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Il parto in ambulanza? «È illegale»

MELITO PORTO SALVO Quella delibera deve essere revocata perché il parto in ambulanza «è quanto di più pericoloso possa esservi in medicina». Poche e chiarissime le parole con cui il dipartimento Tu…

Pubblicato il: 11/07/2014 – 10:39
Il parto in ambulanza? «È illegale»

MELITO PORTO SALVO Quella delibera deve essere revocata perché il parto in ambulanza «è quanto di più pericoloso possa esservi in medicina». Poche e chiarissime le parole con cui il dipartimento Tutela della salute della Regione intima all’Asp di Reggio di ritirare il provvedimento con il quale vengono autorizzate gli interventi a bordo dei mezzi del 118. La delibera, firmata dal direttore sanitario Ermete Tripodi, stabilisce che «in caso di gestante in travaglio di parto presente al Pronto soccorso del presidio di Melito Porto Salvo, dovrà attivarsi prontamente la consulenza del dirigente medico di Ginecologia in servizio attivo in reparto o in pronta disponibilità, il quale, valutate le condizioni cliniche della partoriente e del nascituro, e il tempo strettamente necessario al trasporto della paziente in travaglio di parto, attiverà il trasferimento della gestante» agli Ospedali Riuniti di Reggio «e assisterà la paziente durante il trasferimento stesso». Con un decreto del commissario alla Sanità del novembre 2010 è stata disposta la disattivazione del punto nascita dell’ospedale di Melito, anche se – come riportato nel documento dell’Asp – si verificano «continue e pressanti situazioni di partorienti in travaglio di parto che si presentano al Pronto soccorso». Un fenomeno piuttosto singolare (strano che le future mamme non si informino per tempo sulla struttura che dovrebbe ospitarle) che ha spinto i vertici dell’Azienda ad autorizzare il parto in ambulanza: «Qualora il ginecologo dovesse ritenere che la nascita possa avvenire durante il tragitto, lo stesso ginecologo disporrà l’intervento a bordo dell’ambulanza dell’anestesista rianimatore reperibile, il quale dovrà garantire l’assistenza rianimatoria al neonato».
La disposizione sembra abbastanza anacronistica perché presuppone una sorta di imprevedibilità del travaglio che per questa via diventa un intervento urgente. Ma c’è anche chi vede dietro questa delibera la volontà di trovare un pretesto per assicurare la permanenza del personale medico e infermieristico nella struttura di Melito.

 

L’ALT DEL DIPARTIMENTO
Secco lo stop arrivato dal dipartimento regionale che, con un atto del dirigente di settore Salvatore Lopresti, boccia tout court il provvedimento dell’Asp 5. Innanzitutto viene ritenuto «illegittimo» l’uso dell’ambulanza per il trasporto di partorienti, in secondo luogo si ribadisce che «il Suem 118 è deputato esclusivamente all’emergenza-urgenza e un parto “momentaneamente differibile” non è urgente per definizione». Senza contare che l’uso inappropriato dei servizi del pronto soccorso «è sanzionabile in sede contabile ed è oltremodo pericoloso perché sottrae risorse agli interventi urgenti». Lopresti sottolinea ancora che «il parto non è una patologia ma un evento fisiologico, in gran parte prevedibile, il quale raramente presenta il carattere dell’urgenza».
Ipotizzare un travaglio “on the road”, inoltre, può essere molto rischioso. «L’intervento a bordo dell’ambulanza da parte dell’anestesista rianimatore in caso di parto è poi quanto di più pericoloso possa esservi in medicina. Tale procedura, infatti non è prevista in alcun protocollo nazionale e internazionale». Ecco perché «l’anestesista dell’ospedale farebbe meglio a essere utilizzato in contesti più appropriati di quello del trasporto delle partorienti». Il dipartimento va ancora più in là quando evidenzia l’uso inappropriato di medici e infermieri dell’ex punto nascita di Melito. Lopresti sembra voler sgombrare il campo da eventuali “escamotage” e ribadisce che il personale «deve trovare idonea collocazione presso i reparti di altri presidi ospedalieri» dell’Asp, che «lamentano carenza di personale, attivando le modalità della mobilità».

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it

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