OPERAZIONE INGANNO | Rosy dal libro-shock al teatro
COSENZA Il comunicato stampa di Palazzo dei Bruzi la presentava come «la pasionaria anti ‘ndrangheta, in scena mercoledì al “Morelli” nello spettacolo di impegno civile “Malaluna”, promosso dalla sez…

COSENZA Il comunicato stampa di Palazzo dei Bruzi la presentava come «la pasionaria anti ‘ndrangheta, in scena mercoledì al “Morelli” nello spettacolo di impegno civile “Malaluna”, promosso dalla sezione di Cosenza della Fidapa con il sostegno dell’amministrazione comunale». Su facebook, stamattina, restano le foto della serata di teatro e festa, commentate proprio mentre si spargeva la notizia di cronaca. “Malaluna” – anteprima il 13 ottobre a Soverato – aveva debuttato meno di due mesi fa all`interno del “Progetto contro le mafie” organizzato dalla Shammah al Franco Parenti di Milano, poi Torino e un tour che a marzo secondo cartellone dovrebbe riprendere da Varese, Trieste e Bologna. Approdato l`altro ieri al teatro Vittoria di Roma, il testo è stato proposto proprio ieri sera al “Morelli”, nel capoluogo bruzio. Lo spettacolo – regia di Guglielmo Ferro, figlio del grande Turi Ferro, musiche di Franco Battiato – si inseriva nel programma delle “Buone feste cosentine”.
«La violenza – dice la Canale nella presentazione dello spettacolo – ha cambiato la mia vita in maniera drastica. Il mio nome poteva essere nella lista delle vittime della ‘ndrangheta, ma io non sono morta».
«Rosy Canale – si leggeva nel comunicato diffuso dal Comune – la violenza l’ha subita sulla sua pelle. Quarant’anni anni, donna, madre, imprenditrice, nata a Reggio Calabria dove gestiva con grande successo il Malaluna, un locale che era insieme discoteca e ristorante. Nel 2004, dopo un anno di minacce, subisce un violento pestaggio per aver impedito di spacciare droga al Malaluna. È salva per miracolo, ma ci vogliono tre anni di riabilitazione per riprendersi. Si trasferisce prima a Roma, poi a New York, inseguita da nuove minacce. Nel 2007, a seguito della strage di Duisburg, Rosy decide di non rimanere a guardare e si trasferisce nel cuore della ‘ndrangheta calabrese. Lavora come volontaria nella scuola e capisce che è da lì che le cose devono cambiare, dai bambini già vittime dell’ignoranza, dalle insegnanti remissive, dalla madri educate all’obbedienza che però, incuriosite dai racconti dei figli, si avvicineranno a lei».
Mente del Movimento delle Donne di San Luca (in 400 sottoscrissero), nel 2008 ha vinto il Premio per la Legalità del Comune di Locri mentre nel 2012 ha ricevuto il Premio Brutium dalla Fidapa Cosenza. Alla sua storia – raccontata qualche anno fa nel libro-intervista “La mia `ndrangheta” (di Emanuela Zuccalà, Paoline editoriale) – si sono interessate anche prestigiose testate straniere: il Los Angeles Times, il Seattle Post, il Washington Post e il britannico The Guardian. In ultimo, anche Repubblica Tv l`aveva intervistata per lanciare il suo nuovo spettacolo.
«La storia di Rosy Canale potrebbe essere il manifesto per una nuova Italia – spiega Guglielmo Ferro nelle note di regia di “Malaluna”–. La vita di una donna che ha fatto una scelta coraggiosa e che ha pagato per tutto quello che ancora il nostro paese non ha avuto il coraggio di fare. Così da porre il monito all’Italia e agli italiani di trovare in persone, come Rosy, un esempio da imitare». (0070)