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Nessuna scorciatoia

di Paolo Pollichieni   Siamo agli ultimi scampoli di una campagna elettorale certamente difficile e certamente diversa da tutte le altre che l’hanno preceduta. Difficile, perché si coincide co…

Pubblicato il: 15/11/2014 – 6:00

di Paolo Pollichieni

 

Siamo agli ultimi scampoli di una campagna elettorale certamente difficile e certamente diversa da tutte le altre che l’hanno preceduta. Difficile, perché si coincide con il punto più basso mai toccato dal regionalismo calabrese: a chi vincerà verrà consegnata una Regione che è al minimo storico come produzione di reddito, livelli occupazionali, capacità di investimenti. Al minimo storico anche nella sua credibilità istituzionale, nella sua reputazione sociale e persino nella sua affidabilità democratica. Diversa, perché  si gioca con regole nuove e con una legge elettorale che fa di tutto per evitare un risultato chiaro e una governabilità certa, mentre impone una riduzione drastica del numero dei consiglieri regionali: ben venti in meno rispetto alla legislatura precedente. È anche la campagna elettorale più rapida e breve della nostra storia regionale, per via dell’interruzione anticipata della legislatura (altro non positivo primato) e per via dell’incertezza che fino alla fine ha caratterizzato l’indizione dei comizi elettorali.

A questa campagna elettorale, il Corriere della Calabria ha tentato di dare un contributo di chiarezza attraverso un forum che ha visto i due candidati delle coalizioni che storicamente si fronteggiano in questo mai pienamente riuscito bipolarismo italiano,Wanda Ferro e Mario Oliverio. Uno sforzo premiato dall’attenzione che questo confronto ha polarizzato ma anche dal fatto che molte delle questioni che durante il forum sono state poste alla Ferro e a Oliverio, assumono una valenza politica destinata a restare anche dopo la bagarre di una campagna elettorale dove tutti hanno detto di tutto, spesso senza alcun rispetto non solo per la verità ma neanche per la logica. Ci consegna, questo forum, la consapevolezza di chi copre la quasi totalità dell’offerta politica in Calabria, e in Italia più in generale, che su alcuni punti non esistono scorciatoie.  Ricordiamone i più importanti. La Regione non potrà essere più, in futuro, uso le parole di Mario Oliverio, una sorta di «sportello che eroga risorse», deve invece riprendersi quel ruolo di programmazione, e qui uso le parole di Wanda Ferro, che «attui pienamente la delega agli enti territoriali» dei servizi da garantire sui territori. Il consiglio regionale deve avere un ruolo centrale e deve essere anche la sede, anzi l’unica sede, dove ha luogo il confronto e dove è possibile l’incontro tra chi rappresenterà la maggioranza e chi avrà carico dell’opposizione. Le emergenze della Calabria sono tali e tante da imporre un diverso rapporto tra schieramenti politici che pure restano distinti per propria cultura e proprie idee. Si deve collaborare e si deve mettere mano a una stagione di riforme che sia orientata solo ed esclusivamente al recupero di un’immagine seria e alla creazione di strutture che siano impermeabili a ogni attività clientelare e a ogni intermediazione politica. Ma se l’incontro, che deve esserci, tra chi vince e chi perde avviene fuori dalla sede istituzionale del consiglio regionale, sarà un incontro perverso e malato. La burocrazia regionale non va demonizzata, ma la sua selezione deve passare attraverso criteri assolutamente nuovi e diversi.

Nei palazzi della Regione, la meritocrazia e la professionalità – negli ultimi quindici anni – hanno dovuto abdicare in favore dell’appartenenza e della fedeltà politica. Con il risultato che le incapacità di chi ha avuto responsabilità politiche sono state spesso decuplicate dalla assoluta inadeguatezza di direttori generali e dirigenti di nessun spessore. Gli enti sub-regionali, in misura di almeno l’80% sono utili soltanto a fare clientela politica. Non vanno ridisegnati o ridimensionati, ma semplicemente aboliti attraverso un apposito intervento legislativo da portare, tra i primi atti, in consiglio regionale. Su queste cose c’è stata un’incoraggiante convergenza da parte del candidato del centrosinistra e di quello di centrodestra. Fin qui ha anche avuto la meglio una linea di resistenza rispetto ai tentativi di condizionamento che sono arrivati da Roma. In passato molte scelte sono state calate dall’alto e con grande frequenza gli interessi calabresi sono stati piegati a quelli dettati dagli equilibri della politica romana. Sul punto consideriamo già un buon risultato il fatto che sia Wanda Ferro che Mario Oliverio lo abbiano ammesso. Così come riteniamo un ottimo risultato che entrambi concordino sul fatto che solo mettendosi «con le carte in regola» sarà possibile difendere anche in futuro le scelte utili alla Calabria in quel tavolo di confronto che inevitabilmente si andrà ad aprire con il governo centrale. Come andrà a finire? E non ci riferiamo solo al dato elettorale in senso strettamente numerico. I pessimisti potranno obiettare che di buone intenzioni sono pieni i magazzini della delusione. Vero. Ma è altrettanto vero che fino a ieri c’era gloria a buon prezzo. Oggi chiunque vincerà avrà davanti un coacervo di emergenze, difficoltà e problemi frutto della velenosa eredità lasciata dai suoi predecessori.  

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