 2008 Gli aggiornamenti del disavanzo sanitario presentati dalla struttura commissariale hanno inoltre riguardato l`anno 2008, che presenta un debito non coperto di poco superiore ai 62 milioni di euro. Una cifra a cui si aggiungono le somme in rosso già certificate nella riunione del 4 aprile 2012, nella quale il disavanzo relativo al 2009 è risultato pari a 88 milioni. Le perdite non coperte relative al 2010 ammontano invece a quasi 14 milioni di euro.

LA CURA LACRIME E SANGUE La situazione contabile migliora, anche se di poco, nel 2011 e nel 2012, gli anni in cui il governatore Scopelliti ha messo in pratica in modo massiccio il suo Piano di rientro lacrime e sangue, che ha portato alla chiusura di 19 ospedali e alla drastica riduzione dei posti letto. Il Tavolo Massicci registra un avanzo di gestione di 18 milioni nel 2011 e di 42 nel 2012.
Anche se, evidentemente, i richiami del passato non sono bastati. Perché l“atteggiamento “litigioso” di Scopelliti, D`Elia e Pezzi, viene stigmatizzato ancora una volta dall`organo interministeriale, che ritiene «non risolte» le criticità relative a un «comportamento collaborativo tra struttura regionale, commissario e sub-commissari». Il feeling tra i principali responsabili dell`attuazione del Piano, insomma, non sembra dei migliori. E il sistema sanitario certo non ci guadagna.

I COSTI La cura produce comunque alcuni effetti, tra cui la riduzione di 33,6 milioni relativa ai costi del personale. Che, con riferimento al 2011, diminuisce di 1.029 unità, di cui 988 a tempo indeterminato. Rispetto ai 23.798 dipendenti del 2009, a fine 2012 il loro numero arriva a 21.188, per un “taglio” di circa 2600 posti di lavoro nel comparto sanità. Risparmi anche per quanto riguarda i prodotti farmaceutici, per una riduzione rispetto al consuntivo 2011 di 2,6 milioni di euro. I costi della farmacia convenzionata risultano invece inferiori di 21 milioni. «La riduzione della spesa per prodotti farmaceutici – sottolinea il Tavolo – è determinata principalmente dalle Asp di Cosenza e Reggio Calabria, motivata esclusivamente come conseguenza delle azioni di contenimento del budget delle farmacie e di una migliore e più puntuale programmazione degli acquisti». Discorso inverso per le spese relative ad altri beni e servizi, che subiscono un incremento di 12 milioni di euro, determinato da rimborsi assegni e contributi (8,9 milioni) e premi assicurativi (3,1).

MANCA IL PROGRAMMA Ma i richiami del Tavolo ai commissari calabresi non sono finiti. Nella riunione del 7 novembre 2012, l`organismo di controllo aveva rilevato come fosse necessaria l`adozione di un programma operativo per gli anni 2013-2015, in modo tale da rendere «effettivamente strutturali gli interventi previsti dal Piano di rientro, la cui realizzazione sta avvenendo con ritardi». Niente da fare, del Programma non c`è traccia. Da qui, l`ultimatum del Tavolo, che ha chiesto perentoriamente alla Regione di inviarlo «entro e non oltre il 10 maggio 2013». Il governatore Scopelliti e i commissari avranno tenuto fede all`impegno?

LE RETI Note dolenti anche per quanto riguarda l`organizzazione sanitaria sul territorio. Il Massicci evidenzia come l`atto complessivo di programmazione delle reti assistenziali «non è pervenuto nei tempi fissati». Criticità anche per la rete ospedaliera: la Regione viene giudicata «inadempiente» sia sui posti letto che sull`appropriatezza dei servizi. Molte le carenze anche nell`erogazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), soprattutto riferita all`assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale, rivolta ad anziani, disabili e malati terminali. Un «gravissimo ritardo» che ha spinto il Tavolo Massicci a esortare il commissario ad acta Scopelliti «ad attuare tempestivamente ogni utile azione necessaria per garantire l`erogazione dei Lea in maniera uniforme su tutto il territorio regionale».

CASTROVILLARI E ACRI I pareri negativi non risparmiano neppure il decreto che dispone l`accorpamento degli ospedali di Castrovillari e Acri in un`unica struttura spoke. Il Tavolo Massicci ribadisce «la necessità che l`accorpamento dei due presidi avvenga nell`esigenza di assicurare la riduzione e la razionalizzazione dei costi del personale, tenendo conto di tutti i requisiti qualitativi e strutturali necessari a garantire la qualità e la sicurezza delle attività che si intenderà svolgere». Non basta, perché dovrà essere revisionata l`intera rete hub e spoke dell`Asp di Cosenza, «al fine di verificare la congruità con gli obiettivi che si intende perseguire».

IL FLOP DEL BAMBIN GESÙ Valutato negativamente anche il patto d`intesa tra il “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro e il “Bambin Gesù” di Roma. Le ragioni sono diverse. Su tutte c`è la «duplicazione dei costi relativi alla pediatria ospedaliera», l`impatto economico «che risulta non adeguatamente documentato» e i dubbi sulla «convenienza di tale convenzione».

FONDAZIONE CAMPANELLA Il Tavolo Massicci chiede inoltre chiarezza sulla Fondazione Campanella, in quanto ritiene necessario che «la struttura commissariale nella sua interezza assuma una posizione univoca in relazione all`attuazione dello specifico intervento contenuto nel Piano di rientro». Per questo nel futuro Programma operativo 2013-2015 l`assetto giuridico del polo oncologico dovrà trovare «definitiva soluzione».

I PREMI La Regione otterrà comunque le premialità relative al 2008 e agli anni precedenti, pari a 411 milioni di euro. Una concessione dovuta alla definitiva conclusione dell`accertamento del debito al 2007 e al «miglioramento della tenuta delle scritture contabili che permettono un puntuale riscontro della procedura di pagamento dei debiti pregressi».

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