venerdì, 05 Marzo
Ultimo aggiornamento alle 8:00
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

Sarà tre volte Natale

 di Paolo Pollichieni    «I sogni sono desideri», cantava Mary Poppins. E questa miracolosa campagna elettorale di desideri e di sogni ai calabresi non ne ha risparmiati, specie se a…

Pubblicato il: 21/11/2014 – 17:48

 di Paolo Pollichieni 

 

«I sogni sono desideri», cantava Mary Poppins. E questa miracolosa campagna elettorale di desideri e di sogni ai calabresi non ne ha risparmiati, specie se a garantirli erano ministri del calibro di Beatrice Lorenzin e Maurizio Lupi. Non sono arrivati a dirci che «sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno», ma sul resto hanno largheggiato. Il turn over nella sanità sarà garantito e produrrà effetti… dal gennaio prossimo. Nel frattempo però c’è la campagna elettorale e ognuno spara i numeri: quattrocento posti di lavoro nel comparto. E le cifre lievitano: 42 milioni di euro la spesa autorizzata, secondo il verbale del tavolo ex Massicci, molti di più, vale a dire 400 milioni di euro, secondo il Quotidiano del Sud. Come dire che il piano di rientro non serve più, visto che abbiamo disponibile una massa economica di quasi mezzo miliardo di euro all’anno. E sempre la Lorenzin sussurra alle orecchie giuste che anche dopo il voto la sanità sarà guidata da mano ministeriale perché, assicura, «faremo una modifica alla legge che impedisce di affidare al presidente della Regione il ruolo di commissario per il Piano di rientro». Intanto pensiamo a votare bene e a prendere nota: la Fondazione Campanella tornerà a prosperare, la Cardiochirurgia sarà ovunque, i poli di emergenza verranno rinforzati con uomini e mezzi. Gli ospedali Riuniti di Reggio Calabria «avranno un ruolo leader», ma quelli di Melito e Locri «non saranno depotenziati». E via con strette di mano, sorrisi e autorevoli rassicurazioni. Poteva essere da meno Maurizio Lupi? No, e allora ecco la Statale 106, che pure già conta il record di tagli di nastri e inaugurazioni pre-elettorali, «verrà ridisegnata e completata per intero».  La variante dell’A3 tra Cosenza e Altilia Grimaldi, «finanziata e mandata in can- tiere».  La rete dei porti attrezzata in modo da aprirsi al settore crocieristico, mentre Gioia Tauro avrà nuova vita perché è «tra i tre porti strategici del Paese». Peccato che intanto si va a dare a un monopolista privato (lo stesso che monopolizza anche il porto) anche il terminal ferroviario. E la Tav? Ma sì anche la Tav è cosa fatta, parola di Lupi. E gli aeroporti? Tutti promossi e tutti ammessi a nuovi finanziamenti per potenziarne le capacità. Dovesse servirne un quarto, dopo Lamezia, Reggio e Crotone, non sarà un problema: «Parliamone».  E intanto per le vie e le contrade scorrazzano frotte di candidati che amplificano e rilanciano impegni e promesse. Per carità, guai a pensare sia, questa cattiva usanza, una prerogativa esclusiva di una sola parte politica. Basterebbe, per avere prova del contrario, pensare alle decine di assessori regionali in pectore che battono cassa per promettere riconoscenza e chiedere voti e ai loro sodali vanno ripetendo: «È fatta, si fa un accordo e io sarò in giunta».

Le deleghe più gettonate restano Sanità e Agricoltura, ma anche Turismo e Trasporti non scherzano. Come meravigliarsi, poi, dello smarrimento che alberga in quella sparuta minoranza di calabresi che non rinnegano la coerenza? A molti di loro capita di sentirsi ripetere: «È fatta, stavolta stravinciamo». Ma a dirlo non è un vecchio compagno di partito, tutt’altro, è lo storico avversario, per cui l’ingenuità non riesce a fare da argine alla domanda: «Scusa, ma vinciamo chi? Noi o voi?». In una recente manifestazione elettorale tenuta da Mario Oliverio in quel di Locri, lo smarrimento della bussola politica era palpabile: intere amministrazioni comunali erano lì ad assentire e applaudire. Maggioranza di centrodestra e opposizione di sinistra si ritrovavano a stretto contatto di gomito. Una breve parentesi tra gli scontri del giorno prima che sarebbero ripresi il giorno dopo, ma intanto, per una sera, si converge tutti sullo stesso candidato. Secondo Corrado Alvaro, i calabresi «vogliono essere parlati». Secondo gli avventurieri del nostro regionalismo, tutt’altro: i calabresi vogliono essere gabbati. Speriamo non sia così e che il 24 di novembre si possa dire che aveva ragione Corrado Alvaro.

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.c.a.r.l. ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb