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Scontro tra forzisti su… Whatsapp

Il redde rationem in Forza Italia si consuma su… Whatsapp. Il sistema di messaggistica istantanea è lo strumento attraverso cui i colonnelli berlusconiani decidono di confrontarsi (giusto per usa…

Pubblicato il: 28/12/2014 – 15:52
Scontro tra forzisti su… Whatsapp

Il redde rationem in Forza Italia si consuma su… Whatsapp. Il sistema di messaggistica istantanea è lo strumento attraverso cui i colonnelli berlusconiani decidono di confrontarsi (giusto per usare un eufemismo) dopo il rinvio al nuovo anno del primo consiglio regionale dell’era Oliverio. Sotto accusa c’è la richiesta avanzata da Ennio Morrone di un rinvio della riunione. Sulle barricate c’è soprattutto Mimmo Tallini. I due non le mandano a dire e a nulla serve il tentativo di Jole Santelli di convincerli ad affrontare la questione nella riunione del coordinamento regionale del partito (che alla fine salterà) convocata per lunedì a Cosenza.
Morrone non ha preso per nulla bene il documento con cui sei suoi colleghi, in sostanza, lo “sconfessano” e non nasconde il suo disappunto, minacciando conseguenze imprevedibili. I telefoni sono caldissimi. Il capogruppo uscente rivendica la possibilità di poter partecipare all’insediamento. Gli replica l’ormai ex assessore regionale: ho cercato di evitare una figuraccia, non potevamo coprire le debolezze del centrosinistra. Morrone contesta forma e sostanza del documento dato in pasto ai giornali senza una preventiva consultazione interna.
Nella discussione, rigorosamente telematica, si inserisce Nazzareno Salerno. L’ex aennino ha appreso dal TgrCalabria che il suo nome compare in calce alla nota dei falchi che vorrebbero andare in Aula già lunedì 29 e non nasconde il suo disappunto. Il seguito è un aut aut. Il succo è questo: non mettete più il mio nome su documenti politici senza la mia preventiva autorizzazione, altrimenti sarò costretto a smentirvi.
Insomma, la confusione è grande dentro l’universo azzurro. E quando Morrone chiede lumi su chi materialmente ha vergato il documento, Tallini “confessa” che un aiuto è arrivato da Roberto Occhiuto. La catena si allunga e tocca al deputato chiarire gli aspetti della vicenda. Il fratello del sindaco di Cosenza, che in queste ultime settimane fa ormai copia fissa con Giuseppe Graziano, spiega agli utenti online che se ha messo mano al documento, lo ha fatto solo per smussare alcuni toni troppo duri nei confronti di chi ha da poco assunto la guida della Regione. Meglio far prevalere il politichese, in buona sostanza.
A questo punto Santelli decide che è arrivato il momento di far cessare le ostilità. Ma prima che suoni il gong finale, arriva Pino Galati a ricordarle la necessità di tornare a fare politica nelle sedi opportune.
Il capolavoro (al contrario) è ormai compiuto. Partiti con l’intenzione di mettere in difficoltà Oliverio e la sua maggioranza, i big calabresi di Forza Italia hanno scoperto di avere dentro casa più di un problema da risolvere.

 

Antonio Ricchio

a.ricchio@corrierecal.it

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