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OPERAZIONE INGANNO | Arrestata Rosy Canale

SAN LUCA Non ci sono accuse rese più pesanti dall’aggravante mafiosa, ma a suo carico sono emerse responsabilità in ordine a condotte di truffa aggravata e peculato. Cade così un altro  personaggio n…

Pubblicato il: 12/12/2013 – 8:02
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OPERAZIONE INGANNO | Arrestata Rosy Canale

SAN LUCA Non ci sono accuse rese più pesanti dall’aggravante mafiosa, ma a suo carico sono emerse responsabilità in ordine a condotte di truffa aggravata e peculato. Cade così un altro  personaggio noto per il suo sedicente impegno per la legalità: è finita infatti in manette Rosy Canale, nota per il suo impegno antimafia come coordinatrice del “Movimento delle donne di San Luca”, associazione creata con finalità di sostegno sociale. Durissime le accuse: avrebbe tenuto per sé i fondi destinati al Movimento per spenderli in autovetture, mobili, vestiti, viaggi.
Le sue responsabilità sono emerse nell’ambito dell’operazione messa a segno questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare  nei confronti di sei ex amministratori comunali ed imprenditori a vario titolo indagati per associazione a delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e reati contro la pubblica amministrazione aggravati ai sensi dell’art.7 L.203/1991 avendo agito al fine di agevolare l’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale della “locale” di San Luca.
La Canale, ex titolare di una discoteca, è stata vittima di un violento pestaggio quando impedisce agli uomini di `ndrangheta di spacciare nel suo locale, ma acquisisce notorietà nel 2007 quando, dopo la strage di Duisburg in Germania, decide di tornare in Calabria e fondare il “Movimento delle donne di San Luca”, per creare possibilità lavorative e culturali per le donne ma anche per i loro figli. Nonostante il progetto sia naufragato per mancanza di fondi, nel 2008 vince il “Premio per la Legalità” del Comune di Locri. Negli anni successivi decide di raccontare la sua storia con uno spettacolo teatrale, “Malaluna Storie di ordinaria resistenza nella terra di nessuno”, proprio in questi mesi in tournée nei principali teatri italiani.

GLI ARRESTATI
Tra gli arrestati dell`operazione Inganno, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Dda nei confronti di ex amministratori pubblici e imprenditori di San Luca, nella Locride, vi sono l`ex sindaco Sebastiano Giorgi e l`assessore al territorio Francesco Murdaca. Giorgi è stato l`ultimo sindaco di San Luca in ordine di tempo, fino al 17 maggio 2013, data in cui il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. In manette anche due boss della `ndrangheta, Antonio Nirta, 57 anni, e Francesco Strangio, 59. Gli arrestati sono indagati a vario titolo per associazione per delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia di beni e reati contro la pubblica amministrazione aggravati ai sensi dell`art.7 L.203/1991 avendo agito al fine di agevolare l`associazione mafiosa.

CADONO LE STELLE ANTIMAFIA
Erano considerati due “icone” dell`antimafia Sebastiano Giorgi, di 48 anni, ex sindaco di San Luca, e Rosy Canale, di 41, coordinatrice del “Movimento delle donne di San Luca”, arrestati stamattina dai carabinieri nell`operazione “Inganno”. Giorgi, in carica dal 2009 ai primi mesi di quest`anno, aveva partecipato ad innumerevoli manifestazioni contro la `ndrangheta accreditando alla sua Amministrazione un forte impegno contro le cosche. Immagine scalfita dal successivo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Dall`indagine condotta dai carabinieri che ha portato al suo arresto è emerso, invece, che in realtà l`elezione di Giorgi a sindaco sarebbe stata favorita dalle cosche Pelle e Nirta in cambio del loro controllo sugli appalti gestiti dal Comune. In particolare, le due cosche, grazie alla giunta presieduta da Giorgi, avrebbero ottenuto l`appalto per la metanizzazione di San Luca, il più importante gestito dal Comune, oltre a vari lavori di minore importo. In ogni caso, il controllo da parte delle cosche sull`attività del Comune sarebbe stato totale. Rosy Canale, invece, che è agli arresti domiciliari, non è accusata di reati mafiosi, ma di peculato e truffa. Secondo quanto è emerso dalle indagini, avrebbe utilizzato per l`acquisto di beni personali i finanziamenti, che avrebbero dovuto essere destinati a finalità sociali, erogati al “Movimento delle donne di San Luca”. Finanziamenti che, secondo una prima stima fatta dagli investigatori, ammonterebbero a circa 100mila euro, ma che potrebbero essere, sulla base di un calcolo definitivo, anche più consistenti. (0090)

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