«Per Gangemi lo stesso trattamento di Scarpelli»
REGGIO CALABRIA Le vicende di Gianfranco Scarpelli e Paolo Gangemi sono molto simili, nelle premesse e nello svolgimento. Cambia solo la fine: uno è stato “mandato a casa”, l’altro è ancora stabile a…

REGGIO CALABRIA Le vicende di Gianfranco Scarpelli e Paolo Gangemi sono molto simili, nelle premesse e nello svolgimento. Cambia solo la fine: uno è stato “mandato a casa”, l’altro è ancora stabile al suo posto. Adesso è il Pd a volerci vedere chiaro. Scarpelli e Gangemi sono, rispettivamente, l’ex dg dell’Asp di Cosenza e l’attuale numero uno dell’Ao bruzia. Hanno avuto trattamenti diversi dalla giunta regionale, che ha revocato l’incarico al primo in seguito alla sospensione scattata per il caso degli “incarichi d’oro” nell’Azienda provinciale, ma non ha applicato la stessa ratio nel caso di Gangemi, di recente rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulle consulenze “gonfiate” a favore di un avvocato del foro di Reggio. I consiglieri regionali del Pd Demetrio Naccari Carlizzi, Nicola Adamo, Carlo Guccione e Mario Franchino, in un’interrogazione presentata al presidente Franco Talarico, sottolineano però che, ad oggi, «Gangemi non è stato oggetto di alcun provvedimento di rimozione, peraltro dovuto dalla giunta quale obbligo d’ufficio». Un comportamento «difforme» su due casi analoghi che «costituisce un incomprensibile modus operandi». I rappresentanti democrat evidenziano inoltre «l’inopportunità, laddove il nominativo di Gangemi rientrasse nel nuovo elenco degli aspiranti all’incarico di direttore generale delle Aziende sanitarie e ospedaliere regionali, della nomina di vertice aziendale a qualsiasi titolo».
Nell’interrogazione al presidente del Consiglio, Naccari, Adamo, Guccione e Franchino chiedono di sapere se Gangemi «ha comunicato al presidente della Regione e al dipartimento della Salute il provvedimento emesso dal tribunale nei suoi confronti, così come ha prontamente fatto il direttore generale dell’Asp di Cosenza nello stesso giorno in cui ha ricevuto la misura interdittiva». La mancata comunicazione sarebbe «un fatto gravissimo», a giudizio dei consiglieri del Pd, che invocano le spiegazioni della giunta sulla “disparità di trattamento” tra Scarpelli e Gangemi.
p. bel.