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Ruolo unico, la Uil: «Sovvertite le regole democratiche»

CATANZARO «Il dibattito sul ruolo unico non ci ha appassionato sin dall’inizio. Non siamo né distratti né disattenti, siamo semplicemente convinti che le priorità per la Calabria non siano queste, …

Pubblicato il: 17/01/2015 – 13:33
Ruolo unico, la Uil: «Sovvertite le regole democratiche»

CATANZARO «Il dibattito sul ruolo unico non ci ha appassionato sin dall’inizio. Non siamo né distratti né disattenti, siamo semplicemente convinti che le priorità per la Calabria non siano queste, ma quelle, solo per dirne alcune, della disoccupazione senza freni, del precariato istituzionalizzato, dei fondi europei a rischio restituzione, della fuga dei cervelli da bloccare, del programma Garanzia giovani che stenta a partire, della lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione dilagante, in poche parole del futuro della nostra regione». Lo afferma, in una nota, il segretario generale della Uil calabrese, Santo Biondo. «Se l’idea del governatore Oliverio – prosegue Biondo – che naturalmente deve passare al vaglio urgente di un tavolo sindacale, può portare benefici in termini di costi e sburocratizzazione dell’ente regionale allora ben venga ma non a discapito dei lavoratori che, troppo spesso, pagano errori che sono di altri. Ciò che ci preoccupa è l’atteggiamento commissariale di Mario Oliverio che, in questo primo scorcio di legislatura, sta disapplicando le regole del gioco democratico, e le modalità del giusto confronto istituzionali in nome di una supposta revisione della spesa. In questa sede vogliamo porre l’accento sul rischio insito in questa proposta che, prevedendo l’omologazione dei ruoli, rischia di creare un effetto controproducente sulla tenuta istituzionale dei due organismi regionali. È importante non svilire tutto in nome di una spending review senza costrutto che finisce per colpire solo ed esclusivamente i dipendenti della giunta regionale e quelli del consiglio regionale, verso i quali c’è la massima attenzione del sindacato».

«Mario Oliverio – riporta ancora la nota – smetta i panni del commissario, nomini la sua squadra di governo e metta da parte la gestione monocratica del lavoro legislativo, tenga accesi i riflettori di Renzi sulla Calabria e metta in moto un processo riformatore concreto sul quale siamo pronti a confrontarci senza steccati ideologici. Il governatore vigili sulla corretta organizzazione delle strutture speciali e la loro duplicazione; così come di quelle a disposizione dei consiglieri regionali che, troppo spesso, sono state riempite da collaboratori al cinquanta percento. Si applichi nel ripristino delle regole democratiche in consiglio regionale. Inizi con lo stabilire, alla luce del ridotto numero di presenze nell’aula di Palazzo Campanella, il corretto numero di commissioni consiliari, ne garantisca il corretto utilizzo ma azzeri le indennità aggiuntive per il presidente e il vice presidente delle stesse».

«Tagli il peso sottolinea ancora Biondo – dei fitti sulle casse regionali e quello dei noleggi di autovetture. Elimini le disponibilità economiche previste nella diretta gestione del presidente della giunta e di quello del consiglio regionale per le cosiddette spese di rappresentanza. Sia il custode delle riforme sui costi della politica, come quella della cancellazione dei vitalizi e della ridefinizione degli emolumenti ai consiglieri, approvati nella scorsa legislatura e scongiuri il ritorno ad antiche pratiche. Dia prova di trasparenza e renda pubbliche, in maniera analitica, le spese sostenute dal presidente della giunta, da quello del Consiglio e dei gruppi consiliari. Se Mario Oliverio ha un progetto concreto di spending review, lo abbiamo detto in tempi non sospetti, siamo disponibili al ragionamento. Ma si deve mettere mano al mondo delle partecipazioni regionali ad associazioni, fondazioni, società in house, enti sub regionali, consulenze eccetera, che hanno rappresentato in questi anni la vera spesa incontrollata regionale e veri e propri poltronifici per coloro che sono stati bocciati dall’elettorato».

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