Legali d`importazione per l`ospedale di Cosenza
COSENZA Si scrive Azienda ospedaliera di Cosenza, nei fatti e? sempre piu? una struttura sanitaria in mano a professionisti reggini. E fin qui non ci sarebbe nulla di male. Ben venga il supporto di m…

COSENZA Si scrive Azienda ospedaliera di Cosenza, nei fatti e? sempre piu? una struttura sanitaria in mano a professionisti reggini. E fin qui non ci sarebbe nulla di male. Ben venga il supporto di medici e manager di altri territori se questi contribuiscono a offrire maggiori chance ai malati cosentini. Qualche problema potrebbe sorgere se le logiche di appartenenza politiche si sostituissero ai criteri di meritocrazia che dovrebbero valere nel settore pubblico, a maggior ragione nella sanita?. Cerchiamo di spiegarne il perche?.
Da quando la giunta regionale ha nominato al vertice dell’Azienda ospedaliera il manager reggino Paolo Gangemi, gli incarichi legali conferiti ad avvocati della citta? dello Stretto si sono moltiplicati. Solo un caso? Puo? essere, per carita?. Di sicuro ci sono alcune “coincidenze” molto curiose. Come i 1500 euro versati all’avvocato Giovanna Suriano, del foro di Palmi, «per l’azione di rivalsa contro la competente compagnia di assicurazioni Lloyd’s, titolare della polizza Rct, al fine di recuperare le ingenti somme che venivano corrisposte, a seguito di avvenuta transazione, ai genitori del minore Andrea Bonanno, deceduto per ritenuta responsabilita? professionale dei sanitari dell’Annunziata». La Suriano e? una stretta congiunta del consigliere regionale del Pdl Tilde Minasi che, a sua volta, e? la moglie di Gangemi. Si dira? che non c’e? nulla di illegittimo nella procedura seguita. Vero, verissimo, ma forse una maggiore prudenza avrebbe sconsigliato al direttore generale dell’Ao cosentina di affidare un incarico retribuito a una familiare della sua consorte. Sempre alla Suriano e sempre per la stessa causa, come riporta la delibera 113/2012, sono stati liquidati altri 3660 euro.
Briciole di fronte agli oltre 23mila euro destinati all’avvocato Antonino Infortuna per difendere l’Azienda ospedaliera nel ricorso, intentato da una ditta di Vibo Valentia, «per l’affidamento del servizio di manutenzione degli impianti elevatori aziendali, di tutti gli atti consequenziali e relativi alla procedura di gara». Infortuna, da sempre vicino al centrodestra reggino, risulta tra i firmatari del “manifesto per Reggio” contro lo scioglimento dell’amministrazione comunale.
A meta? tra questi importi si colloca quello assegnato a un altro legale, Concettina Siciliano, del foro di Messina, che attualmente e? il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio. A lei sono andati oltre 8500 euro per difendere l’Ao di Cosenza nel ricorso presentato al Tar della Calabria dal medico Mario Sprovieri che chiedeva «l’annullamento di una delibera del direttore generale avente ad oggetto il conferimento ad altro sanitario dell’incarico di struttura semplice a rilevanza dipartimentale gestione e organizzazione del pronto soccorso».
Il comune denominatore di tutti gli incarichi assegnati ai professionisti reggini e? «l’impossibilita? di assegnarlo all’avvocato Paolo Siciliano, unico addetto all’ufficio legale dell’ente (almeno fino al conferimento di questi mandati, ndr), che comunicava l’impedimento derivantegli dal suo attuale carico di lavoro, peraltro gia? evidenziato con numerose specifiche relazioni nel corso degli anni». E anche qui nulla di illegittimo.
Un dubbio, tuttavia, in tutta questa vicenda, rimane. Non sarebbe stato piu? conveniente, dal punto di vista economico, incrementare di qualche unita? l’ufficio legale dell’Ao piuttosto che ricorrere a professionisti esterni che, giustamente, pretendono di essere pagati, e pure bene? (Il servizio è stato pubblicato sul numero 124 del Corriere della Calabria)